A “Espn”: «La gente non pensa alla persona dietro il calciatore che vede in televisione. Anche noi siamo esseri umani»

Joao Cancelo, centrocampista del Barcellona, è stato intervistato da “Espn” dove ha parlato degli abusi social e delle minacce che lui e la sua famiglia hanno ricevuto dopo l’uscita dei blaugrana dalla Champions. I “tifosi” ce l’hanno con lui per il fallo che ha provocato il calcio di rigore al Psg.
«La gente dice di tutto. Ci sono commenti su Instagram che augurano la morte a mia figlia che non è ancora nata. Non me lo direbbero in faccia, perché avremmo problemi, ma nei commenti scrivono quello che vogliono», ha detto il centrocampista del Barcellona.
Cancelo: «La gente non pensa alla persona che c’è dietro il calciatore»
«Sono offensivi nei confronti di mia moglie, di mia figlia, della nostro bambina non ancora nata. È un mondo crudele e devi sapere come conviverci. So come farlo, ma non so più cosa dire», ha continuato.
Cancelo conclude così il suo sfogo:
«Desiderare la morte di un bambino è una cosa davvero seria. La gente non pensa alla persona dietro il calciatore che vede in televisione. Anche noi siamo esseri umani. Siamo uguali».
Lo sfogo contro City per “A Bola”
Cancelo, calciatore del Barcellona in prestito dal Manchester City, ha rilasciato un’intervista per il giornale portoghese “A Bola“, dove ha risposto alle parole di Guardiola e ha parlato della sua esperienza al City.
Torniamo indietro di circa due anni, al momento della firma del rinnovo di contratto con il Manchester City fino al 2027. Avresti mai pensato che successivamente saresti andato in prestito?
«No, non lo immaginavo, ma vivo la mia via al momento. Alcune cose hanno fatto sì che l’anno scorso fossi ceduto in prestito al Bayern Monaco. Non ho rimpianti, anche se il City ha vinto la Champions League. Sento di aver fatto la scelta giusta, di essere andato in un club che mi voleva davvero, ancor prima di rinnovare il contratto. È stato un club che mi ha dato tantissimo nei sei mesi in cui sono stato lì. Ho avuto a che fare con grandi giocatori e il club è spettacolare. Poi sono venuto qui (ndr Barcellona), facendomi abbassare lo stipendio e la cosa non mi disturba minimamente».
Come hai reagito alle critiche pubbliche di Guardiola, secondo lui non eri contento che giocassero i tuoi compagni di squadra, ovvero Rico Lewis e Nathan Aké?
«Sono bugie! Non sono mai stato un cattivo compagno per loro e puoi chiedere ad Aké o a Rico. Non ho alcun complesso di superiorità o inferiorità nei loro confronti, ma questa è l’opinione dell’allenatore…».