L’Equipe e il precedente tra Napoli e Psg: «Così il club parigino si fece conoscere in Europa»

Un ricordo dell’unico incrocio europeo tra Napoli e Psg: la doppietta di Weah al San Paolo, il problema delle maglie al ritorno, la nascita di un grande club.

L’Equipe e il precedente tra Napoli e Psg: «Così il club parigino si fece conoscere in Europa»

La squadra di Canal+

Un solo incrocio precedente, tra Psg e Napoli. Coppa Uefa 1992/93. Il club parigino era stato acquistato da poco dal gruppo televisivo Canal+, stava studiando da grande, voleva imporsi come una possibile forza nuova del calcio europeo. Il successo al San Paolo nel match d’andata (0-2), segnato da una doppietta di Weah, viene raccontato oggi da L’Equipe. 

La chiave di lettura è proprio quella del posizionamento sulla mappa del calcio continentale: «Tre anni dopo il fallimento in Coppa Uefa contro la Juventus, il Psg che si ripresenta in Italia è una squadra nuova, diversa. Il presidente Lescure ha assunto Artur  Jorge come allenatore. Il portoghese ha vinto la Coppa dei Campioni con il Porto, e riesce a compiere la missione affidatagli dalla dirigenza parigina: qualificarsi alla Coppa Uefa».

«Al primo turno, il Psg supera il Paok Salonicco. Poi si trova di fronte il Napoli, un club blasonato anche se da ormai un anno e mezzo ha perso il suo capitano e calciatore più rappresentativo, Diego Maradona. Il San Paolo accoglie il Psg con 35mila spettatori sugli spalti, i tifosi parigini sono circa 80, e arrivano dalla Francia con un aereo noleggiato dal club».

La doppietta di Weah

L’Equipe riporta qualche appunto sui «motociclisti di Napoli che non favoriscono la circolazione». Ma soprattutto racconta la doppietta di Weah che determina lo 0-2 decisivo per il doppio confronto. Il Napoli è reduce dalla clamorosa vittoria a Valencia (1-5), quindi L’Equipe ricorda come il Psg «abbia affrontato il return match del Parco dei Principi con grande prudenza, nonostante il netto successo dell’andata».

Le parole di David Ginola, icona del calcio francese dei primi anni Novanta, raccontano l’importanza di quelle notti europee per un Psg ancora in costruzione: «L’avventura europea ha reso più consapevole tutto l’ambiente. I successi contro il Napoli ci spiegarono che avevamo una grande forza collettiva. Uscimmo galvanizzati da quell’esperienza, stava nascendo una grande squadra».

In occasione del match di ritorno, c’è il caso delle maglie. L’Equipe racconta di come i dirigenti del Psg furono avvicinati da quelli del Napoli, che lamentarono di aver dimenticato a casa le mute di maglie per la partita. Invece, trovarono i kit rossi (visibili nel video su Youtube) mentre il Psg si vestì di bianco. Alla fine, lo 0-0 proiettò i francesi agli ottavi. Weah e compagni avrebbero eliminato anche Anderlecht e Real Madrid, prima di cedere in semifinale alla Juventus.

Michael Denisot, uno dei dirigenti dell’epoca, utilizza parole eloquenti: «Il percorso in Coppa Uefa ci permise di diventare un club di livello europeo. Ci siamo posizionati sulla mappa del calcio continentale». A spese del Napoli, viene da dire. Domani sera la situazione sarà ben diversa.

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