Totti contro Hamsik
il vecchio e il Marek

Francesco Totti (34 anni) e Marek Hamsik (23). Il Vecchio e il Marek. Il Pupone e il Bambino. Le stelle di un derby. L’astro assoluto e l’astro nascente. Nei loro piedi passa il destino di Napoli-Roma, la fantasia della partita, la luce del match.In repertorio, il colpo a sorpresa. Il Pupone è immenso, talento senza pari, nato tra Baggio (classe 1967) e Cassano (1982). Biondino di periferia, però mai ragazzo di strada, tra parrocchia e famiglia. Romano atipico, ironico però mai gradasso. Visceralmente romano e della Roma. L’ultima “bandiera”, la maglia giallorossa sulla pelle da diciannove anni. In campo, un giocatore universale, capace della giocata essenziale e di quella ad effetto. Paladino del “cucchiaio”, esecuzione irridente, ma non offensiva, solo una piacevole delizia del suo piede fatato. La “trasmissione” rapida dal cervello al piede è la sua dote massima, più la capacità di “vedere” i compagni ad occhi chiusi e di sprigionare il lampo dell’esecuzione irresistibile. Non solo goleador (192 centri in quasi 450 partite), ma catalizzatore del gioco col tocco veloce per “aprire” l‘azione e mettere il pallone nel corridoio giusto per il compagno da lanciare a rete. L’ultimo straordinario campione del calcio italiano.
Allora, il Gigante e il Bambino? Al cospetto del Pupone, è un bambino, Marek Hamsik, appena quattro campionati in serie A. Ma sta crescendo. Se solo insistesse nella “rabbia” con cui si è avventato contro lo Steaua, una primizia assoluta nella sua carriera tranquilla, potrebbe diventare il campione assoluto che il Napoli aspetta. Forse è nel dna del talento giocare senza la grinta degli umili. Il talento non ammette forzature. Il confronto è impari fra l’azzurro e il romanista, troppo lunga e intensa la carriera di Totti. Ma una partita, una giornata felice, le condizioni migliori della squadra possono produrre la sorpresa e portare il Bambino a superare il Gigante per una volta, nell’occasione eccitante di un derby che è storia antica e di antica rivalità.
In questa storia, Totti c’è tutto perché è la storia della Roma, perché è romano nel dialetto e nelle battute di spirito, perché è l’anima della Roma. Hamsik, a Napoli, è un alieno, di un paese della Slovacchia sormontato dalle vette più alte dei Carpazi, sulle rive di un fiume. L’origine, il garbo, la freddezza del carattere non faranno mai di Hamsik un napoletano come è accaduto a tanti giocatori venuti da lontano (vogliamo dire, per molti versi, Maradona?) e napoletanizzatisi sino a invaghirsi del nostro dialetto (Canè, Zurlini, e Krol che parla sempre con nostalgia di Napoli).
Marek Hamsik è un ragazzo del nostro tempo, più cittadino del mondo, più Monti Tatra, i suoi monti, che Vesuvio, e con la cresta punk rifinita dal coiffeur puteolano Rino Riccio (Maradona aveva i riccioli da scugnizzo) che è una cresta internazionale, non sarà mai napoletana. Per carità, non è un difetto. Ma c’è questo distacco, fra il giocatore e Napoli, che Marek riempie con la sua classe di giocatore superiore alla media, però è una classe “fredda”, salvo che nella serata di Bucarest quando è stato talento geniale (un gran gol) e guerriero per la maglia azzurra.
Noi tutti vogliamo bene a Marek, ma Totti è l’idolo di Roma. Questo è il “di più” del Pupone che lo rende ancora più temibile. Però Hamsik può sfoderare la spada di luce dei suoi gol per mettersi all’altezza. In questi suoi anni giovani, Hamsik ha segnato quanto Totti all’età fra i venti e i ventitre anni. Il confronto sarà interessante, non proprio diretto perché diverso è il loro modo di giocare, Totti perno della Roma, nel vivo del gioco della Roma, Hamsik più defilato, quasi in ombra finché non gli giunge il pallone, nessuna concessione ai virtuosismi dell’altro, essenziale, ma capace di essere decisivo quanto Totti nel mirare il bersaglio (ancora a secco il Pupone). Sebbene, poi, l’esplosione del gol sarà tutta nei piedi di Marco Borriello (di San Giovanni a Teduccio, come Totonno Juliano) e di Edinson Cavani, gli artiglieri attesi per squarciare il derby.
Mimmo Carratelli

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