Autostrade: il modulo rimborso ai sopravvissuti chiesto solo a due persone

Nessuna notizia è riportata oggi dai giornali in merito alle indagini sul crollo. In una nota sul suo sito Autostrade chiarisce che il modulo è una fattispecie unica

Autostrade: il modulo rimborso ai sopravvissuti chiesto solo a due persone

Nessun documento nuovo scovato negli archivi e neanche alcuna novità sul fronte indagini. Il che, dato il tenore della nostra rassegna stampa nell’ultimo mese, è già un dato importante.

Le notizie di oggi sul crollo del ponte Morandi si limitano alle polemiche sul decreto per Genova (oggi Giorgetti, sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, attacca i grillini accusandoli di non conoscere il diritto) e alla nuova visita di Mattarella alla città ligure prevista per domani.

Autostrade torna sulla questione del modulo di rimborso

L’ufficio comunicazione di Autostrade torna invece, con una nota comparsa ieri sul sito web, sulla questione del modulo fatto firmare dalla società ad alcuni sopravvissuti che sembrerebbe eliminare per i firmatari qualsiasi possibilità di rivolgersi alle vie legali.

“In relazione alle polemiche rilanciate nelle ultime ore da alcuni quotidiani sui contributi erogati dalla società – chiarisce la nota – Autostrade per l’Italia ritiene doveroso ribadire che il modulo di rimborso a cui fanno riferimento gli articoli polemici è una fattispecie “unica” nel suo genere”.

Autostrade scrive di aver chiesto di firmare il modulo solo ai dipendenti di due aziende (Amiu e Tecnotatti) sottostanti al viadotto che, avendo avuto la propria auto danneggiata o distrutta, hanno chiesto un indennizzo immediato: “Trattandosi di un danno materiale ben identificato, è stato risarcito da Autostrade per l’Italia a titolo definitivo, versando alle persone danneggiate una somma di denaro equivalente al valore dell’autovettura. Quella descritta è dunque una situazione a se’ stante. Non ha nulla a che vedere con tutti gli altri tipi di contributi, che sono stati erogati finora dalla società a fondo perduto, indipendentemente da qualsiasi eventuale indennizzo futuro e senza chiedere ai beneficiari alcuna rinuncia come è scritto chiaramente nei relativi moduli. Dispiace constatare, ancora una volta, come un’iniziativa concreta realizzata dalla società in tempi rapidi per alleviare le sofferenze e i disagi dei cittadini della Zona Rossa di Genova sia oggetto di strumentalizzazioni basate su elementi falsi e interpretazioni fuorvianti”.

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