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L’inchiesta del Sunday Times: “Liverpool-Atletico Madrid ha provocato almeno 41 morti”

Il quotidiano ha incrociati i dati del sistema sanitario con gli eventi che Johnson non chiuse: dal Sei Nazioni al Festival ippico di Cheltenham, alla Champions

L’inchiesta del Sunday Times: “Liverpool-Atletico Madrid ha provocato almeno 41 morti”

Sotto accusa i ritardi di Boris Johnson

Il Sunday Times ha pubblicato una lunga inchiesta sui ritardi del governo britannico nella gestione dell’emergenza coronavirus. Sotto accusa Boris Johnson soprattutto per aver capito con ritardo la gravità della situazione e aver lasciato che svolgessero regolarmente manifestazioni con grande afflusso di pubblico. Tra cui la partita di Champions tra Liverpool e Atletico Madrid.

Il Sunday Times analizza i dati del sistema sanitario britannico: l’NHS. Analizzando solo i report degli ospedali locali – escludendo quindi quelli spagnoli – quel match di Champions ha provocato almeno 41 morti in più. Ed è una stima vista molto al ribasso visto che, su 52mila spettatori, 3mila erano arrivati da Madrid. E in quella data molte attività, in Spagna, erano già state chiuse. La partita si giocò l’11 marzo.

Il sindaco di Madrid Jose Luis Martinez-Almedia ha poi ammesso che è stato un «errore» consentire lo svolgimento di quella partita. «Quei tremila tifosi non sarebbero dovuti andare a Liverpool, bisognava impedirlo loro», ha detto qualche settimana fa a Radio Onda Cero.

Secondo le stime dell’Imperial College London e dell’Università di Oxford, la Spagna aveva 640mila contagi all’epoca rispetto ai 100mila in Gran Bretagna, anche se la settimana precedente nel Regno Unito era stata riscontrata la diffusione incontrollata del virus nel Regno Unito.

Il rugby: 81mila a Twickenham, compreso il premier

Il Sunday Times scrive che, col senno di poi, è stato un errore autorizzare lo svolgimento di tante manifestazioni. Sarebbe stata più opportuno una maggiore cautela.

Non c’era un valido e chiaro motivo per supporre che il Regno Unito sarebbe sfuggito alla pandemia che stava colpendo l’Italia. Quel fine settimana a Dublino venne annullata la partita del Sei Nazioni tra Irlanda e Italia Sei Nazioni. In tutto il Regno Unito, invece, centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a eventi sportivi come al solito.

Domenica 8 marzo – scrive ancora il Sunday Times – la Francia ha vietato assembramenti pubblici con più di mille persone, eppure nello stesso giorno migliaia di tifosi francesi furono autorizzati ad assistere a Edimburgo alla Scozia-Francia del Sei Nazioni di rugby: 67mila spettatori.

Nel Regno Unito Johnson non chiuse nulla, anzi invitò a non aver paura in quell’ormai celebre discorso, e fu presenta anche lui a Twickenham, con altre 81mila persone, per Inghilterra-Galles di rugby.

Il Sunday Times sottolinea più volte il comportamento incosciente di Boris Johnson che si faceva riprendere mentre stringeva più e più mani.

Il festival ippico

Ci fu anche l’importante appuntamento ippico di Cheltenham, con oltre 60mila persone. Il festival di Cheltenham – ricorda il Sunday Times – fu cancellato una volta per una malattia che colpiva i cavalli, ma stavolta non sarebbe stato fermato visto l’atteggiamento del governo.

“Il Festival di Cheltenham ha attirato più di 250.000 persone nella seconda settimana di marzo e la ricerca di Edge Health, riportata nel Sunday Times, ha scoperto che Cheltenham ha portato ad almeno 37 morti aggiuntive legate al coronavirus” ha scritto il Daily Mail Sports che ha aggiunto: “abbiamo contattato sia il Liverpool sia Cheltenham per un commento in seguito ai dati”.

Il Sunday Times scrive che nonostante il disinfettante distribuito all’ippdromo e nei bagni, molte persone finirono col contagiarsi.

Tra queste, Jules Annan, un fotografo freelance di 55 anni, che ha lavorato su tutti e quattro i giorni fotografando Celebrità, magnati e reali che si erano uniti alla folla. Dieci giorni dopo si trovò a lottare con l’ossigeno nell’Ospedale Generale di Cheltenham. “I miei polmoni si erano sostanzialmente arresi. Sapevo di essere in una brutta situazione”.

Ovviamente non può averne la certezza ma crede di essere stato infettato durante le gare. “In ospedale, nel letto di fronte a me, c’era un ragazzo presente anche lui alle gare e anche lui era convinto di aver contratto lì il virus.”

Nel Gloucestershire ci fu un picco dei tassi di mortalità ospedaliera e gli effetti della manifestazione possono essersi diffusi in tutto il paese. Due appassionati di corse che hanno partecipato al festival, sono morti lo stesso giorno alla fine di marzo. Erano Paul Townend, 61, proprietario di cavalli, e David Hodgkiss 71 anni amministratore delegato di una società di produzione di acciaio e presidente del Lancashire cricket club.

Scrive il Sunday Times che per la vedova di Townend, la signora Geraldine, la responsabilità è del governo che non ha decretato il lockdown. «Non so perché eravamo così in ritardo. Altri paesi erano in isolamento ben prima di noi».

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