La scommessa è far diventare Zielinski un calciatore non intermittente

Come per Fabian, sono i mesi del raccolto. Piotr deve dimostrare di essere diventato adulto. Ancelotti ha puntato e sta puntando su di lui

La scommessa è far diventare Zielinski un calciatore non intermittente

La partita di Zurigo

Alzi la mano chi avrebbe immaginato di arrivare a questo punto della stagione e trovare Zielinski al secondo posto della classifica dei calciatori del Napoli con più minuti in campionato. È il segno che quest’anno Ancelotti si è posto l’obiettivo di far crescere il polacco o quantomeno di metterlo seriamente alla prova. C’è però un altro dato che evidenzia i limiti di Piotr, e sono i minuti che Ancelotti gli ha concesso in Champions League: una partita giocata da titolare, quella a Belgrado contro lo Stella Rossa, e poi è sempre subentrato. A Liverpool giocò i trenta minuti finale, senza peraltro incidere.

Ieri sera Zielinski ha giganteggiato. Ma, attenzione, la sua prestazione è allo stesso tempo un segnale positivo e uno negativo. Quando ha la mente sgombra, quando non è sotto pressione, quando gioca contro avversari che non sono in grado di infastidirlo, Zielinski è inarrestabile. È un piacere vederlo. Danza. Accelera. È il Muhammad Alì del terreno di gioco. Vola come una farfalla. E ieri sera ha colpito anche. Con un gol molto bello. Ripetiamo, contro avversari non all’altezza.

Quattro gol e zero assist

Quello di ieri sera è stato il quarto gol della stagione di Zielinski. Sono pochi. Considerando anche che due li ha segnati alla seconda giornata, contro il Milan. Poi c’è stata la rete che ha aperto la goleada (4-0) contro il Frosinone. Appena quattro gol e nemmeno un assist. Nemmeno uno. Il suo rendimento resta al di sotto delle aspettative. Anche da lui, Ancelotti si aspetta tanto. Adesso non ha più la protezione di Marek Hamsik. Adesso è adulto. Del resto ha 24 anni, a maggio 25. È un calciatore fatto e finito. Che può ancora crescere, è evidente. Ma che deve dimostrare in questa stagione di essere un calciatore su cui può contare. Di essere un calciatore che ha imboccato il viale della consapevolezza e della maturità. Che ha abbandonato il sentiero dell’oggetto misterioso.

Piotr Zielinski è un calciatore intermittente. Deve riuscire a sconfiggere questa immagine. E ha un anno, un anno e mezzo per farlo. Altrimenti questo involucro lo ingabbierà per sempre. Ha la stessa età che aveva De Bruyne quando giocò la prima stagione in Premier, col Manchester City. Il belga lasciò Wolfsburg e nelle mani di Guardiola è diventato uno dei centrocampisti più forti del mondo.

Questi mesi saranno fondamentali per Zielinski, così come per Fabian. Sono i mesi della conta e del raccolto. Zielinski deve imparare a stare dentro la partita. Sempre di più. E sempre di più in tutte le partite. Deve incidere. Deve diventare uno di quei calciatori cui affidare il pallone e le sorti della squadra quando il pallone scotta. È questo il salto di qualità che deve compiere. È giusto applaudirlo per la partita di ieri sera. Ma è doveroso non dimenticare che abbiamo giocato contro lo Zurigo. Zielinski lascerà il segno quando giocherà così in partite importanti. Questo passaggio sono le sue Colonne d’Ercole. È la scommessa che Carlo Ancelotti ha fatto a inizio anno. Al momento non l’ha ancora vinta, anzi.

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