
L’enigma di Zielinski, il calciatore senza ruolo
di - Zielinski dà la sensazione di non essere a suo agio come esterno, e come centrocampista centrale. Ha tempo per recuperare, ma c'è il pericolo che resti un talento incompiuto.
I longform del Napolista: biografie di calciatori, ricostruzioni di partite storiche, profili di allenatori, retroscena dimenticati, episodi che hanno cambiato il calcio. È la sezione delle storie lente, scritte con calma, che il lettore consuma in un caffè o in una sera di luglio. Storie azzurre del passato, storie internazionali da raccontare, storie di umanità dentro lo sport. Una sezione che dimostra che il Napolista non è solo cronaca quotidiana ma anche un giornale che sa raccontare il calcio come letteratura

di - Zielinski dà la sensazione di non essere a suo agio come esterno, e come centrocampista centrale. Ha tempo per recuperare, ma c'è il pericolo che resti un talento incompiuto.

di - Un assist e mezzo, ma soprattutto la sensazione che Malcuit sia stato scelto proprio per le sue qualità, al netto dei pregiudizi (e della legge di Kolarov).

di - Due gol diversi, e bellissimi proprio perché diversi. Più altri due colpi di testa ad un passo dalla rete, che sanciscono la nuova aderenza tra Arek e il Napoli.

di - Arrivò l'ultimo anno di Chiappella. Giocò solo una stagione, poi finì al Bologna dove venne emarginato per il suo essere ribelle e per la nomea di uomo da dolce vita

di - Vittorie e gol decisivi, ma soprattutto un perfetto legame tattico: Inzaghi è stato definito «il miglior centravanti d'area che ho mai allenato» dal tecnico emiliano.

di - In Italia sono diventati posti da cui stare alla larga. Il tifoso, per definizione, è malato. Ed il calcio non dovrà essere per lui una malattia, ma un sano divertimento.

di - Un viaggio sul pianeta terra e una visita allo stadio per Inter-Napoli: le reazioni dei terrestri sugli spalti a quel che accade in campo

di - Milik titolare a San Siro, gli manca da tempo un gol in un big match: segnare contro l'Inter cambierebbe la percezione che abbiamo di lui.

di - Al 90esimo il gol di Facchetti che nessuno vide, nemmeno l'avvocato Prisco, e l'allusione di Juliano. L'anno dopo, perdemmo ancora: 3-2

di - Oltre la scivolata con finta, Koulibaly sta diventando un giocatore completo, che compensa piccoli difetti di concentrazione con il fisico e la qualità tecnica.

di - Contro la Spal, ai tempi di Sivori e Altafini, il Napoli giocò in bianco per dovere di ospitalità. Con i ferraresi, in quegli anni, giocò anche Bigon

di - Una riflessione sulla forza e sui limiti mentali di Gonzalo Higuain, grande centravanti che a volte - ma solo a volte - ha saputo mostrare doti da fuoriclasse.

di - La guida dei napoletani a Parigi intervistati da Marco Cesario, che ci porta a scoprire le loro storie e come si sono integrati nella capitale francese

di - Il declino del tecnico portoghese è coinciso con la sua mancanza di aggiornamento tattico: il gioco dello Special One è rimasto fermo a dieci anni fa.

di - Una fascia non solo simbolica, ma con tanti significati: il concetto di leader secondo Ancelotti, l'attaccamento al progetto, il Napoli del futuro.

di - Il politically correct sta invadendo l’Italia. Giudicate Anastasio dalla musica che fa. Quando Lucio Battisti fu incasellato a destra.

di - Anastasio ha deciso di non prendere una chiara posizione politica. Proprio come l'universo intellettuale italiano, che ha portato il nostro paese a essere vittima del populismo.

di - Calcio in Soffitta - Nel 1975, all'indomani del secondo posto, Vinicio cercava un centrocampista d'esperienza. Nené, brasiliano campione d'Italia a Cagliari, era il primo della lista.

di - «Se uno dice una cosa giusta la condivido, che sia Salvini o Renzi». Anastasio non canta di politica, ma ha scelto una posizione ibrida non accettabile nell'Italia del 2018.

di - Il racconto a fine partita mi ha fatto capire che Ghoulam è un fratello napoletano e il momento della fascia da capitano è stato commovente