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Uno studio italiano su Lancet: «Presto potrebbero servire altri 4.000 posti letto di terapia intensiva»

Repubblica riporta i dati di due italiani su come procederà il contagio nelle prossime 3-4 settimane che dovrebbero rappresentare il picco

Uno studio italiano su Lancet: «Presto potrebbero servire altri 4.000 posti letto di terapia intensiva»

Le statistiche e i numeri sono fatti per esser smentiti, così dicono. Oppure possono essere una bussola, che indica una strada da percorrere, e di cosa ci sarà bisogno lungo il percorso. Nel periodo peggiore dell’infezione, che arriverà con ogni probabilità tra 3-4 settimane, potrebbero servire fino a 4.000 posti letto di terapia intensiva.

Uno studio dell’Istituto Mario Negri fatto in collaborazione con l’università di Bergamo e pubblicato venerdì da Lancet (una delle più autorevoli riviste scientifiche al mondo), parla di numeri, in particolar modo quelli legati al picco di questa epidemia in Italia che dovrebbe arrivare tra 3-4 settimane. Lo riporta il Corriere della Sera che spiega

potrebbero servire fino a 4.000 posti letto di terapia intensiva.

Le previsioni si basano sul numero di pazienti affetti da Covid-19 registrato finora dal ministero della Salute, e analizzano l’andamento del trend dei contagi e quello dei pazienti bisognosi di terapia intensiva. Se i numeri fossero confermati si arriverebbe a 30 nuovi infetti

Siccome la percentuale di pazienti intubati è stata finora pari al dieci per cento del totale, la previsione è che nel periodo peggiore, se davvero sarà tra un mese, possano essere necessari fino a 4.000 posti letto di terapia intensiva.

Un numero difficilmente raggiungibile considerando che ad oggi abbiamo poco più di 5.200 posti letto.

Potrebbe diventare necessario, sostiene lo studio, fare una scelta ulteriore. Tra chi accederà alla terapia intensiva e chi invece verrà comunque curato con sistemi respiratori meno invasivi. Sta per esser varata la legge del governo che permetterà l’assunzione di quasi ventimila tra medici e infermieri e l’acquisto di altri 5.000 ventilatori polmonari.

Gli autori, Andrea Remuzzi, docente di ingegneria biomedica all’università di Bergamo, e suo cugino Giuseppe, direttore del Mario Negri, che comunque riconoscono che non vi sono certezze che il trend sia quello da loro previsto, sostengono però che se il modello si dovesse rivelare vero queste scelte del governo devono essere attuate in fretta, nel giro di pochi giorni.

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