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È finita l’era delle verande abusive, quanto valgono ora i balconi al metro quadro?

Un quarantenne in quarantena – Quando è morto Sepulveda, ho atteso con ansia il flash mob in balcone tutti vestiti da gatti e gabbianelle. Ma niente: De Luca ha vietato pure i suoi libri

È finita l’era delle verande abusive, quanto valgono ora i balconi al metro quadro?

Sono egoista, lo confesso, ma a me la storia dei pannelli di plexiglass sulle spiagge mi ha devastato.

Sarà che ad agosto nelle celle di plastica potremmo raggiungere la temperatura dell’orata al cartoccio, che nei giorni buoni siamo pure in dodici sotto lo stesso ombrellone, sarà che se solo ci penso mi viene in mente Hannibal the cannibal con la sua singolare mascherina protettiva… Fatto sta che mi prende una botta di malinconia che la metà potrebbe già atterrarmi.

Lunedì, con questa prospettiva, è iniziata per me direttamente la fase 3: la fine del mondo, con i cavalieri dell’apocalisse in marcia sulla Tangenziale e le cavallette pronte a divorarci. E dire che stavo per fare qualche considerazione positiva sul post-virus.

Riflettevo ad esempio sull’importanza dei balconi, ed a come cambierà per sempre la loro valutazione al metro quadro…

Dopo decenni di verande abusive, ho sentito di gente sorpresa a sfondare le pareti col martello per riprendersi un affaccio all’aria aperta.

Ho pensato che quest’estate, con buona pace di Tokyo 2020, avremmo potuto organizzare le “balconiadi”:
– lancio della maledizione al passante fuorilegge;
– contest canzoni di merda;
– maratona flash mob.
Cerimonia di inaugurazione: tutti in balcone, con il pigiama nazionale e le pantofole buone, un po’ in stile Renato Balestra, ma plastic free.

Stavo pure facendo amicizia con casa mia. Ci abito da un po’, ora però conosco il movimento del sole, gli orari della lavatrice della signora del 4° piano, la puzza del barbecue del tizio a fianco.
Ancora un po’ e, mettendo l’orecchio a terra, riesco a capire se nella cucina di fronte stanno facendo la pizza con il metodo Bonci o con quello Cannavacciuolo.
Ero ad un momento clou, e i giornali che fanno? Mi sbattono in faccia la prossima estate sotto vuoto? Lo confesso, mi sono arreso.

Giovedì è morto Luis Sepulveda, ci ho messo dieci minuti a convincermi che non fosse Almodovar. Per stare sul pezzo avevo già inserito nella lista dei preferiti “Tutto su mia madre”, poi però ho letto i 325 richiami alla Gabbianella ed al gatto ed ho capito.

Al riguardo mi è sorto il dubbio che la gabbianella fosse in realtà un infamissimo pipistrello cinese e che la gatta fosse semplicemente una zoccola troppo cresciuta, entrambi chiaramente responsabili di tutti i mali dell’umanità. Rudolph De Luca, per non sapere né leggere né scrivere, per il momento ha vietato la lettura dei libri di Sepulveda e pure dei film di Almodovar…

Ho atteso con ansia il weekend per un bel flash mob in balcone tutti vestiti da gatti e gabbianelle. Ma stavolta “la genta” mi ha deluso.

Come ormai di consueto ecco qualche domanda e riflessione ricevuta dai lettori:

D. Pensi di essere divertente con questo diario? Non hai tenuto conto delle ricadute sociali, culturali, economiche, del modo in cui la malavita si sta organizzando, del fatto che ora tutti sono impossibilitati ad andare in gelateria, non solo io…Pensi di far ridere???

R. E iàmm, Savia’, nun fa ‘o pesant…

D. I miei figli sono stanchi, vogliono giocare a calcio, andare in bici, magari anche picchiarsi con i compagni di classe, come posso fare per tranquillizzarli?

R. Ti è piaciuto per anni fare la “mammebana”, la mamma estremista, e demonizzare la Playstation? Ora siediti a terra e racconta ai bimbi la indescrivibile bellezza di una serata tutti insieme a leggere ad alta voce un buon libro davanti al caminetto che non hai (perché inquina)… Poi raccontami, però. Ci tengo.

D. Ciao, ho visto un politico con una bella felpa verde con la scritta “Corona-virus”, pensi si potrà acquistare a breve?

R. Sì, presto. Nel prossimo decreto dovrebbe essere prevista la riapertura dei negozi che vendono merda.

L’ultima arriva da moooolto lontano.

D. papà quarantenne

R. eh, pure io pà. Però ti sei scansato un bel fosso…

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