Respinto il ricorso di un abbonato del Napoli: «Non si può violare la libertà d’impresa»

A Nola sentenza opposta a quella di un mese fa. «I prezzi li stabilisce il club, va tutelata la libertà d’impresa». L’unico vincolo è il rispetto del posto assegnato

Respinto il ricorso di un abbonato del Napoli: «Non si può violare la libertà d’impresa»

La libertà d’impresa

Non è terminata la contesa tra alcuni ex abbonati del Napoli e il club. Qualche settimana fa un giudice di pace accolse la richiesta di risarcimento da parte di un abbonato. La motivazione era che il costo totale dell’abbonamento, a fine stagione, fu superiore al prezzo delle singole partite.

Oggi, invece, a Nola c’è stata una sentenza di segno opposto. Il giudice Angelo Turco ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato Erich Grimaldi. In questo caso il giudice di pace ha accolto l’istanza difensiva del Napoli e in particolar modo la tesi che la sottoscrizione dell’abbonamento non implica vantaggio di natura economica per coloro i quali che lo sottoscrivono. Altrimenti – secondo il giudice – si configurerebbe una violazione della libertà d’impresa di una qualsivoglia società commerciale. Ed è in questa libertà che rientra la scelta del Napoli di ridurre i prezzi durante la stagione. Al momento della stesura dell’abbonamento, il Napoli sottoscrive il vincolo di garantire quel posto per tutte le partite. Nulla di più.

Per quanto riguarda, invece, le proteste dell’abbonato per lo stato fatiscente dello stadio San Paolo, il giudice ha ricordato che l’impianto è di proprietà del Comune e che alcuna responsabilità può essere imputata al Calcio Napoli.

La disputa non finirà qui. Il Napoli ha presentato appello nei confronti del primo provvedimento e l’abbonato potrebbe fare ricorso per la sentenza di oggi.

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