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Dazn infila i bonus nell’offerta per i diritti tv, come per i calciatori

Si chiama “revenue sharing”, e piace alla Serie A: è una componente variabile legata all’andamento degli abbonamenti

Dazn infila i bonus nell’offerta per i diritti tv, come per i calciatori
Db Torino 27/08/2022 - campionato di calcio serie A / Juventus-Roma / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Dazn

Si chiama “revenue sharing”. Funziona, più o meno, come i bonus nei contratti dei calciatori. E’ lo stratagemma con cui Dazn (Sky ne beneficerà a rimorchio) probabilmente ha convinto la Serie A a chiudere l’infinita trattativa per la cessione dei diritti tv dal 2024 al 2029. Oggi dall’Assemblea dovrebbe arrivare la fumata bianca, vinta la resistenza di De Laurentiis e del suo fronte del no. Almeno così assicura Repubblica.

Il “revenue sharing” funziona così, lo spiega bene Calcio e Finanza: oltre alla cifra fissa offerta (Sky ha messo sul piatto dai 180 milioni ai 220 milioni in salita ogni anno; Dazn ha proposto una media di 700 milioni a stagione per i soli utenti privati), c’è una componente variabile, legata all’andamento degli abbonamenti.

“Il meccanismo prevede che Dazn spartisca al 50% con i club gli incassi che oltrepassano una soglia tuttora oggetto di trattativa, senza alcun limite massimo. Stando ad alcune simulazioni, la condivisione potrebbe portare nelle casse della serie A fino a un miliardo di introiti aggiuntivi nell’arco del quinquennio, qualora Dazn dovesse aumentare gli abbonati a un ritmo medio del 12% annuo, superando i 3 milioni di clienti entro la fine del ciclo”.

E’ ovviamente una visione molto ottimistica del futuro, considerata la contrazione generale degli ultimi anni del mercato del calcio in tv, non solo in Italia. Se le cose non andassero come spera Dazn, la Serie A si dovrebbe accontentare della parte fissa, ampiamente al di sotto delle aspettative, e delle briciole eventuali del suddetto “revenue sharing”.

E’ anche per questo che De Laurentiis  continua a insistere sul canale di Lega. “Possiamo incassare 4 miliardi”, dice il presidente del Napoli. Ma anche questa è una visione straordinariamente ottimistica del futuro.

Per validare l’offerta in assemblea di lega serve una maggioranza di 14 voti su 20.

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