Ancelotti l’allenatore che rifiuta vittimismi e complottismi

Si conferma uomo che rifugge ogni alibi: «In Champions ci sono stati errori arbitrali ben più gravi che in campionato. Non scelgo nessuna competizione»

Ancelotti l’allenatore che rifiuta vittimismi e complottismi

Le parole in conferenza stampa

È il giorno del ritorno di Carlo Ancelotti sulla tolda di comando del vascello controrivoluzionario. Il tecnico del Napoli, in conferenza stampa, cancella ogni sintomo di alibismo e paracomplottismo, impone ai suoi l’idea che match col Chievo sia stato un incidente di percorso e al tempo stesso rinnova loro la fiducia. Davanti alla stampa che ha parlato di turn over. Infine, risponde in maniera chiara a chi aveva pensato a un Napoli concentrato sulla Champions (anche noi, ieri, un po’ scottati dal post-Chievo): «Non scelgo nessuna competizione preferita».

Ma torniamo al punto iniziale, al giudizio su Napoli-Chievo e alla conseguente polemica filo-arbitrale. Secondo Ancelotti, la sua squadra «è mancata in intensità e in efficacia offensiva». Lo 0-0 del San Paolo nasce da qui, e «rappresenta un rimpianto, perché siamo riusciti a riportare il pubblico allo stadio e volevamo dare di noi un’immagine diversa». Il punto chiave del tutto è che «domani sera non succederà». Era quello che volevamo sentirgli dire.

E poi c’è la parte sugli arbitri, una sorta di capolavoro anti-vittimista. O meglio: una lettura ragionata sul peso degli episodi arbitrali controversi. Domanda: crede che in Champions la competizione sia più leale rispetto al campionato. La risposta di Ancelotti: «Ultimamente la Champions è stata funestata da errori clamorosi, molto più clamorosi rispetto a quelli commessi nel campionato italiano. Io spero che il Var arrivi molto in fretta in Europa». Cancellati gli ultimi anni di complottismi, anzi gli ultimi anni e gli ultimi giorni. Il rigore di Callejon poteva essere concesso (doveva essere concesso secondo la Gazzetta e l’ex arbitro Marelli), ma un Napoli deve battere un Chievo al di là di un calcio di rigore non fischiato.

Un altro colpo al papponismo

Dopo le considerazioni sul mercato di sabato scorso, Ancelotti è tornato di nuovo sulla qualità della rosa: «La prestazione contro il Chievo non sposta di una virgola la mia valutazione sui giocatori che ho a disposizione. Siamo una squadra competitiva, e stiamo competendo in un girone proibitivo. Qualcuno ci considera una sorpresa, ma a questo punto saremmo dei coglioni se non passassimo il turno».

In questa frase che sembra costruita e messa lì per fare un po’ di colore, c’è invece un’attestazione di stima enorme di un allenatore rispetto al suo gruppo di lavoro. Soprattutto se messa insieme al concetto espresso più volte durante la conferenza stampa: «Domani non si deciderà un bel niente, sarà decisiva l’ultima giornata». Secondo Ancelotti, dunque, i giocatori del Napoli sarebbero dei coglioni se, arrivati a questo punto, non riuscissero a fare risultato in casa del Liverpool. In-casa-del-Liverpool, finalista di Champions League. In caso di nulla di fatto domani sera, infatti, l’unico risultato che permetterebbe agli azzurri di passare il turno sarebbe non perdere contro i Reds. Ad Anfield Road. Un’impresa proibitiva. Che però Ancelotti ritiene possibile.

Ecco, è un altro duro colpo a chi non crede nella forza di questa squadra. Magari Ancelotti lo fa anche per contratto, ma un punto è far finta di crederci così tanto e un altro è investire la propria carriera su questo tipo di fiducia. La summa totale delle tesi ancelottiane del giorno è dunque la seguente: il Napoli non ha scelto e non sceglierà tra Champions e campionato, anzi è competitivo su entrambi i fronti fino al punto di aspirare concretamente alla qualificazione, fino al punto da pensare di fare risultato in casa del Liverpool. La partita col Chievo è stato un puro inciampo in un cammino finora di alto livello e domani sera non si ripeterà. E, soprattutto, il pareggio non è dipeso dagli errori dell’arbitro. Negli ultimi anni, addirittura, gli strafalcioni dei direttori di gara in Champions League sono stati più impattanti rispetto alla Serie A. Sembra un manifesto giacobino, anti-napoletano e radicale in ogni suo punto. È una semplice conferenza stampa firmata Carlo Ancelotti.

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