Marelli: «Rigore netto su Zaza, ma il Var non c’entra niente»

«Non c’è fallo di Matuidi su Belotti, penalty da fischiare su Zaza. Non c’è review al Var, purtroppo la dicitura “chiaro ed evidente errore limita lo strumento».

Marelli: «Rigore netto su Zaza, ma il Var non c’entra niente»

La moviola di Torino-Juventus

Abbiamo già scritto delle polemiche arbitrali su Torino-Juventus, riportando la moviola di Alessandro Catapano sulla Gazzetta dello SportAnche Luca Marelli, ex arbitro di Serie A, ha commentato la partita e gli episodi più controversi sul suo blog. Con una lettura diversa rispetto alla rosea. Innanzitutto, giudizio positivo sulla gara di Guida: «Non si confonda la valutazione arbitrale con quella sugli episodi. Perfetta gestione della partita da parte del fischietto di Torre Annunziata».

Poi, appunto, gli episodi: «Nel giro di due minuti due proteste del Torino in area di rigore avversaria. Al minuto 53, su un calcio d’angolo battuto dalla destra, contatto in area di rigore tra Matuidi e Belotti. Posizione ineccepibile di Guida che vede e valuta il contrasto. Belotti salta altissimo, Matuidi allarga leggermente il braccio destro ma il contatto pare lievissimo. Corretta, a mio parere, la scelta di Guida che lascia proseguire».

Il contatto Alex Sandro-Zaza: «Anche in questa circostanza poco da aggiungere sulla posizione dell’arbitro: perfetta, e spostamento intelligente per trovare la miglior linea di visione del contrasto tra attaccante e difendente. A differenza della fattispecie precedente, non mi trova d’accordo la scelta dell’arbitro: la trattenuta comincia quando il pallone è in possesso di Zaza, e termina quando l’attaccante del Torino cade a terra. Accentua la caduta? Probabile ma ormai siamo abituati a questo malcostume, peraltro comune in tutte le aree di rigore ed a tutti i calciatori. Si obietterà: “anche Zaza trattiene per la maglia Alex Sandro (per la precisione all’altezza del braccio destro)”».

«Vero, ma c’è un elemento fondamentale: il pallone è nel pieno possesso di Zaza e lo stesso attaccante non esaspera la trattenuta, peraltro non impedendo l’azione dell’avversario. In ogni caso Alex Sandro non si preoccupa minimamente del pallone (anche perché non ha alcuna possibilità di giocarlo, essendo lo stesso ben coperto da Zaza) ma solo di strattonare visibilmente l’avversario, provocandone la caduta. Dal mio punto di vista, questo è un calcio di rigore piuttosto evidente».

Il problema-Var

A questo punto, Marelli spiega il perché del mancato intervento del Var: «Purtroppo, il protocollo attuale non permette l’utilizzo della tecnologia. Si tratta certamente di un’azione irregolare. Ma nel pieno controllo dell’arbitro che, pertanto, non può essere invitato alla review poiché la scelta si basa sulla valutazione soggettiva dell’entità della trattenuta. Ancora una volta ci tocca affrontare l’idea stessa del Var: su questi contatti non vedremo mai una “on field review“, perlomeno fino a quando il protocollo riporterà la dizione di “chiaro ed evidente errore” che (ormai è chiaro a tutti) è stato interpretata nel senso di episodi sfuggiti all’arbitro (come nei tantissimi tocchi di mano oggetto di Var). Sono del tutto concorde con chi sostiene che, per utilizzare al meglio lo strumento, prima o poi si dovrà mettere mano al protocollo ed intaccare anche quel concetto di soggettività arbitrale che sta esageratamente limitando una tecnologia potenzialmente straordinaria».

Insomma, si sta concretizzando lo scenario che lo stesso Marelli profetizzava a luglio. Ovvero: Var depotenziata e quindi inutilizzabile per alcune situazioni. Il resto del pezzo è qui, ci sono anche gli episodi di Inter-Udinese e il rigore fischiato a Mandzukic (giusto secondo l’ex arbitro).

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