Milik al 90esimo conferma la legge di Kolarov sulla competenza dei tifosi

Ha deciso Cagliari-Napoli al 90esimo, con una splendida punizione. Prima, aveva colpito una traversa. Formazione inedita di Ancelotti. Napoli in media 90 punti

Milik al 90esimo conferma la legge di Kolarov sulla competenza dei tifosi
Foto Ssc Napoli

Una perla da dedicare a Mario Rui

Arkadiusz Milik. Proprio lui. Il centravanti, il calciatore che troppe volte, ingiustamente, ha dovuto subire le assurde critiche di tanti tifosi del Napoli. Non solo a Liverpool, anche prima. La sua rete conferma la legge di Kolarov che il Napolista riporta in calce sul sito: “Il tifoso dev’essere consapevole che di calcio capisce poco”. Frase che dovrebbe campeggiare nel cielo di Napoli, come le frasi di Fantozzi.

Lui, Arkadiusz, fa finta di non pensarci, di non farci caso. Ed è stato proprio lui, al 90esimo, a decidere Cagliari-Napoli. E lo ha fatto calciando una splendida punizione da circa 22 metri. Di sinistro, ha scavalcato la barriera e l’ha fatta morire alle spalle di Cragno. Una perla, da dedicare a Mario Rui per quello che ha dovuto esibire in settimana. In zona Milik. Come a Bergamo. Anche oltre. Una perla calciata anche grazie ad Ancelotti: è stato lui a dire che doveva tirare il polacco. E così si sono ritirati sia Insigne sia Mertens. Ancelotti lo ha anche spiegato in conferenza stampa.

L’arbitro Doveri aveva appena assegnato sette minuti di recupero. Lo spettro del pareggio s’avanzava sulla Sardinia Arena. Il polacco ha sfoderato classe cristallina. Quella che due bruttissimi infortuni in due anni gli hanno impedito di mostrare. Per Milik è l’ottavo gol in campionato. Da stasera, è il miglior cannoniere del Napoli in Serie A. È stato lui, Milik, a tenere il Napoli a otto punti dalla Juventus e con sei di vantaggio sull’Inter.

Rifondazione Ancelotti

La vittoria del Napoli è stata meritata. Ciò non toglie che stava scivolando via, come le residue speranze di tenere aperto il campionato. Il gol di Milik è giusto per lui, ma anche per le scelte di Carlo Ancelotti che dopo Liverpool non ha avuto timore di attuare una vera e propria rivoluzione. Rifondazione Napoli: non era mai successo che dal primo minuto fossero contemporaneamente fuori Hamsik, Insigne, Mertens e Callejon.

L’allenatore ha schierato l’ennesima formazione inedita. Cinque superstiti di Liverpool: Ospina, Koulibaly, Allan, Fabian Ruiz e Maksimovic stavolta centrale. E poi sei cambi: Malcuit, Ghoulam, Zielinski, Diawara e Ounas Milik coppia d’attacco. Ancelotti lo aveva detto in conferenza stampa: «È una squadra che ha un futuro roseo davanti a sé, è una squadra già costruita per il futuro».

Primo tempo da dimenticare

Il primo tempo, però, è stato da dimenticare. Anche perché il Cagliari ha attuato sin dal primo minuto un pressing a tutto campo, e infatti lo ha pagato nel secondo tempo. Proprio la squadra di Maran ha avuto l’occasione più importante con Faragò imbeccato da un errato retropassaggio di Ounas. È stato bravo Ospina. Gli azzurri hanno provato a giocare. Ounas si è reso protagonista di buoni spunti ma anche di errori ingenui. Sul finire del tempo, occasione clamorosa per Farias – ancora una volta grande parata di Ospina che ha giocato un’ottima partita, molto sicuro nelle uscite – ma era in fuorigioco.

Secondo tempo a una porta

Nel secondo tempo è stata un’altra storia. Si è giocato a una porta. Sin dal 46esimo il Napoli ha costretto il Cagliari nella propria metà campo. È cresciuto Fabian Ruiz, è cresciuto anche Zielinski, Malcuit ha cominciato a rendersi più pericoloso. Anche perché il Cagliari non ha avuto più le energie del primo tempo. Occasioni da gol in serie: Fabian Ruiz si è bevuto un avversario in area con un tunnel, ma sul cross basso Romagna ha anticipato Milik proprio sulla linea di porta. Poi è stato proprio Fabian Ruiz ad allargare troppo il piatto su cross basso di Malcuit. Il Napoli ha collezionato occasioni in serie.

Il quarto d’ora di forcing non ha dato gli esiti sperati di Ancelotti che allora, poco per volta, ha fatto entrare – in questo ordine – Mertens (62′), Insigne (71′) e Callejon (80′). Facendo uscire Diawara, Ounas e Malcuit.

Al 67esimo, con il solo Mertens in campo, Milik ha colpito la traversa con un imperioso colpo di testa. Sembrava una partita stregata. Fino al 90′ quando Mertens ha guadagnato una punizione al limite dell’area. È stato Milik a prendere il pallone. Lo ha sistemato e poi ha fatto partire una parabola imprendibile: precisa e potente.

Ha vinto lui, ha vinto il Napoli e ha vinto Carlo Ancelotti che ha dimostrato ancora una volta di avere grande coraggio. Ha dimostrato ancora una volta che il Napoli ha una rosa ampia, che ha giovani in grado di giocare su campi difficili. Ci voleva dopo il martedì di Liverpool. Ovviamente le due partite non hanno lo stesso peso. Ma vincere stasera, con questa formazione, è stato un passaggio fondamentale nella stagione del Napoli. Passaggio che porta il marchio di Arkadiusz Milik.  È una squadra che sta viaggiando alla media di 90 punti. Purtroppo, davanti, ce n’è una che sta viaggiando alla media di 110.

ilnapolista © riproduzione riservata