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C’era un allarmismo esagerato per l’arrivo dei napoletani a Venezia, invece è andato tutto bene 

Una volta ero molto permaloso e suscettibile sul tema cori, ora li catalogo come “sfottò da stadio”. Non c’é un reale odio verso i napoletani. Poi lo stupido lo trovi sempre

C’era un allarmismo esagerato per l’arrivo dei napoletani a Venezia, invece è andato tutto bene 

Venezia-Napoli é la mia partita. Per me che vivo e lavoro a cinque minuti dallo Stadio Penzo e che frequento settimanalmente come giornalista é stato il match di casa. Tifo Napoli, anzi sono malato del Napoli perché me lo hanno inculcato bene i miei genitori (e ne sono felicissimo eh) ma vivo a Venezia da quando avevo un anno e non é sbagliato dire che ormai sono veneziano.

Avendo vissuto tutte le partite del Venezia in casa posso affermare che ieri c’era un allarmismo esagerato nei confronti dell’arrivo dei tifosi napoletani. Ma voglio raccontare per bene la mia trasferta.

Io e mio cognato partiamo da Mestre con il classico bus 4L cioè quello che ti porta a Venezia. A piazzale Roma prendiamo il vaporetto che ci porterà allo Stadio. Servizi impeccabili in una città difficile e scomoda. Sarà che sono abituato a questo tragitto, che faccio quotidianamente, ma vedo mio cognato parecchio contento nel vedere Piazza San Marco. In battello con noi tutti tifosi del Venezia con la classica sciarpa arancioneroverde. Mio cognato invece con una “sciarptiella” mezza bianca e mezza azzurra un po’ nascosta dal giubbotto. La fermata dello Stadio sarebbe Sant’Elena ma conoscendo i vari settori opto per scendere ai Giardini, la fermata prima.

Mentre ci incamminiamo, mio cognato “caccia” la sciarpa e mentre siamo sul tragitto dello stadio veniamo fermati da tre poliziotti che ci chiedono dove andiamo. Noi rispondiamo che stiamo andando allo stadio. Mio cognato settore ospiti, io tribuna stampa. Sul mio tribuna stampa il poliziotto mi intima di “fargli vedere il biglietto” ed io glielo mostro. Comunque ci fermano, ci scortano verso Sant’Elena e ci lasciano praticamente di fronte all’imbarcadero. Pratica abbastanza inutile in quanto c’erano tutti i tifosi del Venezia che tranquillamente si incamminavano allo stadio.

Si entra allo stadio, mio cognato in ospiti (l’ho invidiato), io in tribuna stampa. Saluto Edo De Laurentiis che stava parlando dal balcone dello Stadio con l’allenatore del Venezia Zanetti e lui ricambia. All’interno dello stadio classico box di cibo (buonissimo) per noi giornalisti e pre-partita caldo. I tifosi di entrambe le squadre cantano assieme e si sfottono. Vero, c’é stato qualche coro da parte dei veneziani che inneggiavano il Vesuvio ma non mi tocca. Non mi tocca più.

Ci vivo a Venezia, vivo il Nord.

Una volta ero molto permaloso e suscettibile su questo argomento. Adesso invece lo catalogo come “sfottò da stadio” perché non c’é un reale odio quotidiano nei confronti dei napoletani. Ve lo posso assicurare amici napoletani. Poi lo stupido lo trovi sempre.

La partita inizia, il Napoli gioca un buon primo tempo ma forse l’occasione più nitida ce l’ha il Venezia con Okereke. La ripresa é un monologo azzurro e il minuto della liberazione é il 14esimo. Politano pennella una grande palla per la testa di Osimhen che scaraventa il pallone in rete. 0-1 ed euforia sotto la Curva Ospiti (avrei pagato per stare lì). Io rimango col mio aplomb, in quanto ho parecchia simpatia per questa città e squadra e ammetto che mi dispiace. Dentro di me però gioisco. La rete di Osimhen ed i tre punti sono troppo importanti anche in vista della sfida di sabato prossimo con l’Inter per rimanere attaccati al treno scudetto. La squadra soffre un po’ troppo nel finale e dopo 100 minuti é Petagna che segna la rete che ci libera da una beffa che sarebbe immeritata. Napoli che risale al secondo posto, a meno uno dall’Inter e Venezia che sprofonda al 18esimo in piena zona retrocessione.

Finita la partita gli steward non vedono l’ora di far uscire le persone dallo stadio tanto che un tifoso napoletano che voleva festeggiare con la squadra che si trovava sotto di noi esclama giustamente “Oh ma non c scassà o’ ….’”. Io cerco di andare ad incontrare Spalletti, mio pupillo dai tempi della prima Roma, ma le regole di bolla e Covid (ma non c’é da più di un anno?) non mi permettono di farlo e vengo allontanato come l’ultimo dei cretini in quanto non ero presente nella lista di coloro che possono fare interviste. Ho sempre pacificamente aspettato altri allenatori senza problemi, ieri no. I tifosi ospiti (mi racconta mio cognato) vengono imbarcati immediatamente sui vaporetti e portati a Piazzale Roma dove ad attenderli ci sono i pullman che gli permetteranno di far ritorno a Napoli. Io decido di fare due passi a piedi e tornare a casa così. Per la via incontro cordoni di polizia che attendono i tifosi ospiti che stanno arrivano a flotte dai vaporetti.

Insomma rispetto alle altre partite, e io le ho vissute tutte, era chiara la sensazione di prevenzione nei confronti di eventuali problemi. Problemi che non ebbi né a Udine né a Milano ma che purtroppo ho percepito a Venezia. La mia idea é che andare allo stadio debba essere una gioia per tutti e non un continuo controllo o avere quella paura che possa succedere qualcosa. A volte essere prevenuti su eventuali tifosi facinorosi rovina quel bell’ambiente che dovrebbe esserci allo stadio. Si vero a volte prevenire é meglio che curare ma io sta trasferta me la sono un po’ intossicata sinceramente…

Diario dal Nord – a Venezia era allarme napoletani, invece è andato tutto bene

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