Mura e Mourinho: “Il biglietto non include il diritto di insultare”

In linea con Ancelotti, dimostra che il giornalismo non è solo Gramellini: “Questi cori dovrebbero essere sanzionati, Mourinho non è stato offensivo”

Mura e Mourinho: “Il biglietto non include il diritto di insultare”

“Sono d’accordo con Ancelotti”

Gianni Mura, su Repubblica ovviamente, fa una premessa. Premessa colta, perché citare Manlio Scopigno è cultura. E citare una delle sue frasi cult, è poesia. “Mai mi sarei aspettato di vedere Niccolai in mondovisione (in realtà disse via satellite, ndr)” quando il difensore giocò in Nazionale contro la Svezia ai Mondiali del 1970. E così Gianni Mura scrive che mai si sarebbe aspettato di difendere Mourinho uno che nella sua carriera è ricordato anche per un dito nell’occhio al povero Tito Vilanova. E che, rimarca nel suo appuntamento domenicale, non gli piace.

Gianni Mura è d’accordo con Ancelotti (“potrei cavarmela dicendo che sono d’accordo con Ancelotti, che ha valutato la faccenda con buon senso e molto opportunamente (7,5) ha allargato il discorso all’aria che si respira nei nostri stadi, alla cultura, o incultura, che li caratterizza”) ma non è questo il punto.

Per fortuna non c’è solo Gramellini

Gianni Mura è lì a testimoniare che il giornalismo per fortuna non è solo Gramellini, c’è ancora speranza. Mette insieme pensieri ragionevoli, di buon senso.

Il gesto non è volgare né offensivo. L’hanno fatto in tanti. Da Batistuta a Higuain, a Icardi (…). Non merita una medaglia ma nemmeno il dibattito sul bon ton nel mondo del pallone (e qui la chiamata viene proprio a Gramellini, ndr), talvolta fatto da pulpiti non esemplari.

Mura centra il punto, con riferimenti nemmeno tanto velati alla Juventus che poi ancora una volta, guarda caso, è al centro di episodi di inciviltà.

“Punizioni non sempre adeguate per i cori razzisti”

“Parlare troppo di Mourinho equivale a parlare poco dei cori da stadio, che sono il vero problema. Ma il tifoso paga il biglietto, dicono. Forse, può anche darsi che li regali il club. In ogni caso, pagare il biglietto non include il diritto di insultare. Oggi si puniscono i cori razzisti e quelli di discriminazione territoriale (quasi tutti contro il Napoli). Punizioni non sempre adeguate, mille cavilli per evitare squalifiche e multe. Se si parla di civiltà, è necessario sradicare l’incessante “figlio di puttana”.

E conclude auspicando un deciso intervento (che ovviamente non ci sarà mai, ndr): “Basterebbe che questi cori, perfettamente udibili, fossero sanzionati come gli altri: prima delle belle multe, poi la squalifica”.

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