Il fact Checking sul Napoli: sempre ai primi tre posti, e tante rimonte negli ultimi anni

Il Napoli è sempre stato almeno terzo in classifica per l’80% degli ultimi cinque campionati. E da anni parte piano e poi ingrana nei secondi tempi.

Il fact Checking sul Napoli: sempre ai primi tre posti, e tante rimonte negli ultimi anni
Giocatori del Napoli sotto la curva al termine di Napoli-Milan (Carlo Hermann / Kontrolab)

La consuetudine dei primi posti

Il campionato virtuale sembra finalmente finito. Quello reale recita ancora una volta Napoli e Juventus in testa, insieme alla sorprendente Spal. Aspettando Roma-Atalanta. Ora tutti fanno finta di nulla, le famigerate griglie sono state quasi del tutto accantonate. Eppure sarebbe bastato leggere qualche dato del passato per evitare brutte figure. Per chi non lo ricordasse, stare lassù è ormai una prassi consolidata per il Napoli.

Infatti, dal campionato 2012-13 fino a sabato sera, il Napoli non è mai sceso oltre il terzo posto in classifica per ben 183 giornate su 230 (l’80% di tutte le giornate). Se aggiungiamo anche il quarto posto (che oggi garantisce la qualificazione diretta in Champions League), le giornate diventano 201 (l’87%). Negli ultimi 6 campionati, più l’inizio di quello attuale, gli azzurri sono stati per 39 giornate in testa, per 74 al secondo posto e per 70 giornate terzi. Ed in questo conteggio c’è anche il secondo campionato di Benitez (quello definito fallimentare) e il primo di Sarri (quello dell’inizio stentato).

Ordinaria normalità se si fosse trattato di un’altra squadra. Dati considerati invece quasi sempre straordinari quando riguardano il Napoli. Tanto per confermare quanto già ribadito su queste pagine da Massimiliano Gallo. Nessun miracolo, quello della società di De Laurentiis è ormai uno standard stabile nel tempo, frutto lampante di lavoro e programmazione. È evidente che i luoghi comuni sono una delle malattie più difficili da debellare nello storytelling del calcio. Come quello della squadra di Ancelotti distratta, che “avrebbe bisogno di prendere sempre uno schiaffone prima di svegliarsi”. E che, come affermato da molti, il Napoli di Sarri difficilmente sarebbe andato in svantaggio come questo di Ancelotti.

La consuetudine delle rimonte

Memoria cortissima direi. Le rimonte del Napoli dello scorso campionato sono divenute mitiche. Per ben 13 volte in svantaggio, quella squadra seppe portare a casa per 9 volte il massimo risultato. Nelle altre 4 occasioni la rimonta riuscì a metà (Sassuolo), oltre alle 3 sconfitte di tutto il torneo. E i primi tempi regalati? Bene, lo scorso anno il Napoli regalò (quanto meno nel risultato) il primo tempo agli avversari per almeno 3 volte prima di vincere. In particolare ad Atalanta e Lazio (proprio ad inizio stagione, 2a e 5a giornata), contro le quali gli azzurri andarono in svantaggio, arrivando quasi all’ora di gioco prima di riuscire a pareggiare. Così come con la Lazio al ritorno, contro cui il gol del pareggio arrivò (come quest’anno) alla fine del primo tempo. Persino nella partita di Bologna (3a giornata, quindi sempre inizio campionato) gli azzurri dovettero attendere il 66’ prima di passare in vantaggio e finire poi in goleada.

Se consideriamo che il Napoli di inizio campionato 2016-17 ebbe le medesime difficoltà a segnare nel primo tempo (a Pescara addirittura sotto 0-2 alla 1a giornata, e a Palermo alla 3a passò in vantaggio solo al 47’), il motivo non può essere solo la distrazione o il nome dell’allenatore. Probabilmente certi meccanismi hanno bisogno di tempo per essere perfezionati. Sia che l’allenatore si chiami Ancelotti, sia che si chiami Sarri.

Battere la contestazione

Il problema comunque esiste ed è meglio non minimizzare. In ogni caso, direbbe il compianto Max Catalano, meglio il Napoli che si sveglia nei secondi tempi e porta a casa il risultato, che le milanesi che dal 60’ in poi si addormentano e buttano via punti. Non siamo che all’inizio, ed è giusto rimanere con i piedi per terra. Anche perché gli azzurri hanno sofferto tantissimo contro il Milan. L’ennesima rimonta completata è il segno di una forza morale e di una voglia di vincere fortissima, ma è bene che il Napoli cambi registro. Probabilmente squadre più arcigne del Milan non avrebbero ceduto di schianto come i rossoneri.

Come volevasi dimostrare, incontrare Lazio e Milan non è stata la tragedia ipotizzata alla presentazione dei calendari. Nessun complotto, forse incontrare la Spal alle prime giornate sarebbe stato peggio. Per fortuna il nuovo mister parla poco di calendario, anticipi e posticipi. Riservando la maggior parte delle energie nervose al campo e alla lettura della partita in corso. E nel frattempo la contestazione (per ora) è stata battuta dalla prestazione emozionante del Napoli. Non oso immaginare cosa sarebbe successo in caso di mancata rimonta.

Ma probabilmente le contestazioni portano pure sfiga. Anche a Firenze c’era aria di contestazione nei confronti dei Della Valle. Tanto che la Fiorentina ha vinto per 6-1… C’è poco da fare, la realtà è dispettosa. Non si cura delle chiacchiere e delle percezioni. Alla fine riesce sempre a prendere il sopravvento.

ilnapolista © riproduzione riservata