Il calcio dev’essere asessuato e mammone, se ne ricordi la coppia Icardi-Wanda Nara

Un mondo di docili robertini che nei banner dei loro angelici social non accennano a nessun sesso sfrenato, ma al calore della mamma

Il calcio dev’essere asessuato e mammone, se ne ricordi la coppia Icardi-Wanda Nara

Edipo e il Corriere

Va francamente trovato un freno alla deriva autodistruttiva della Serie A, sempre più ostaggio di casi psichiatrici importanti. Il segno è stato passato da Icardi che, come giustamente rilevato dal Corriere, pensa di poter vestire la secolare fascia di capitano della compagine nerazzurra senza aver mai risolto persino un personale e banale complesso di Edipo – temi esistenziali che in Italia si affrontano con successo già nei primi anni delle materne.

Certo, responsabilità ne ha anche la compagna – una donna tra le cui braccia sognano di finire in centinaia di migliaia, ma non ricadiamo anche qui in facili semplificazioni populiste – una donna che gioca in troppi ruoli, tutti da titolare, in un momento storico per il calcio in cui finalmente si fa chiarezza sugli schemi: Wanda deve finalmente capire che conoscere troppe posizioni e destreggiarsi in tutti i possibili movimenti è un grave errore nell’evoluto calcio moderno in cui se uno stopper (il lettore ci scusi per la crudezza di questo termine) avanza oltre la superficie di campo che gli compete, o sente crescere in sé addirittura la fregola di non triangolare, riceve le giuste reprimenda.

Il mondo del calcio vive un momento d’oro, lo sappiamo tutti, e ciascuno deve lavorare per mantenere questo stato di meraviglioso privilegio. Rifacciamoci ai classici, ai modelli che sostengono le sorti del nostro imperituro ed esaltante campionato. Le colonne portanti sono i veri gentlemen, che hanno dimostrato in questi anni la loro professionalità e la loro serietà a tal punto che vicende di un decennio fa non possono intaccarne l’opinione che noi fruitori dello spettacolo ci siamo fatti – e a ragion veduta. Esempi ancor più virtuosi – specie in questo periodo difficile, in cui persino le presentatrici inneggiano per cinque volte a Satana in televisione – sono coloro che prediligono una immagine di astinenza, di sensata apparente asessualità – come quei docili robertini che nei banner dei loro angelici social non accennano a nessun trito e ritrito sesso sfrenato, ma al calore della mamma.

Perché tutti abbiamo una mamma. Lo sa Cardone. Lo sappiamo noi. Lo sa il Corriere. È tempo che lo sappia, adesso, anche Icardi.

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