Bastoni, L’Equipe: “perché è il giocatore più detestato d’Italia”

Il quotidiano sportivo francese racconta l'ultimo mese di Bastoni: dalla simulazione con esultanza, ai fischi in tutta Italia. È ammaccato psicologicamente, non solo fisicamente

L’Equipe si occupa di Bastoni con un pezzo così titolato: “Perché Bastoni è il giocatore più detestato d’Italia”.

Il quotidiano sportivo francese racconta l’ultimo mese del difensore dell’Inter (non ci pare però di aver letto del premio che la Regione Lombardia voleva attribuirglidel lavoro mediatico per cercare di assolverlo).

Esonerato dai primi allenamenti di questo raduno della Nazionale in vista dello spareggio per i Mondiali contro l’Irlanda del Nord (giovedì alle 20:45 in diretta), Alessandro Bastoni non gioca dall’8 marzo.

È stato sostituito nel derby di Milano (0-1) dopo uno scontro con Rabiot, un incontro durante il quale il pubblico di San Siro, composto principalmente da tifosi rossoneri, aveva fischiato a ogni suo tocco di palla. “Queste sono cose che né lui né noi possiamo controllare. Penso che durerà per un po’, e ci dispiace perché il calcio è un gioco”, aveva anticipato il suo allenatore Christian Chivu.

L’Equipe ricorda che

“questa è diventata la routine di Bastoni in trasferta dopo la partita contro la Juve (3-2, 14 febbraio), dove aveva simulato un fallo di Pierre Kalulu. Il francese aveva incassato un secondo cartellino giallo al 42° minuto, e Bastoni aveva esultato come se avesse segnato un gol. Ciò ha scatenato intere giornate di polemiche e costretto il difensore italiano a riconoscere pubblicamente le sue responsabilità, tuttavia insufficienti per assolverlo dalle varie tifoserie italiane”.

L’Equipe ricorda che è stato fischiato a Lecce, a Como.

Per il quotidiano sportivo francese, Bastoni non è solo ammaccato fisicamente (per lo scontro con Rabiot), anche psicologicamente (per i fischi e il ruolo di antisportivo che ormai porta con sé).

L’Equipe scrive che Italia-Irlanda del Nord per sua fortuna si gioca a Bergamo dove Bastoni è cresciuto.

Non a caso Gattuso ha detto: “Ho scelto questo stadio per un semplice motivo, quando andiamo a San Siro, è diviso tra i tifosi del Milan e dell’Inter, e dopo dieci minuti ci possono essere fischi dopo un passaggio mancato”.

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