Senza Var, Napoli e Juventus primi con 33 punti

L’innovazione tecnologica ha rivoluzionato il campionato. Il termometro del Napoli è il volto sorridente di Sarri dopo la partita di sabato contro il Milan

Senza Var, Napoli e Juventus primi con 33 punti
Il fallo di Lichtsteiner a Bergamo, che determinò l'annullamento del gol della Juventus

La rivoluzione tecnologica

Juventus e Napoli in testa con 33 punti.

Questa sarebbe stata probabilmente la classifica attuale se non fosse stata introdotta la tecnologia in campo. Senza contare che forse anche Inter e Roma sarebbero lì, in testa o a un punto dalla vetta.

Chi pensa che il Var abbia cambiato poco o nulla, non sottovaluti che persino una sola decisione arbitrale errata può indirizzare il risultato in un senso o nell’altro, spostando l’andamento delle partite.

Non si tratta di un semplice computo aritmetico, perché in effetti non sappiamo se il Napoli avrebbe segnato o meno altri gol, ma non si può negare che l’inversione della decisione sul gol di Insigne abbia indirizzato la gara verso la vittoria partenopea.

Allo stesso modo, in un universo parallelo senza Var, tanto per ricordare uno degli episodi più controversi, Atalanta-Juventus si sarebbe quasi sicuramente conclusa con la vittoria bianconera.

Il gol del 3-1, annullato poi per fallo di Lichtsteiner, avrebbe sedimentato il risultato a favore della Juve. E il giorno dopo si sarebbe detto che in fondo, anche rivedendo l’episodio alla moviola e ammettendo che il gol era viziato da un fallo, la Juventus aveva vinto con due gol di scarto e che quindi l’errore arbitrale era stato ininfluente.

Il fattore inerzia

Dimenticando però uno dei fattori principali che indirizzano i risultati in un senso o nell’altro: l’INERZIA.

Con l’inerzia del doppio vantaggio juventino, l’Atalanta difficilmente avrebbe provato a pareggiare la partita del 1 ottobre. E magari avrebbe incassato anche il quarto gol.

Senza l’inerzia del vantaggio acquisito, per gli azzurri sarebbe diventato sempre più difficile segnare al Milan. E magari ora staremmo parlando di un Napoli in crisi, di un attacco con le polveri bagnate, dell’incapacità di fare gol in certe partite bloccate.

Con tante recriminazioni del giorno dopo per un a rete che avrebbe potuto cambiare la partita (quante volte in passato è successo?)

Con un altro 0-0, in molti non sarebbero stati teneri con il Napoli.

Stanno cambiando gli equilibri

Rassegniamoci, alla fine i commenti del post-partita risentono quasi esclusivamente del risultato. Valutando come molto relativo ciò che si è visto in campo. Chievo docet.

Per fortuna, la classifica reale vede sempre il Napoli in testa da solo. E la tanto paventata rimonta juventina tarda a partire, anzi.

Si ha sempre più la sensazione che da molti punti di vista questo sia un anno zero.

Gli equilibri stanno cambiando. Come si temeva, l’inattesa eliminazione dell’Italia dai mondiali 2018 si sta trasformando nella resa dei conti di cui si era scritto anche da queste pagine.

Per fortuna i giocatori del Napoli che hanno partecipato allo storico, quanto sventurato, playoff sono rientrati in forma e parecchio baldanzosi. Soprattutto il giocatore “da cortile”.

La vetrina mondiale sarebbe stata fondamentale per la carriera di entrambi.

Il volto sorridente di Sarri

Per fortuna l’impressione è che, una volta messa da parte questa delusione, i due nazionali del Napoli siano rientrati caricati a molla per arrivare in fondo a questo campionato con il miglior risultato possibile. Così come tutti gli altri componenti della rosa del Napoli.

Per l’ennesima volta il faccione di Maurizio Sarri resta il miglior indicatore del clima all’interno della squadra. Sorridente e soddisfatto anche nel post-partita di sabato sera. E ne aveva ben donde. Vincere una partita che poteva diventare complicata, soprattutto dopo il pareggio di Verona, e soprattutto facendo le mosse giuste con un tempismo eccellente, deve essere molto gratificante per l’allenatore del Napoli. Tra l’altro contro una squadra che era una delle favorite di agosto e che, fino a qualche mese fa, era la pietra di paragone per la “fallimentare” campagna acquisti del Napoli.

A furia di parlare di coperta corta

Però molti, tra quelli che seguono e commentano il Napoli, ancora oggi parlano e scrivono di coperta corta e di incombente flessione fisica. Tanto che, durante la presentazione di ogni partita, ho sempre la sensazione che il Napoli giochi in 9 contro 11. Come quando sabato sera, tanto per cambiare, sono state evidenziate ancora una volta come “fondamentali” le due assenze di Milik e Ghoulam.

Per carità, al Napoli manca uno come Arek, però non dimentichiamo che era quasi sempre in panchina. Poi nel caso di Ghoulam trovo che Mario Rui stia facendo bene il suo lavoro. In modo diverso dal franco-algerino, ma altrettanto utile.

Ma ormai il mercato di gennaio è alle porte, e ci sarà tanto da dire e da scrivere per chi ama l’argomento.

Il calciomercato non è Football Manager

Il Napoli è certamente già al lavoro per trovare gli uomini giusti da aggregare ad un gruppo già fortissimo. Però è indispensabile ricordare che non si gioca a “Football Manager”. E che purtroppo, per problemi regolamentari, non sarà semplice aggiungere dei nomi alla rosa. La società dovrà probabilmente sacrificare dei componenti del gruppo attuale. Senza dimenticare che far muovere dei “top player” a gennaio è praticamente impossibile.

E in ogni caso, continuo a dubitare che Sarri ami inserire dei calciatori in squadra senza che essi abbiano assimilato i suoi schemi alla perfezione.

Quindi concentriamoci sul presente. Soprattutto sull’incombente sfida contro lo Shakhtar Donetsk.

Perché la Champions League è troppo importante per essere sottovalutata dai tifosi.

Poi da mercoledì tutti avremo un orizzonte più chiaro circa il futuro della stagione del Napoli.

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