Diawara ritrovi Diawara: per sé e per il Napoli

Dov’è finito il calciatore che tirò e segnò il rigore in casa del City e che recuperò il pallone decisivo col Besiktas? Due anni fa partì forte, poi si è smarrito

Diawara ritrovi Diawara: per sé e per il Napoli

L’ultimo del centrocampo

Manca Amadou Diawara all’esame del centrocampo che il Napolista ha fatto questa mattina. Oltre ad Allan ovviamente, ma Allan in questo caso non ha esami da superare. Abbiamo scritto di Fabian Ruiz e di Zielinski. Il quarto e ultimo della lista è il 21enne della Guinea. Ieri sera, contro lo Zurigo, Ancelotti gli ha concesso più di trenta minuti. Il centrocampista non ha particolarmente brillato. Ha come alibi l’essere entrato a partita di fatto conclusa. Si è fatto pure ammonire. Anche per lui questi mesi saranno particolarmente importanti. La partenza di Hamsik lo responsabilizza al pari degli altri.

Fin qui, Diawara è stata una mezza delusione. Anche con Ancelotti. In campionato sicuramente supererà i minuti dello scorso anno. Non sappiamo se però riuscirà a far meglio di due anni fa quando giocò oltre mille minuti con 18 presenze. Diawara partì molto bene col Napoli, sfruttando ogni occasione che Sarri gli offriva. Poi, però, ha patito le poche occasioni dello scorso anno e ci ha messo del suo. Anche con Ancelotti. Quest’anno è da salvare la prestazione in campionato contro la Lazio. E poco altro. Decisamente maluccio fin qui la sua stagione.

Eppure Diawara avrebbe tutto per imporsi. Soprattutto a livello di personalità. Non gli manca certo. Come dimostrò a Torino contro la Juventus, tre anni fa, quando Sarri lo spedì in campo dal primo minuto e lui sfoderò una prestazione maiuscola. In campionato, quell’anno, giocò tre partite consecutive – Juventus, Lazio, Udinese – giocò novanta minuti contro l’Inter sia all’andata sia al ritorno.

Parliamo di un calciatore che non ha avuto paura di tirare il rigore all’Etihad, in Champions, contro il Manchester City (dopo che Mertens aveva sbagliato il primo). Un calciatore che fu decisivo in Turchia contro il Besiktas, seppure entrato a undici minuti dalla fine. Sarri si affidò a lui per raddrizzare la partita. E fu lui a recuperare il pallone che poi affidò ad Hamsik per quel sinistro che valse la qualificazione. Giocò tutti e 180 i minuti della doppia sfida col Real Madrid.

È un calciatore che è indubbiamente peggiorato. Oggi le sue prestazioni sono per lo più anonime. Ed è stranissimo per uno come lui. Non puoi smarrire la personalità: o ce l’ha, o non ce l’hai. Diawara ce l’aveva. Quindi ce l’ha ancora.

 

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