A Sky show di allusioni di Allegri, nessuno gli chiede: «Con chi ce l’hai?»

Otto minuti e mezzo di televisione surreale, con gli ospiti in studio che interpretano le parole di Allegri e nessuno che gli pone una semplice domanda

A Sky show di allusioni di Allegri, nessuno gli chiede: «Con chi ce l’hai?»
Photo Matteo Ciambelli

“Gli girano le scatole, quindi non insistiamo”

Probabilmente siamo particolarmente confusi in questo periodo natalizio, ma siamo rimasti piuttosto sconcertati dal post partita di Atalanta-Juventus. Non che non ce l’aspettassimo. Avevamo visto Allegri infoiato – è questo il termine giusto – durante la partita in cui ha subito l’affronto di vedere un suo giocatore (Bentancur) espulso. Peraltro giustamente. Ma alla Juventus nel campionato italiano non sono abituati.

Dopodiché Allegri arriva negli studi Sky e comincia il suo show: sembra di stare su Marte. Comincia ai microfoni e dice che gli girano le scatole. Il giornalista che lo intervista non ritiene di chiedergli perché: Non sia mai. Dice: “gli girano le scatole, quindi è inutile insistere”, come se fosse un parente. Allegri commenta a suo modo la partita e la linea passa allo studio.

L’interpretazione del pensiero di Allegri

A questo punto Bonan capisce qual è la domanda da porre. “Perché girano le scatole ad Allegri?”. Ma non la pone ad Allegri, non sia mai. La pone a Marocchi: “secondo te come mai girano le scatole ad Allegri”. E cominciano i sette minuti più lunari del giornalismo calcistico italiano. Come se Allegri non esistesse. Marocchi farfugli qualcosa a proposito della seconda ammonizione a Bentancur. Allegri riprende la parola e allude: «Parlo anche di quel che accade fuori dal campo. Ci sono dichiarazioni pesanti da parte di responsabili di società verso gli arbitri, è normale che ogni tanto che mi possa arrabbiare un poco anch’io».

Ora siamo certi che dallo studio gli chiedano: «Scusi, Allegri, ma con chi ce l’ha?». E invece niente. Si continua con l’interpretazione del pensiero, come se fossimo davanti a Hegel o Kant. Marco Bucciantini prosegue il giochino e la spara: «Ce l’ha con De Laurentiis e le sue dichiarazioni su Banti concittadino di Allegri. E anche mio», aggiunge. Bonan dà l’idea di avere il quadro chiaro. Si attiene all’interpretazione di Bucciantini. Non sia mai chiedere ad Allegri. Ora noi ci chiamiamo il Napolista, ci accusano di essere devoti a De Laurentiis, ma noi queste dichiarazioni del presidente del Napoli su Banti non le troviamo. Su Mazzoleni sì, su Banti non troviamo nulla. Possibile che Allegri abbia qualcosa da ridire sulle frasi di De Laurentiis a proposito di Mazzoleni? Tra l’altro, Marotta – quando era juventino – ebbe da ridire sulla napoletanità dell’arbitro Guida e ovviamente Allegri non si stracciò le vesti.

Bucciantini per oro colato

A Sky prendono Bucciantini per oro colato e lo show di Allegri prosegue:  «Se non siamo noi a educare anche i tifosi, se mi mettessi a fare dichiarazioni scoppierebbe un po’ di casotto ed è sbagliato, in Italia succede di tutto e di più». E ancora: «Se vogliamo migliorare in Italia, ci vuole più educazione ed eleganza». E fa anche la citazione manzoniana in salsa allegriana: «O ce l’hai, o comprarla diventa diventa dura». Il silenzio prosegue: ce l’ha De Laurentiis? Con Cairo? Con Preziosi? Nessuno pone la domanda. Però arriva il commento di Marocchi che – beato lui – evidentemente ha capito: «È clamoroso. Se un allenatore dice una cosa del genere, abbastanza neutra e condivisibile, per richiamare due presidenti in particolare, De Laurentiis e Preziosi (mai citati da Allegri, ndr) che sono andati sopra le righe. Se vanno sopra le righe i presidenti, non ne veniamo fuori. Sono d’accordo con Max (ma su cosa? ndr) sono i nostri garanti».

E a questo punto Allegri parla della possibile deriva violenta che potrebbe coinvolgere anche i bambini. «A me dispiace per il calcio italiano, non c’è nessuna voglia di migliorare il nostro calcio. Quello che succede sono altre cose. A mio modesto parere, è sbagliato. Per il futuro dei miei figli, per il futuro dei bambini che devono amare lo sport».

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