ilNapolista

Solo il sindaco di Napoli ignora il degrado di Napoli (noto invece a tutte le squadre straniere)

Ogni club che affronta gli azzurri mette sull’attenti i propri tifosi (ultimo l’Eintracht). La città è ultima in ogni classifica di vivibilità ma il sindaco dice che lui preferisce Napoli a Bolzano

Solo il sindaco di Napoli ignora il degrado di Napoli (noto invece a tutte le squadre straniere)
L'Eintracht prossimo avversario del Napoli in Champions. Qui la finale di Europa League contro i Rangers Glasgow / foto Image Sport nella foto: Oliver Glasner

Ci sono classifiche in cui Napoli primeggia. Quella della Serie A, per esempio, o quella della fase a gironi della Champions League.

Ce ne sono altre, molte altre, anzi potremmo dire tutte le altre, in cui Napoli figura costantemente negli ultimi posti.

Sono le classifiche stilate dal Sole 24 ore e da Italia Oggi sulla qualità della vita, che fanno sempre abbastanza notizia, ma ci sono anche le classifiche sulla vivibilità della città per i bambini, quelle sugli atenei, quella sul trasporto pubblico, quella sulla sicurezza e via classificando. Persino la Caritas non ha potuto non evidenziare la disperazione in cui versa la città.

Si tratta di tutti dati elaborati scrupolosamente da università e istituti di indagine, che restituiscono un’immagine di Napoli per quello che effettivamente è: una città dove si vive male, dove i servizi sono carenti o assenti, dove il lavoro è poco e mal retribuito, dove chi si trova in difficoltà ha poche o nessuna possibilità di trovare risposte e soluzioni, dove la criminalità (organizzata e non) imperversa  e dove la sicurezza è una chimera. Per chi vive in periferia, per chi vive in centro, per i turisti.

Questi dati vengono commentati dagli amministratori partenopei (oramai da anni) con frasi che potremmo riassumere con “ma che ne vogliono sapere a Bolzano, noi abbiamo il sole, il mare e la sfogliatella”, contestando i criteri con i quali vengono elaborate le statistiche e con uno stato d’animo che svaria dal vittimismo al rivendicazionismo neoborbonico.

Ci sono, poi, dei momenti in cui le due classifiche vengono a contatto. Il Napoli, in assoluta controtendenza rispetto alla città, da anni e anni è stabilmente nella parte altissima della classifica di Serie A e, di conseguenza, si qualifica per disputare le coppe europee.

In occasione degli incontri al San Paolo/Maradona, perciò, le squadre avversarie si preoccupano di informare i loro sostenitori dei pericoli che si corrono venendo a Napoli ed ecco che fioccano le avvertenze: non andate a Napoli, se proprio ci andate non state isolati, non indossate vestiti che facciano capire che siete tifosi in trasferta, attenti alle rapine, agli scippi, ai furti.

Lo ha fatto il Liverpool (e lo aveva già fatto nel 2019), lo ha fatto recentemente l’Eintracht Francoforte, lo ha fatto l’Ajax. Praticamente tutte le squadre che affrontano il Napoli si sentono in dovere di avvertire i propri tifosi e, si badi, si tratta di un unicum. Scorrendo le avvertenze ai tifosi per le altre partite si trovano solo consigli su come recarsi allo stadio, come acquistare i biglietti, quale autobus prendere, cosa si può e non si può portare all’interno dell’impianto. Solo per le trasferte a Napoli arrivano le raccomandazioni per evitare problemi di incolumità. Anche loro utilizzano parametri non corretti? C’è un complotto mondiale per indicare Napoli come una città non sicura per assistere ad una partita di pallone?

In realtà le società hanno ragione da vendere, visto che ogni volta che si è disputato un match di coppa si sono registrate aggressioni, rapine e spesso anche accoltellamenti.

Senza la pretesa di essere esaustivi, episodi di violenza si sono verificati sin dal ritorno in Europa degli azzurri, è successo contro il Bayern nel 2011,  contro l’AIK Solna nel 2012, contro Trabzonspor e Dinamo Mosca nel 2015, contro il Manchester City nel 2017, contro il Liverpool nel 2010, nel 2018 e nel 2019, fino all’ultimo incontro disputato in casa con la presenza di tifosi stranieri, quello contro l’Ajax di pochi mesi fa.

Per carità, parliamo di partite di calcio, occasioni di violenze e sopraffazioni in tutta Europa, nelle quali i bollettini degli ospedali sono molto spesso più lunghi dei tabellini dell’incontro. E in Italia in particolare le istituzioni fanno a gara nel prendere sottogamba tutto ciò di malato che ruota intorno al calcio, razzismo e violenze comprese. Non a caso in un articolo di poche settimane fa la Süddeutsche Zeitung parla del mondo degli ultras come la “quinta mafia italiana”.

Non è, quindi, solo la lunga e infame lista degli incidenti avvenuti prima e dopo i match europei a mettere sul chi va là le squadre europee. Piuttosto è il combinato disposto tra le due cose: una città disorganizzata, priva di servizi, insicura di suo che, durante le partite, diventa il teatro delle aggressioni ai tifosi stranieri, quasi sempre nella forma di appostamenti e ai danni di individui isolati, il tutto agevolato dall’assenza di un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome e di un’adeguata organizzazione dei servizi di polizia.

Sempre parlando di classifiche, sono passati oltre 6 anni da quando il Sun (citando un rapporto di Foreign Policy) collocò Napoli tra le 10 città più pericolose del mondo, la più pericolosa in Europa. All’epoca il sindaco era De Magistris il quale, come di consueto, rigettò tutto dicendo che i giornalisti non sapevano cosa si perdevano non venendo a Napoli (immaginiamo parlasse sempre di sole, mare e sfogliatelle). Oggi il Sindaco è Manfredi e davanti all’ennesima certificazione degli infimi livelli della qualità della vita non ha saputo dire di meglio che lui preferisce comunque vivere a Napoli che a Bolzano.

E così si va avanti a Napoli, bloccati in questo eterno loop nel quale ogni volta che la realtà emerge da un report, una statistica, una classifica o un’indagine c’è una risposta incredula, indignata e permalosa tesa a negare tutto a qualsiasi costo, anche quello di perdere la faccia.

Non sappiamo se il Napoli passerà il turno di Champions League contro l’Eintracht Francoforte, ma se dovesse accadere siamo certi che la nostra prossima avversaria metterà in guardia i propri tifosi contro i pericoli che si corrono a Napoli e, subito dopo, il sindaco e l’indignato di turno risponderanno che non è vero niente e che comunque la sfogliatella a Bolzano non la sanno fare.

ilnapolista © riproduzione riservata