
Jorginho ci fa capire quanto è cresciuto il Napoli
di - Inamovibile lo scorso anno, oggi non più titolare. Grazie al calciomercato del Napoli. Anche se forse domani Jorginho sarà in campo a Cagliari.
Gli editoriali firmati dalla redazione del Napolista. In questa sezione vivono i pezzi che prendono una posizione netta su un tema di calcio, di sport o di sistema: critiche al gioco di un allenatore, difese di una scelta societaria, riflessioni sul sistema calcio italiano, prese di posizione su arbitri, Federcalcio, mercato e diritti TV. È la voce autoriale del giornale, quella che differenzia il Napolista da una cronaca asciutta. I lettori che cercano «cosa ne pensa il Napolista» trovano qui le risposte più articolate.

di - Inamovibile lo scorso anno, oggi non più titolare. Grazie al calciomercato del Napoli. Anche se forse domani Jorginho sarà in campo a Cagliari.

di - I grandi gruppi stranieri stanno modificando gli equilibri del calcio europeo. I tifosi devono piegarsi a queste logiche di mercato se vogliono che i loro club restino competitivi.

di - È un traguardo storico. Come tanti altri raggiunti nell'era De Laurentiis. Eppure lo scontento di parte dell'ambiente è perenne.

di - Real Madrid, Bayern Monaco e Manchester City sono gli spauracchi della seconda urna, ma il Napoli di Champions può giocarsela alla pari, o quasi, con tutte le altre.

di - Tutte le possibilità di mercato del Napoli in vista della finestra di gennaio. Serve un attaccante, ma come? È giusto acquistare solo per acquistare?

di - Il Napoli non è una squadra di prospettiva. È una squadra che si è rafforzata sul mercato. E che non a caso ha vinto il girone di Champions League.

di - La campagna acquisti del Napoli sta facendo effetto. Il regista è finito in panchina e anche il mediano non è più insostituibile.

di - Sarri ha cambiato atteggiamento in dieci mesi. Dalla trasferta allo Juventus Stadium a Lisbona. L'ambiente deve capire che la squadra è molto forte.

di - Una delle migliori conferenze stampa di Sarri, che ha caricato il Napoli senza farlo sentire un imbucato al gran ballo (come a Torino l'anno scorso). Persino il richiamo al fuorigioco col Besiktas, purché non ci si appigli nel caso andasse male, non è stata eccessivo.

di - De Laurentiis e Sarri hanno eliminato battute e frecciate. Squadra concentrata, in campo Rog e Giaccherini. E l'allenatore in sala stampa è stato diverso.

di - Nelle nove partite che ha giocato, il Napoli ha subito sei gol. Nelle undici che non ha giocato, il Napoli ne ha subiti sedici.

di - Le parole di Pagliari arrivano a poche ore da una partita che Manolo deve giocare per forza: il modo e il momento peggiori, perché creano ulteriore pressione sul calciatore.

di - Tre giocatori a segno nella settimana di coppe nazionali. L'Italia non è mai riuscita e non riesce a lanciare serenamente i giovani, a differenza di tutto il calcio europeo.

di - Nel Napoli di Sarri c'è proporzione estetica e lui è diventato il sacerdote della paura con cui da sempre convive la città. La bellezza ti tramortisce o non esiste, come il Napoli di Benitez.

di - Forse il presidente sta sottovalutando il momento del Napoli. Speriamo che non diventi Il ciuccio dalle piume di cristallo.
di - Da “squadra adolescente” agli attacchi più o meno velati al mercato, a privilegiare chi conosce a memoria il suo modo di giocare a calcio.

di - Marek e la sua squadra sono capaci di lampi accecanti e di improvvisi blackout. A entrambi manca l'ultimo passo, dopo aver fatto da zero a novanta: arrivare a cento.

di - Un nostro lettore risponde all'articolo di ieri su Sarri, i tifosi, lo stoicismo e l'epicureismo: siamo comunque destinati a soffrire.

di - Tre vittorie in undici partite sono la spia di un malessere. Ma né Sarri né De Laurentiis sembrano averne consapevolezza. E il Napoli rischia grosso.

di - Mazzarri, Benitez e ora Sarri. Il Napoli appare sempre più inconcludente, ricorda la scena del guerriero con la scimitarra di Indiana Jones.