Irma Testa: “Oggi le donne comandano nel pugilato italiano, vinciamo a differenza degli uomini”
Alla Gazzetta: "A Parigi mi è mancato lo sparring, i guanti in preparazione. Ho iniziato solo un mese prima dei Giochi. Allenando, ho capito che potrei fare questo quando smetterò".

Tokyo (Giappone) 28/07/2021 - Boxe / Olimpiadi Tokyo 2020 / foto Imago/Image Sport nella foto: Irma Testa
Irma Testa dieci anni fa diventò la prima pugile italiana ad andare alle Olimpiadi, qualificandosi per Rio 2016. La ragazza di Torre Annunziata, però, non riesce ad agguantare una medaglia a Parigi e decide di concedersi una pausa.
La sua intervista alla Gazzetta dello Sport.
Le parole di Irma Testa
Irma, l’abbiamo vista di nuovo sul ring. Segno che è tornata a fare sul serio…
“Sono appena tornata da Bratislava. Avevo bisogno di fermarmi un attimo“.
Parigi resta lì, come una ferita ancora visibile. Ha capito cosa non ha funzionato?
“Sì, subito. Mi è mancato lo sparring, i guanti in preparazione. Ho iniziato solo un mese prima dei Giochi. A dicembre mi ero operata al polso, poi di nuovo a marzo perché l’operazione purtroppo non era andata bene. Ho recuperato tardi“.
Cosa ha trovato in questi mesi?
“Avevo paura del ‘dopo’, invece ora non mi spaventa più. Ho capito che allenare è bellissimo e potrei fare questo quando smetterò. Ho capito che la scintilla c’era ancora. Sentivo un’adrenalina pazzesca all’angolo quando parlavo ai ragazzi e li accompagnavo a combattere. Il riposo serve a questo, no? Mi ha fatto bene“.
Il pugilato femminile, intanto, cresce. E lei lo sa bene. Si sente una pioniera?
“È stato un lavoro di squadra. Per anni abbiamo lottato per avere visibilità. Ci siamo ribellate quando se ne parlava poco. Oggi la federazione si regge molto sui risultati femminili. A differenza degli uomini, noi vinciamo e portiamo medaglie“.
Accanto a lei, una nuova guida: Roberto Cammarelle, oro olimpico a Pechino 2008. Com’è lavorare con lui?
“Siamo simili, più di quanto sembri. Sono sempre un po’ intimorita davanti a lui, ma soltanto perché vedo in lui tutto ciò che sogno di diventare un giorno io. Lo vedo come un grande campione, il pugile migliore al mondo nei dilettanti. Un punto di riferimento“.
Obiettivo Los Angeles 2028?
“Certo. Si spera, almeno ci proviamo“.









