Zero gol, il pacchetto sicurezza è arretrato

Parma inizia dopo meno di un’ora dall’invito a dimettersi che Fini dal palco di Bastia Umbra rivolge a Berlusconi. Le parole del fondatore di Futuro e Libertà riescono così a portar via un po’ di concentrazione dal match degli azzurri e le idee cominciano a confondersi un po’ con la delicata situazione politica delle ultime ore.
Mazzarri, come il suo corregionale Renzi, decide di rottamare un po’ di classe dirigente della disfatta di Liverpool: finiscono in panchina Lavezzi, Cannavaro, Maggio e Gargano.. chissà che anche Bersani non prenda qualche spunto, l’idea appare vincente.
Sin dalle prime battute Zuniga comincia a macinare chilometri sulla destra, è suo lo spunto vincente che porta al gol di un Cavani molto più falco che colomba. Sono i minuti in cui Berlusconi inizia a valutare l’appoggio esterno: il colombiano appare idoneo alla causa. Il Parma appare frastornato e confuso, nei primi minuti della ripresa appare netta la sensazione che molti giocatori stiano valutando l’opportunità di remare contro il proprio allenatore.
Marino, il tecnico parmense, si trova così ad affrontare problemi simili a quelli del Premier: i pericoli più che giungere dall’opposizione sembrano provenire tutti dal proprio fronte interno. Intanto il Napoli, versione Pd, prova continuamente ad affondare i colpi ma senza riuscire a rispedire definitivamente a casa l’esecutivo gialloblu… C’è bisogno di ricorrere alla panchina: entrano Gargano, Aronica e Lavezzi. Proprio quest’ultimo imbecca el matador con un pregevole tocco con il contagiri che porta al 2-0 e la certezza dei tre punti.
Ottimi poi gli effetti scaturiti dall’approvazione del “pacchetto sicurezza” arretrato: questa volta la difesa non ha subito gol e non ha corso gravi pericoli. Nel dopo partita Marino si trincera nel silenzio stampa ma, da fonti interne al suo entourage, si viene a sapere che se i suoi delatori vorranno mandarlo via dovranno farlo nelle sedi opportune: lui non si dimetterà aprendo una crisi al buio.. In un San Paolo in festa risuonano le note di Morricone mentre De Laurentiis legge al pubblico il suo manifesto per la Champions League..
Forse non è andata proprio così… A volte troppi accadimenti ravvicinati riescono a confondere anche un attento cronista.. Come cantava Rino Gaetano: “chi vivrà vedrà”..
Valentino Di Giacomo

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