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Violenza alla Dacia Arena, Crosetti: “Una serata di gioia e putridume, gioco e violenza, bellezza e fogna”

I commenti dei quotidiani. La Stampa: “quello che accade dopo il 90’ è cronaca, la più bassa: al posto del pallone entrano le barelle”.

Violenza alla Dacia Arena, Crosetti: “Una serata di gioia e putridume, gioco e violenza, bellezza e fogna”
Db Udine 04/05/2023 - campionato di calcio serie A / Udinese-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: scontri tifosi Napoli-Udinese

Il Napoli e Napoli si svegliano questa mattina campioni d’Italia 2023. Con loro tutti i tifosi napoletani in Italia e nel mondo, anche quelli di Udine nonostante tutto. Non sono mancati gli episodi di violenza però.

Ieri sera, dopo il triplice fischio dell’arbitro Abisso, la prevedibile invasione di campo ha travolto il campo della Dacia Arena. Si registrano brutti episodi di violenza. Le diverse minacce contro i festeggiamenti azzurri fuori dai propri confini si sono concretizzate proprio in quegli istanti di festa alla Dacia Arena. Di seguito alcuni commenti dai quotidiani di questa mattina.

Repubblica, Maurizio Crosetti:

Alle 22.37 l’arbitro Abisso fischia la fine che però è un inizio, e il prato fiorisce di persone come si usava una volta, quando il pubblico trionfatore faceva invasione di campo e i calciatori dovevano scappare, seminando nella fuga pedalini, magliette e calzoncini. A un certo punto, però, irrompono in campo anche gli ultrà dell’Udinese: il loro obiettivo è colpire e infatti l’onda dei napoletani retrocede, molti cadono, ci si calpesta. Attimi di paura ed enorme rischio. Ci si scazzotta, ci sono feriti. La polizia interviene con un certo ritardo (poi arriveranno i rinforzi) prima di formare un doppio cordone con scudi e manganelli per separare quel gran mare di gente e tagliarlo in due, mentre mezzo stadio grida “odio Napoli”, “noi non siamo napoletani”, “andate a lavorare”. L’altoparlante ripete: “Curva Sud, varco 10, liberate le scalinate, lasciate spazio ai soccorsi” e c’è un andirivieni di barelle. Una serata di gioia e putridume, gioco e violenza, bellezza e fogna“.

Il Corriere della Sera:

Tensione, paura, botte. I tifosi del Napoli, alla fine, invadono il campo per festeggiare, a caccia di Osimhen e dei loro beniamini. Anche quelli dell’Udinese, per fortuna non tutti, si lanciano sul prato della Dacia Arena. Scontri, insulti, qualche scazzottata. Momenti di grande paura. Tra le due tifoserie non corre buon sangue. La polizia resta sorpresa e interviene in ritardo per evitare i corpo a corpo. Anche gli steward scendono in campo a formare tre barriere protettive per evitare guai più grossi. C’è chi rischia di rimanere schiacciato. Qualcuno si sente male. L’altoparlante fa un appello: lasciare spazio per i soccorsi ai varchi della curva Sud. Il primo bilancio è di tre feriti lievi, due napoletani e uno steward. Comincia il tentativo di far defluire i tifosi. Spalletti, anche per alleggerire la tensione, esce per salutare la sua gente. Poi Di Lorenzo fa lo stesso. Uno scudetto avvelenato“.

La Stampa: 

I conti che non tornano sono quelli di un finale violento, folle, gestito in modo fin troppo approssimativo. Il signor Abisso fischia la fine, in campo è il caos perché non c’è cordone di polizia a dividere il terreno da gioco. E, allora? Gli ultrà napoletani si spingono il più possibile sotto la curva di casa e dalla curva di casa accettano lo scontro: volano cinghiate, compaiono i bastoni, la gente scappa e l’immagine dall’alto è quella di un’onda che cerca una via di fuga come accaduto in altre drammatiche circostanze. Qualcuno sviene, adesso le forze dell’ordine in assetto antisommossa formano un filtro, ma il peggio è già accaduto. La notte di Udine si macchia nel modo peggiore possibile come se non facesse più parte di un mondo in festa. Dal georgiano ad Osimhen, a Kim e Lobotka passando per Di Lorenzo: il voto più basso è nove e mezzo. Quello che accade dopo il 90’ è cronaca, la più bassa: al posto del pallone entrano le barelle“.

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