Il Napoli era ambizioso anche quando comprava Lavezzi e Kvara

Il nodo non è l'ambizione (che è fuori discussione): è riuscire a coniugare qualità con sostenibilità. Come è sempre stato. Il problema è spendere tanti soldi per calciatori che non funzionano

formazione Kvara Kvaratskhelia Conte Napoli

Ni Napoli 24/11/2024 - campionato di calcio serie A / Napoli-Roma / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Khvicha Kvaratskhelia

Il Napoli è vecchio. È il refrain di questi giorni. La notizia – da tempo considerata la più importante nel Calcio Napoli – ha sfondato il muro ed è ormai di dominio quotidiano. Oggi ne scrive ancora la Gazzetta dello Sport. Il Napoli ha necessità di tornare a fare il Napoli dal punto di vista imprenditoriale. Vanno cercati – e trovati – calciatori di prospettiva (gli ormai proverbiali acquisti prospettici di cui parlava Pier Paolo Marino nell’aera mesozoica del Napoli) con cui poter realizzare plusvalenze.

È questo il nodo attorno a cui girerà il confronto tra De Laurentiis e Antonio Conte. C’è chi sostiene che l’allenatore non accetterà una visione del genere. È quel che si nasconde dietro la frase “Conte vuole capire quali sono le ambizioni del Napoli”. Frase che ricorda in modo sinistro la situazione poco prima della rottura tra il tecnico salentino e l’Inter di Suning. Il punto è che non si tratta di ambizioni. Si tratta di necessità. Il Napoli ha il proprio percorso imprenditoriale e non può deragliare da determinati binari altrimenti va fuori giri. Peraltro è il caso di ricordare che con questa strategia il club di De Laurentiis nel giro di vent’anni si è imposto in Italia non solo vincendo due scudetti (uno con Conte) ma sedendo ormai stabilmente al tavolo delle grandi. Il Napoli è a tutti gli effetti una grande d’Italia. E nell’anno del centenario certamente non vorrà mettere da parte l’ambizione.

Quindi non sappiamo se sia una questione di ambizione. Il Napoli era ambizioso anche quando andò a prendere Lavezzi, Kim, Kvaratskhelia, Cavani dal Palermo. E continuerà a esserlo. Meglio se con Antonio Conte. Che è uomo intelligente, consapevole. Ieri a Poggioreale le sue sono state parole di chi sa toccare le corde giuste. Ci pare assurdo che un allenatore come lui non conosca i limiti di un club come il Napoli (ma oggi, tanto per dirne una, i limiti li ha persino il saudita Newcastle, insieme a tanti altri club peraltro). Siamo certi del contrario. Poi Conte è uno che spinge sempre a migliorare e a migliorarsi, ed è un patrimonio che non va sottovalutato.

Tornando a bomba, sì il Napoli va svecchiato. Soprattutto vanno acquistati i Lavezzi, i Kim, i Kvara e non i Beukema, i Lang, i Lucca. Questo è il problema. Rrahmani ha 32 anni. Juan Jesus 34. Spinazzola 33. Di Lorenzo 32. Lobotka 31. Anguissa 30. De Bruyne 34. Politano 32. È vecchio, è vero, nonostante l’età media dei calciatori si sia allungata. Attenti però a fare di tutta un’erba un fascio. E a farsi condizionare sempre dall’ultima prestazione in ordine cronologico. Anguissa che gioca sotto tono a Parma, non vuol dire che Anguissa sia un calciatore finito. Tanto per fare un esempio.

Il punto è che il Napoli non può permettersi più tanti acquisti sbagliati come nella scorsa sessione estiva di mercato. Questo a nostro avviso ci sembra il punto critico. Non l’ambizione del club.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare – da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette da tennis.

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