Conte: “Mi fa incazzare molto quando vedo gente ridere dopo che abbiamo perso…”

Ai detenuti del carcere: "È importante capire, per chi lavora con me, la differenza che c'è fra vincere e non vincere. Perché quello ti porta a dare quel qualcosa in più per non stare male la volta seguente!"

Conte

Ni Napoli 14/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lecce / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Antonio Conte ha incontrato ieri pomeriggio i detenuti del carcere di Poggioreale. L’incontro è avvenuto all’interno del progetto “Pensieri di libertà” coordinato da Giuliano Balbi che si inserisce all’interno di un percorso già avviato dall’Ateneo campano per costruire occasioni concrete di confronto tra detenuti, mondo accademico e figure di rilievo della società civile.

Parole di vita, quelle dell’allenatore del Napoli, Insegnamenti che nascono da esperienze di campo e di strada come ul suo concetto di vittoria che è legato anche al nome che ha scelto per sua figlia “Quando vedo gente ridere dopo che abbiamo perso, mh… Questo mi fa incazzare molto. E quando vedo questo, significa che ancora non sono entrato un po’ nelle teste e nei cuori dei miei ragazzi. Ma in questo non parlo solamente dei miei calciatori, ma di tutte le persone che lavorano con noi: da fisioterapisti e dottori ai magazzinieri. Si vince e si perde tutti insieme. E’ importante capire, per chi lavora con me, la differenza che c’è fra vincere e non vincere. Perché quello ti porta a dare quel qualcosa in più per non stare male la volta seguente! Ecco”.

Conte ha parlato di costanza e allenamento con i detenuti, elementi cardine della sua carriera e unici elementi per vincere “Non ho chiamato mia figlia Vittoria a caso. Vincere è una sfida eccezionale e una dannazione allo stesso tempo. Quando perdo sto male, provo una sensazione di dolore che è poi fondamentale per ripartire. Come ci riesco? Il lavoro è l’unico modo che conosco. L’allenamento è anche gioia, ma soprattutto fatica. Ed è fondamentale avere disciplina perché la motivazione è momentanea, la disciplina è per sempre e ti fa conquistare i traguardi. Ma ricordate un aspetto: il fallimento non è definitivo, poi bisogna rialzarsi. Prima di ogni partita, provo la sana paura di non farcela perché questo atteggiamento mi fa dare sempre tutto”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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