Alla Gazzetta: «Gli ricorderanno ogni cinque minuti di non avere esperienza. Conosco bene i cavalli che ha dentro Daniele, l’augurio è che possano dare ulteriore energia al motore della nostra A»

Luciano Spalletti, ct della nazionale che in passato è stato anche allenatore della Roma, ha rilasciato un’intervista alla “Gazzetta dello Sport”. Spalletti parla di De Rossi e del suo futuro da nuovo allenatore dei giallorossi.
Lo ha trovato alla Roma quando era ancora un ragazzo.
«Era straordinario, perché aveva il senso della squadra. Nutriva sentimenti forti nei confronti dei compagni, si batteva per loro. Non ricordo una sola partita, o un solo momento di una partita, in cui sia venuto meno da questo punto di vista. Un campione generoso, sensibile: a volte perdeva di vista se stesso, mai la Roma».
I consigli di Spalletti per De Rossi
Come deve vivere De Rossi questa nuova avventura?
«Con grande gioia. Gli è capitato il bivio decisivo, qui si stabilisce se raddoppierà la sua splendida carriera nel calcio: l’ha avuta da giocatore, può viverla da allenatore. Sono sicuro che sarà felicissimo».
Ma allenare la Roma lo metterà davanti a tante difficoltà.
«Dovrà guardarsi soprattutto dagli spaventatori professionisti: non dovrà avere paura di loro».
E chi sono, gli spaventatori professionisti?
«Quelli che gli ricorderanno ogni cinque minuti che rischia tanto, che non ha esperienza, che sarebbe stato meglio se fosse arrivato alla Roma più tardi».
Se si consulta spesso con lei, significa che dobbiamo aspettarci una Roma spallettiana?
«Non so quale Roma vedremo, di sicuro ha una buona squadra. E io lo seguirò con attenzione, perché ha diversi giocatori che mi interessano per la Nazionale. Quando riprenderemo il giro dei ritiri, uno dei primi che visiteremo sarà proprio quello giallorosso. Mi dispiacerà non trovare Mourinho, ma sarò felice di vedere lui. Conosco bene i cavalli che ha dentro Daniele, l’augurio è che possano dare ulteriore energia al motore della nostra A».
Non deve temere nemmeno l’ambiente di Roma?
«Ma lui lo conosce alla perfezione, spesso con Francesco si è preso belle responsabilità in situazioni complicate. La piazza lo amerà, come ha amato Mou. E Daniele potrà davvero provare a coronare un sogno: la sua Roma tutta la vita da calciatore, la sua Roma tutta la vita da allenatore».