Udinese-Napoli 0-3, pagelle / Il Napoli di Re Carlo è un’anguilla sfuggente: offre variazioni su variazioni

La gioia di vedere Malcuit in campo, il gol dopo 40 secondi di Rog, la freddezza di Mertens nel tirare il rigore. Tanto di cappello a Fabian Ruiz

Udinese-Napoli 0-3, pagelle / Il Napoli di Re Carlo è un’anguilla sfuggente: offre variazioni su variazioni

KARNEZIS. Dilemma culinario: Karne-zis o Lasagna? Gioca tra mura che gli sono ancora amiche, per affetto e gratitudine, e si esibisce in un duello continuo con Lasagna condito da interventi decisivi. Ci fa tremare solo per quella rocambolesca palla fermata in due tempi, al 49’ del primo tempo – 7

Io non ho tremato mai. Ho solo sorriso di fronte a questo portiere a cui sono bastate un paio di partite per recuperare fiducia e presenza in campo: un bellissimo esempio della crescita rivoluzionaria di Ancelotti. Ottima la parata con cui mette una pezza all’erroraccio di Albiol e sulla quale riesce anche ad evitare il calcio d’angolo. Pronto su lasagna al 58’. All’87’, quando siamo 3-0 e uno scivolone ci poteva anche stare, continua ad opporsi, non molla. Abbiamo un portiere, Fabrizio, anzi, due e ne sta arrivando anche un terzo. La vita è bella – 7

MALCUIT. Il Napoli di Re Carlo è un’anguilla sfuggente, non dà punti di riferimento e offre variazioni su variazioni. E così le fasce appaiono e scompaiono a seconda della fase della partita. Malcuit fa ancora una volta il suo e lo fa bene e noi siamo lieti di vederlo in campo. Eppoi è sua l’incursione in area che conduce al rigore della sicurezza – 6,5

Si oppone a tutti e dico tutti i contrasti, di corpo, potenza, ingegno. Sgattaiola con precisione e bellezza. Il tuo voto è troppo striminzito, merita di più – 7

ALBIOL. Volendo trovare l’invisibile pelo nell’uovo di stasera, Ilaria cara, lo possiamo rinvenire nei pressi dell’Ispanico, parecchio incerto e non solo perché si lascia sfuggire il solito Lasagna al 23’. Il centravanti di nome Kevin lo ha fatto soffrire – 6

Completamente fuori fase. A partire dall’espressione del volto: deconcentrato, commette una serie di errori tra cui quello rimediato da Karnezis, che è veramente brutto. Non merita l’insufficienza ma è un sei stentato – 6  

KOULIBALY. Ecco, invece, uno che non si è fatto spaventare dal pluricitato Kevin. Al 61’ il nostro Obelisco prediletto si stende senza pietà su Lasagna e gli para con le gambe un gol già fatto. Una giocata che vale una partita e il giudizio – 7

La pulizia di quell’intervento andrebbe proiettata su un megaschermo, con tanto di rallenty, fotogrammi ravvicinati e applausi registrati sotto – 7  

HYSAJ. La sinistra, come più volte scritto, non è il suo ambiente naturale ma stasera sembra andare meglio. Anche se quando il caos impera il folletto maligno dell’imprecisione s’impossessa di lui – 6

Sta imparando anche lui, non mi è dispiaciuto – 6

ALLAN. L’undicesima formazione di Re Carlo è un capolavoro di trasformismo e il guerriero Allan s’improvvisa finanche mago, elargendo pure un assist meraviglioso per San Piotr il Polacco. Il pugnace brasileiro diventa il centro assoluto della manovra azzurra – 7

Quando tutto sembra perso, arriva Allan e strappa palle che poi si attacca sui piedi, Fabrizio – 7  

ZIELINSKI. Continua a sciupare occasioni (vedi alla voce Allan) come nelle ultime prestazioni, ma Zielinski si offre in maniera totale alla causa ancelottiana: in pressing, in difesa, in interdizione, in costruzione. Talvolta si fa prendere dalla frenesia e crea confusione. Al 67’, un suo cross basso nell’area udinese terrorizza il povero Samir che per poco non insacca nella sua porta – 7

Quella deliziosa palla che gli passa Allan è stata un peccato. Evanescente nell’ultimo passaggio più di una volta. Non mi è piaciuto granché – 6

ROG dall’84’. Entra e segna dopo 40 secondi. Dedicato a tutti quelli che “abbiamo perso lo scudetto perché la rosa era corta” – 7

40 secondi, Fabrizio. E, prima, la fretta con cui voleva entrare in campo, tanto che Ancelotti ha dovuto dirgli di aspettare, che c’era tempo. Spiegaglielo tu a uno che si è fatto panchina per mesi e mesi per non si sa quale motivo! Vorrei passare con Rog un paio d’ore a farmi raccontare l’emozione di entrare e segnare dopo 40 secondi. Vorrei solo dirgli: Vedi? C’è chi pensa che dare una possibilità a tutti non sia peccato – 7

VERDI. Quattro minuti e si stira – senza voto

A volte, nella vita, ti devi sacrificare, anche inconsapevolmente, per vincere. Verdi lo fa stirandosi. Era la sera di Ruiz: il cielo lo ha semplicemente mostrato a Re Carlo – sv  

FABIAN RUIZ dal 4’. Controllo di sinistro e tiro a giro di destro: zero a uno. Certe stagioni non sai come possono finire quando il destino bacia interpreti nuovi e promettenti. Fabian Ruiz lo aspettavamo e si è presentato con un signor gol. Tanto di cappello. In più ostenta una pericolosità costante – 7

È costretto a entrare all’improvviso, ma si fa trovare prontissimo. Il palleggio è calmo, come il suo leader: preciso anche nello stretto, si guarda attorno con intelligenza per formalizzare sempre il passaggio giusto. Elegante nei movimenti, segna un gol bellissimo con un piede che non è neppure il suo – 8  

CALLEJON. L’inizio partita è tutto suo: è il primo a mirare la porta avversaria con due tiri da fuori area. Nella ripresa è un altro suo tentativo a provocare il rigore dello zero a due. Partita di sacrificio e intelligenza, come al solito, anche se l’imprecisione non risparmia neanche lui in qualche occasione – 6,5

Josè Maria capitano è stata una cosa bellissima da vedere – 6,5  

MERTENS. Gioca dall’inizio e va occupare tutte le posizioni possibili sul fronte d’attacco. Cerca la sua strada il Caro Dries, che forse rimpiange il passato. Ma nel presente c’è ancora posto per lui. Al 33’ si libera di due bianconeri, a sinistra, e va al tiro. Indi, tocca a lui il penalty e mostra nervi parecchio saldi nella lunga attesa prima di batterlo  – 6,5

Non si capisce bene con Milik e mi dispiace. Al 32’ si libera benissimo di due difensori e riesce ad articolare il corpo per tirare, ma troppo a lato. Suo l’assist per Rog. Perfetto il rigore, che, ricordiamolo, viene dopo alcuni minuti di stop causa Var che avrebbero potuto deconcentrare anche un fachiro. Raggiunge Altafini e Higuain – 6,5

MILIK. Eppur si muove, direbbe Galileo. Partecipa al fraseggio ma stenta nelle conclusioni – 6

È anche vero che i compagni gliela passano pochissimo, Fabrizio – 6

HAMSIK dal 74’. Venti minuti pimpanti – 6

Venti minuti precisi ed essenziali. E pure utili – 6  

ANCELOTTI. Per evitare ridondanti ripetizioni nell’apologia di Re Carlo, mi limito a un dettaglio Ilaria cara: l’approccio del Napule è radicalmente cambiato e non da ora. Nei primi venti minuti è una macchina da guerra, l’esatto contrario delle prime giornate. Giusto per citare un merito. Uno dei tanti. Che Dio ce lo conservi a lungo, abbiamo solo da imparare e godere – 8

È il 39’ e i nostri escono dall’area in cui sono stati confinati e accerchiati con una serie di passaggi brevi e ravvicinati. Non spazzano via. Tengono palla e cercano di non buttarla. E, intanto, regalano bellezza. Fabrizio, la sensazione è che questo Napoli riempia gli occhi, oltre alle tasche. E che non abbia difficoltà a gestire le partite più complesse dal punto di vista emotivo (dopo il pareggio della Juve, questa lo era). La sensazione è che la crescita non sia ancora finita: c’è una prateria, davanti – 8  

ARBITRO MARIANI. Un insicuro travestito da decisionista. Lascia correre un po’ troppo e rinuncia al Var al primo fallo di mani dell’Udinese – 4

Salvo poi ricorrere al Var per un chiarissimo fallo di mano e un fuorigioco che si vedeva da casa che non c’era. Troppi errori e pure troppi sorrisi: denotano insicurezza e inconsistenza – 4  

 

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