Il Milan mette a nudo il conflitto di interessi di Ilaria D’Amico e la debolezza di Sky

La conduttrice sottolinea la mancata copertura finanziaria della campagna acquisti. Osservazione giusta, ma pulpito sbagliato. Impossibile non pensare a Buffon e alle lacrime di Cardiff

Il Milan mette a nudo il conflitto di interessi di Ilaria D’Amico e la debolezza di Sky
Ilaria D'Amico

Le lacrime di Cardiff

Il fronte del Nord si è quantomeno incrinato. Alla prima occasione utile, il Milan non si è lasciato sfuggire l’occasione di evidenziare a tutt’Italia che la trasmissione principe di Sky Sport è condotta da una professionista in evidente conflitto di interessi. Un conflitto che indebolisce e annacqua decisamente l’idea anglosassone che qualcuno potrebbe associare all’emittente che fa capo a Rupert Murdoch. La conduttrice della principale trasmissione sportiva, Ilaria D’Amico, è anche la compagna di vita del calciatore simbolo della Juventus Gianluigi Buffon. E nemmeno tre mesi fa l’abbiamo vista asciugarsi le lacrime nello stadio di Cardiff la sera della sconfitta in Champions ad opera del Real Madrid. Ci chiediamo se una situazione del genere sarebbe tollerabile da Sarah Varetto che dirige Sky Tg 24 e che quotidianamente ha a che fare con la politica.

Il silenzio stampa ad personam

Il Milan – il cui capo della comunicazione è Fabio Guadagnini ex giornalista Sky – in maniera molto intelligente non ha attaccato direttamente. Ha soltanto aspettato l’occasione giusta. Che è arrivata alla prima giornata. Una frase di Ilaria D’Amico sulla copertura finanziaria che ancora non ci sarebbe per la campagna acquisti del Milan. La società rossonera ha reagito con un silenzio stampa ad personam: nessuna intervista rilasciata a Sky Sport. Con la conduttrice costretta a una lunga spiegazione – tre minuti – con l’immancabile passaggio sulla libera espressione delle idee e sulla ritorsione. In teoria, tutto persino condivisibile. Se non fosse per quel dettaglio che ha reso insolitamente balbettante la performance di Ilaria D’Amico.

Bonucci

Ritraendosi, la società rossonera ha reso evidente a tutti – in realtà a quei pochi che ancora non se ne fossero conti – come l’accusa (di cui si discute da settimane su vari quotidiani) arrivasse da un pulpito non immacolato. Il punto non è il fondamento dell’affermazione, perché il nodo è reale. Il tema della incerta copertura finanziaria della campagna acquisti del Milan c’è. Il punto è l’impossibilità di non collegare la punta di astio di Ilaria D’Amico con il trasferimento dell’ex juventino Bonucci al Milan. Così come è impossibile non ricordare il silenzio di mesi della conduttrice (e di Sky tutta) sulle traversie giudiziarie della società in cui gioca il compagno. 

Sia chiaro, è legittima la scelta dell’emittente di affidare la conduzione della principale trasmissione calcistica a una professionista che è la compagna di vita di Buffon. È altrettanto evidente che con questa decisione Sky Sport è costretta a giocare in difesa.

Un’operazione alla Blob

L’intelligenza della mossa comunicativa del Milan è stata di rendere evidenti il conflitto di interessi e la vulnerabilità dell’emittente senza bisogno di mettere nero su bianco alcuna denuncia. Hanno lasciato da sola Ilaria D’Amico col suo vestito bianco e nero in una difesa che è passata in secondo piano rispetto alla potenza delle immagini. Un’operazione alla Blob. Il silenzio più forte di tre minuti di parole. Nel corso dei quali, ciascuno da casa all’immagine della conduttrice in studio avrà sovrapposto quella della tifosa addolorata che tampona le lacrime.

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