Il modulo che Autostrade ha fatto firmare ad alcuni sopravvissuti del Ponte Morandi

Mentre continua la diatriba tra Spea e Autostrade, c’è chi quel modulo per il risarcimento non lo ha firmato e ha chiesto di essere ammesso al procedimento penale come parte offesa

Il modulo che Autostrade ha fatto firmare ad alcuni sopravvissuti del Ponte Morandi

I controlli sul ponte Morandi “sarebbero stati più formali che sostanziali”. E’ la novità che emerge oggi dai quotidiani.

Una piccola breccia nel muro di omertà

Lo dichiarerebbe un ingegnere di Spea, società delegata da Autostrade al monitoraggio della rete autostradale, mentre un altro tecnico avrebbe detto: “Così ci dicevano di fare e noi non potevamo fare altro…”, altrimenti avrebbero rischiato il posto di lavoro.

Gli inquirenti insistono: non li vedevate i ferri arrugginiti degli stralli? “No, quelli no”, rispondono i tecnici.

“Ordinaria dialettica contrattuale”

Abbiamo raccontato ieri delle mail dalle quali è emersa l’accusa di Autostrade agli uomini di Spea di non saper fare il proprio lavoro di monitoraggio.

Sul sito del concessionario appare una nota in cui si chiarisce che “tali comunicazioni tra il Committente dei lavori e la società Spea vanno inquadrate nell’ambito di una ordinaria dialettica contrattuale tra cliente e fornitore”.
Nello specifico, la contestazione riguarderebbe i lavori di riqualifica delle barriere di sicurezza del Polcevera effettuati lo scorso febbraio. In seguito ad essi, “la Direzione tecnica di Autostrade per l’Italia aveva contestato a Spea un mancato rispetto degli obblighi contrattuali” e aveva provveduto alla rimozione dall’incarico del Direttore Lavori.
“Tale dinamica cliente-fornitore certifica dunque la piena regolarità e il funzionamento del sistema di controlli, e non il suo contrario”, scrive Autostrade e aggiunge “è fondamentale inoltre chiarire che tali comunicazioni riguardano interventi effettuati in luoghi diversi e distanti dalla pila n° 9 interessata dal crollo. Si tratta dunque di attività del tutto estranee alla vicenda medesima”.

La polemica: il documento di liquidazione di alcuni sopravvissuti

Nelle prime note successive al crollo Autostrade scriveva che “i nostri risarcimenti sono solo un aiuto per le esigenze urgenti, non pregiudicano la possibilità di farci causa”.

Tuttavia, oggi, viene fuori un modulo che la società ha fatto firmare ad alcuni sopravvissuti del Ponte, che hanno chiesto un rimborso immediato. Il documento contiene un passaggio che sembra contraddire le prime dichiarazioni di Autostrade ed eliminare qualsiasi possibilità futura di azione legale.

“Il sottoscritto… dichiara che per effetto degli eventi verificatisi in data 14 agosto 2018, relativi al cedimento di una sezione del Viadotto Polcevera, ha dovuto/ dovrà sostenere urgenti spese per la perdita parziale/totale del veicolo… chiede il contributo economico per un importo di euro… dichiara al ricevimento di detta somma di non avere più nulla a che pretendere per il suindicato evento”.

Il passaggio ambiguo

Un passaggio ambiguo che Autostrade, contattata da La Stampa, definisce “un po’ infelice” anche se insiste sul fatto che l’unico obiettivo è quello del ristoro a fondo perduto.

In una nota diramata ieri Autostrade scrive: “Quel modulo è stato utilizzato solo nel caso in cui chi ha avuto danno alla macchina ha chiesto l’indennizzo immediato. Essendo un danno materiale ben identificato, è stato indennizzato con il valore dell’auto a titolo definitivo. Gli altri contributi sono stati concessi senza chiedere alcuna rinuncia, anzi specificando l’opposto”.

Al momento sono state 263 le richieste sottoscritte nel complesso, alcune decine quelle riguardanti automezzi.

La questione modulo è esplosa dopo la segnalazione di Fabio Ventrice, uno dei netturbini che la mattina del 14 agosto stava lavorando sotto il segmento collassato: nel video del crollo diffuso dalla Guardia di Finanza,  Ventrice spunta incredibilmente indenne fra le macerie appena cadute.

Dimesso dall’ospedale con una prognosi di 21 giorni per varie ammaccature ed un persistente stato ansioso (due suoi compagni, che si trovavano nelle vicinanze, sono morti) – scrive La Stampa – ha chiesto il rimborso per la perdita della vettura e di una bici nuova presente nel bagagliaio, disintegrate.

In cambio di 13.400 euro, il valore da lui dichiarato per entrambi i beni, gli è stato proposto di firmare il modulo di cui sopra, che Autostrade definisce “una ricevuta”.

Ventrice rifiuta e chiede di essere ammesso al procedimento penale come parte offesa, iniziando uno scambio di mail con Aspi che gli ribadisce, per iscritto, che la firma non rappresenta una rinuncia alla possibilità di andare avanti su altri fronti.

Enrico Grego, legale di Ventrice, dichiara a La Stampa: “Se il mio cliente avesse accettato, difficilmente avrebbe potuto rimanere nel processo. Ed è altrettanto prevedibile che a posteriori, e dopo i dubbi degli interlocutori, chi ha inserito frasi del genere ovvero Autostrade fornisca versioni correttive. Di sicuro chi ha firmato si è messo in una posizione sfavorevole”.

Il decreto per Genova

Nella bozza del decreto per Genova, c’è scritto nero su bianco che “a far fronte alle spese di ricostruzione” del ponte sarà Autostrade, “in quanto responsabile dell’evento” e che il pagamento dovrà arrivare “entro 30 giorni dalla richiesta del commissario straordinario”.

Il commissario non c’è ancora, ma dovrebbe arrivare entro 10 giorni e operare in deroga ad ogni disposizione di legge. Avrà 20 dipendenti e potrà nominare due sub-commissari, mentre le amministrazioni locali potranno contare su una zona franca urbana e per far fronte all’emergenza assumere 500 dipendenti in due anni.

Non è ancora chiaro, invece, chi dovrà essere a ricostruire il ponte: non c’è, nel decreto, il veto su Autostrade. Secondo i quotidiani l’esecutivo si sarebbe preso altro tempo per verificare, in sede di Unione Europea, la possibilità d’inserire nella norma che contiene le misure di sostegno per il capoluogo ligure una dicitura che renda esplicita la volontà di togliere la concessione ad Autostrade per l’Italia.

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