A Liverpool è già Natale, cielo plumbeo, pioggia fitta

Poco meno di un migliaio era arrivato a Liverpool ieri, il segnale visibile di un evento che sarebbe diventato la prima pagina della storia recente del Napoli, era stata la fotografia dell’aeroporto di Capodichino. Tifosi, amici e sponsor del Napoli dalle otto del mattino ad aspettare la squadra per imbarcarsi sul charter organizzato dalla società per il trasferimento a Liverpool. Desk 29 e 30 dello scalo partenopeo, l’atmosfera è frizzante. Felice ed entusiasmante durante le operazioni di imbarco L’attesa racchiude in se un’emozione addirittura più forte della partita che stasera si giocherà ad Anfield, tempio del calcio europeo. Perché c’è l’aspettativa durata sei anni, la voglia infinita di un’Europa lontana venti. Il ricordo di Stoccarda, la coppa Uefa vinta con Maradona. C’è il sole a Napoli al momento del decollo e gli umori seguono il meteo. Musica argentina, mate e clima di familiarità. Per una volta il Napoli è un gruppo unico. La forza di un insieme — la squadra, lo staff tecnico, quello dirigenziale, i giornalisti e gli sponsor — per un solo obiettivo: l’impresa ad Anfield. Mazzarri e Bigon sono accompagnati dalle rispettive signore, il presidente Aurelio De Laurentiis è con suo figlio Edoardo. C’è tanta gente e nonostante l’atmosfera sia di assoluto relax, non mancano due body gard al centro dell’aereo che separano l’area dove è sistemata la squadra da quella che invece ospita giornalisti e sponsor. De Laurentiis al timone augura a tutti buon viaggio, si prende l’applauso e firma autografi. In viaggio anche Alinei eMontanino, fondatori di Momenti Azzurri, che per l’occasione hanno realizzato un dvd sul Napoli. Europa e spillini da giacca con i simboli delle squadre che stasera si sfidano ad Anfield. In viaggio assieme al Napoli anche l’assessore allo sport Alfredo Ponticelli. Tre ore esatte di crociera, l’atterraggio nella terra dei Beatles, la pioggerella fitta e insistente, il cielo plumbeo: la prima cartolina di Liverpool. Cinquecentomila abitanti, poco più di quelli del Vomero, strade piccole e case basse. Civiltà allo stato puro. Negozi aperti e già illuminati per Natale. Davanti a pub e ristoranti c’è un cartello ben visibile: prenotarsi per la cena di Natale. Anfield dista una quindicina di chilometri dal cuore di Liverpool, dal museo dei Beatles, dal pub (il Cavern) dove cominciarono a suonare. Continua a piovere, il clima è anche piuttosto freddino, ma nulla nella Liverpool che aspetta il Napoli, dà l’idea di tristezza. Nei pub, nei locali si parla della sfida di Anfield, anche tra tifosi avversari. Assoluta tranquillità dal punto di vista dell’ordine pubblico, anche se la giornata più difficile sarà quella di oggi. Arriverà la maggior parte dei tifosi: per controlli e ordine pubblico nulla è stato lasciato al caso. Il timore, quello più reale, è rappresentato dall’esaurimento dei biglietti. Almeno un migliaio oggi sbarca a Liverpool ma non ha ancora il tagliando.
di Monica Scozzafava (dal Corriere del Mezzogiorno)

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