Il Napoli ha un punto in meno dello scorso anno

Il crocevia della stagione è stato Sampdoria-Napoli: senza quella sconfitta, che Napoli ci sarebbe stato oggi? Il ritmo super della Juventus

Il Napoli ha un punto in meno dello scorso anno

Sono (ri)partiti i confronti

Alla fine di Cagliari-Napoli il pensiero è volato subito alle critiche a Milik, alle rinnovate chiacchiere sulla campagna estiva e sull’addio di Sarri, alle griglie e chi più ne ha più ne metta.

Ma a queste cose ha già risposto mirabilmente “Il Napolista”, qui, e ancora qui.

Dopo Liverpool-Napoli, come già ben raccontato da Vittorio Zambardino, il vento della critica di casa nostra, flebile o meno, era tornato a farsi sentire. Un vento inspiegabile, che senza il bellissimo gol di Milik avrebbe purtroppo trovato nuova forza. Inspiegabile perché la Juve è lassù quasi a punteggio pieno, quindi inavvicinabile da qualsiasi squadra. E il Liverpool si è mostrato una corazzata fuori portata per il Napoli di martedì scorso.

Ma ancora una volta sono partiti i confronti. Come la domanda che ho sentito in una trasmissione di una tv locale: “Ma non sarebbe stato meglio tenersi Maurizio Sarri, visto che il tanto decantato Ancelotti ha già fallito tutti gli obiettivi stagionali?”.

Fallimento è una parola che piace molto agli opinionisti o presunti tali. Siamo a dicembre e, a parte la Champions League, il Napoli è (come lo scorso anno) tecnicamente e aritmeticamente ancora in corsa per tre obiettivi, che erano e sono quelli più ragionevoli, a meno che qualcuno non pensasse seriamente alla conquista del massimo trofeo europeo come fattibile.

Ad ogni buon conto, ad ogni domanda è educato rispondere.

Il Napoli 2018-19 ha, alla sedicesima giornata, 38 punti. APPENA UNO IN MENO DELLA SCORSA STAGIONE.

Ha vinto 12 gare, pareggiate 2 e perse 2. Una sconfitta in più dell’anno scorso.

È fuori dalla Champions League come nella scorsa stagione. E sarà in Europa League come allora, stavolta da testa di serie.

Le sconfitte totali nelle due competizioni finora sono state 3, contro le 5 del 2017-18.

Le reti segnate sono 33 contro 35, mentre quelle subite sono 14, quattro in più dello scorso campionato. Anche se 6 di esse sono tutte arrivate nelle due sciagurate sconfitte.

Il crocevia è stato Sampdoria-Napoli

Torno a pensare che il crocevia di questa stagione, nel bene e nel male, sia stato Sampdoria-Napoli. Senza quella sconfitta gli azzurri avrebbero oggi almeno gli stessi punti del miglior Napoli della storia recente.

Ma senza quella sconfitta, nata nel primo vero esperimento di un calcio diverso da parte di Ancelotti, che Napoli ci sarebbe oggi?

La semina di Carletto ha portato frutti (e tanti punti), se solo consideriamo che questa squadra era stata data per spacciata dopo l’addio di Sarri. Se lo scudetto oggi ci sembra irraggiungibile è solo perché è impossibile vincerle tutte. E con la Juve di quest’anno, anche per tanti motivi che vanno al di là del calcio giocato, fare punteggio pieno sarebbe stato indispensabile per tornare ad essere in testa come in gran parte dello scorso campionato.

Ma l’allargamento della rosa e il turnover (che non ha causato le perdite di punti spesso immaginate) è un investimento sul resto della stagione. Ancelotti sa che potrà puntare su tutti quando la fatica si farà sentire. Il Napoli non dovrà temere il finale di stagione, a patto di mantenere le motivazioni al massimo e la voglia di vincere sempre accesa.

Il preannunciato trauma per l’eliminazione dalla Champions, insieme al paventato calo di motivazioni per una posizione di classifica quasi acquisita, non si è notato. Senza le giuste motivazioni non si vincono le partite al 90’, soprattutto quando non è serata e tutto sembra andare storto.

L’importante sarà chiudere l’anno a tutta birra. Spal, Inter e Bologna non saranno squadre comode da affrontare. Ma il Napoli ci è abituato. Quasi tutti giocano la partita della vita contro gli azzurri.

La differenza con chi domina il calcio italiano è anche in questi (non trascurabili) particolari.

Non a caso la corazzata Juventus nelle (poche) occasioni in cui viene aggredita ha anch’essa degli sbandamenti. Le due sconfitte in Champions lo dimostrano, e i 38 palloni persi e gli appena 22  recuperati contro il volitivo Torino del derby, sono un record negativo per i bianconeri. Chiaro segnale che anche loro sono umani, e che il susseguirsi di impegni consuma energie fisiche e mentali.

Peccato che tante squadre italiane preferiscano non sprecare troppe energie contro la Juventus, sapendo che comunque, anche lottando allo spasimo, andrebbero incontro a sconfitte quasi certe.

E visto come è andato a finire il derby di Torino non mi sento di dare loro torto.

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