Cronaca di un “pacco” annunciato: Lucca fallisce pure in Premier

L’illusione inglese è durata lo spazio di un gol al Leeds. Poi solo panchine, tribuna e critiche per la sua lentezza: il Nottingham ha deciso di non riscattarlo. E ora De Laurentiis potrebbe essere costretto a cederlo a condizioni al ribasso.

Lucca

Ni Lecce 28/10/2025 - campionato di calcio serie A / Lecce-Napoli / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Lorenzo Lucca

Se c’è una cosa che la gestione del mercato azzurro ci ha insegnato negli ultimi anni, è che quando si sbaglia un colpo, lo si sbaglia in maniera clamorosa. E la parabola di Lorenzo Lucca rischia di entrare di diritto nella Hall of Fame degli investimenti più scellerati dell’era De Laurentiis.

“Lorenzo Lucca tornerà al Napoli al termine della stagione, poiché il Nottingham Forest non eserciterà l’opzione di acquisto da 35 milioni di euro. L’attaccante non rientra nei piani del Napoli per la stagione 2026/27 e quindi potrebbe partire nuovamente.”

La notizia rilanciata da Nicolò Schira non sorprende nessuno, se non chi credeva alle favole: il Nottingham Forest non eserciterà il diritto di riscatto fissato a 35 milioni di euro. L’attaccante piemontese farà mestamente ritorno alla base a luglio. Un reso in piena regola, un pacco tornato al mittente.

Da bomber provinciale a fantasma in Premier

Analizziamo i fatti. L’avventura di Lucca in Inghilterra è stata un disastro tecnico su tutta la linea. Era partito con un gol illusorio al Leeds il 6 febbraio, poi il buio totale. In Premier League ha racimolato la miseria di 120 minuti, spesso buttato nella mischia nei recuperi finali, come mossa disperata in un club, il Nottingham, che naviga nell’instabilità totale (quattro allenatori cambiati in una sola stagione).

La pietra tombale sulla sua esperienza britannica è arrivata in Europa League contro il Fenerbahce: sostituito dopo 45 minuti e massacrato dai tifosi sui social. “Troppo lento”, “sfruttabile solo sui palloni alti”.

Il vero problema è nato a Castel Volturno

Ma non facciamo finta che il problema sia nato oltremanica. Il fallimento inglese di Lucca ha radici profondissime nel suo disastroso semestre a Napoli. Pagato quasi 40 milioni di euro sull’onda dei 12 gol segnati con l’Udinese, è arrivato a Napoli scontrandosi con la dura realtà: Antonio Conte non lo vedeva, non lo ha mai visto e probabilmente non lo vedrà mai.

Il feeling tecnico con l’allenatore non è mai sbocciato. I numeri sono impietosi: quattro presenze da titolare, mesi passati a scaldare la panchina, un’unica vera “fiammata” contro il Pisa alla quarta giornata. Per il resto, un giocatore abulico, avulso dalla manovra, la cui immagine simbolo a Napoli resta quell’inutile espulsione per proteste durante l’umiliante 2-6 contro il Psv in Champions League. La frustrazione fatta persona.

Ed eccoci al punto dolente: il portafogli. A giugno, il Napoli si ritroverà in rosa un giocatore totalmente deprezzato, pagato a peso d’oro, che non rientra nei piani della stagione 2026/2027 e, soprattutto, che ha un pesantissimo contratto valido fino al 2030. Un macigno a bilancio.

Quali sono le prospettive? Il Napoli dovrà cercare in tutti i modi di piazzarlo altrove. Ma chi pagherà mai una cifra vicina ai 35 milioni richiesti al Nottingham? Nessuno.

Il club sarà costretto ad abbassare sensibilmente le pretese. L’obiettivo sarà uno solo: cercare di limitare i danni patrimoniali e liberarsi di un errore di valutazione clamoroso.

Studente di ingegneria informatica, curioso e determinato, con una forte voglia di imparare e mettersi alla prova. Appassionato di tecnologia, sport e lettura, unisco studio, allenamento e progetti personali con l’obiettivo di crescere sia professionalmente che umanamente.

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