La qualificazione ai Mondiali è un referendum sul calcio italiano
Franco Ordine sul Giornale scrive che Gattuso ci crede è proprio per questo ha ripassato mentalmente tutti gli errori commessi dai suoi predecessori perché un'altra esclusione significherebbe la deriva del calcio italiano.

Il ct della Nazionale Rino Gattuso
Rino Gattuso ha girato l’Italia, visto 380 partite di calcio e studiato come mai in vita sua per questo che potrebbe essere l’appuntamento più importante della sua carriera da allenatore. Il suo compito è uno, riportare l’Italia al Mondiale.
Gattuso ci crede è proprio per questo ha ripassato mentalmente tutti gli errori commessi dai suoi predecessori perché un’altra esclusione significherebbe la deriva del calcio italiano. Scrive oggi Franco Ordine su Il Giornale
“Ha evitato di martellare gli azzurri, incontrati solo a cena, con filmati o noiose riunioni teoriche; non è tentato dall’idea di cambiare sistema di gioco in corso d’opera come accadde in quella disgraziata missione ed è pronto a non lasciarsi condizionare da amicizie personali (il bolognese Cambiaghi preferito a Daniel Maldini dopo il ritorno a casa di Chiesa) pur di centrare la qualificazione mondiale che in queste ore ha assunto il senso di un vero referendum sullo stato di salute del calcio italiano. A nessuno può infatti sfuggire il rischio di una eventuale terza, clamorosa e storica eliminazione: significherebbe aprire una voragine sotto il pavimento dell’attuale movimento”.
Il cgt sapeva bene a cosa andava incontro quando ha accettato l’incarico e oggi non può tirare fuori alibi, neanche la situazione dell’Inter con Barella, Bastoni e Dimarco.
“Se tre pilastri della Nazionale cominciano a tradire qualche scricchiolio, allora c’è da temere il peggio. Non c’è nemmeno il tempo per recuperare preziose energie, ricaricare le batterie. A colmare la lacuna può provvedere solo lo spirito migliore dell’italiano medio messo all’angolo dal destino. E magari un pizzico di talento calcistico”.











