L’intervista al Guardian: “E’ stato straziante, mi sono bloccata. Evidentemente non ero pronta a diventare mamma”

La scorsa estate Ons Jabeur doveva vincere Wimbledon. Aveva battuto in serie Petra Kvitova, Elena Rybakina e Aryna Sabalenka, era alla sua seconda finale consecutiva e stava giocando benissimo quel suo tennis che ci sta benissimo sull’erba. Invece ha perso. E ha perso male come solo nel tennis succede. S’è bloccata. “All’improvviso – ricorda il Guardian che l’ha intervistata – con il titolo in palio, Jabeur riusciva a malapena a giocare. I suoi piedi erano radicati nel terreno erboso e lottava per superare la rete con dritti facili facili. È stato straziante. La tunisina è crollata in due set contro la testa di serie Marketa Vondrousova”.
Jabeur racconta cosa ci fu dietro quel blocco totale: aveva immaginato di vincere il titolo, e subito dopo prendersi del tempo lontano dallo sport per avere il suo primo figlio con suo marito, Karim Kamoun, che è anche il suo fisioterapista. Quello scenario è svanito con la sconfitta. Jabeur ha spiegato che lei e Kamoun hanno pianto “come bambini” dopo la partita.
“Penso che fosse destinato a succedere. Forse non sono ancora pronta per diventare mamma. Spero di poter ottenere quel titolo perché lo voglio davvero tanto. Ovviamente ora che vengo da un paio di mesi molto difficili, cercherò di arrivarci e spero che un giorno potrò diventare mamma e portare mio figlio al tour. Non sto diventando più giovane e sento che è importante”.
Dopo Wimbledon “ero in un posto davvero brutto e penso che non avrei potuto sopportare un’altra sconfitta. Ma stavo sfidando me stessa, pensavo: ok, non mi sono mai trovata in questa situazione prima. Ma mi sono detta che per me è bello osare. Se sei un codardo, non ci provi. Non volevo fare la vigliacca e volevo provarci, anche perdendo ma prendendo la sconfitta con orgoglio. Era una cosa di cui ero orgogliosa di me stesso, anche se avevo molti pensieri negativi. Ma succede, accetto questi pensieri negativi e li trasformo in positivi”.