Torino-Napoli 1-3, pagelle / Viene voglia di scrivere un saggio sulle qualità di Re Carlo

Il giovane Rog e l’anziano Hamsik. L’intesa tra Ciro e Verdi. La creazione di Insigne attaccante. A Torino, un Napoli superbo

Torino-Napoli 1-3, pagelle / Viene voglia di scrivere un saggio sulle qualità di Re Carlo
Foto Ssc Napoli

OSPINA. Noi napoletani quella mezza tacca di Zaza purtroppo ce la ricordiamo ancora, Ilaria cara. Così quella parata al 22’ sul maledetto Zeta ci sembra una paratona e forse lo è. Unico neo ospiniano: quel dribbling da infarto indovinate con chi? Con Zaza – 6,5

L’unico problema che si porta dietro David, Fabrizio, è l’espressione arrendevole che ha sul viso. Se butta via quella, può parare tutto anche solo facendo paura all’avversario – 6

HYSAJ. Si cimenta in una discesa libera al 33’, degna di un gran corridore qual è. L’apporto in difesa è balbettante ma oggi all’ora di pranzo si festeggia solamente. Archiviati i dodici punti, si mangia e si beve – 6

Oggi è più impegnato nella fase difensiva, stenta a proporsi in avanti. Ma la gara è attenta, solo leggermente in affanno su Belotti – 6

ALBIOL. Il Napule del primo tempo è spettacolo puro e i due compari della difesa se la spassano da spettatori. La ripresa però comincia al risparmio e là dietro devono aumentare l’impegno energetico. Grosse paure non ce ne sono. Il nervosismo quello sì e l’Ispanico paga dazio con Irrati sventolante bandiera gialla – 6

Anche lui ha il merito di fermare con il fisico l’odiosissimo e indimenticabile (per noi napoletani) Zaza. Efficace anche su Belotti – 6

KOULIBALY. In un quarto d’ora, dicesi un quarto d’ora, Ilaria mia seguimi bene, il Napule macina quattro palle gol manco fosse un frantoio di oro verde, anzi oro Verdi. E al Maciste Nero tocca la quarta occasione di capoccia, ma Sirigu ribatte. Il resto è un giallo anche per lui e qualche balletto incerto di troppo – 6

Il giallo non ne limita l’approccio fisico, forse solo un po’ quello mentale. Se la cava benissimo, insomma – 6

LUPERTO. Intendiamoci: la felicità di vederlo in campo è notevole, pazienza se irrompono peccati mortali d’ingenuità come quel rigoraccio su Berenguer. Detto del male, il bene è tanto, a partire dal cross che fa flipper sulla difesa del Toro e finisce a Insigne per lo zero a uno. Indi, stoppa provvidenzialmente il solito Zaza al 67’. Nonostante tutto, merita più della sufficienza. Viva la rosa, viva Re Carlo – 6,5

Devo dire che la gioia dei tre punti, oggi, è superata solo dalla gioia di vedere Luperto in campo (al netto del rigore e dell’inesperienza) e l’ottima prestazione dell’amico Verdi di cui diremo tra poco – 6,5

MAKSIMOVIC dal 74’. Entra per Luperto in un posto che non è suo e in uno stadio che era suo. Poteva fare sfracelli a danno nostro, come quel disimpegno idiota e suicida all’81’. Poi si ambienta e si raddrizza – 6

La tempra la si acquista sul campo: lui non si fa intimorire dai fischi che lo accolgono – 6

ROG. Dice un salmo, Ilaria, che i giovani devono cingere le vesti ai padri. E lui così fa con il Capitano. Il Giovane Rog e l’Anziano Hamsik. Gli porta la borraccia e gli presta le gambe per consentire a Marek di pittare. Anche lui, dal primo minuto, ha la possibilità di maturare e rodarsi, una volta tramontato lo stalinismo del circo. Il fallo su Zaza, con tanto di cartellino giallo, è una benedizione dal cielo, meglio così – 6,5

Tutto quello che viene fatto su Zaza è manna, sempre in virtù di quel ricordo che abbiamo detto sopra, Fabrizio. Ma tu pensa che gioia dovrà aver provato quando ha capito che, dopo quasi due anni, sarebbe stato titolare. La voglia di dimostrare a Re Carlo riconoscenza e attenzione ai suoi precetti si è mischiata alla sua naturale irruenza tenuta, però, più sotto controllo – 6,5  

ALLAN dal 60’. Entra e sradica piedi su piedi, togliendo solo il pallone. E va pure vicino alla marcatura personale. Si è ripreso dalla serata storta di Belgrado – 6,5

Presenza fisica per difendere il risultato – 6

HAMSIK. Il Napule domina e lui detta e palleggia, contando sulla giovane guardia del corpo croata. Talvolta pitta, come quel ricamo in profondità al 16’ – 6,5

Al 90’ ancora segue i compagni e soprattutto cerca spazi per innescare un gol. Direi che è un risultato enorme, Fabrizio – 6,5

VERDI. Dodici punti alla quinta giornata consentono l’eliminazione di qualche macigno dalle nostre scarpe, Ilaria. Dopo lo sciagurato tre a zero di Marassi, il povero Verdi e Re Carlo sono stati bombardati dal fuoco amico, domestico nonché nostalgico alla stregua di due cretini, uno in campo, l’altro in panca. Verdi dunque rigioca sin dal primo minuto e segna lo zero a due su meraviglioso assist di Mertens. L’intesa con Ciro è da brividi, pencolando tra le due linee là davanti – 7

L’intesa è quella che ho annotato anche io, definendola, nel mio taccuino, magnifica. Lui e Mertens dialogano che è un incanto e l’azione che porta al suo gol – la più bella – ne è la prova evidente – 7

ZIELINSKI dal 54’. San Piotr conferma la regola aurea di Belushi buonanima: il Toro accorcia con un regalo di Luperto, il gioco si fa duro e Zielinski entra e sistema le cose. Strappo sontuoso fino all’area di rigore, lui consegna e tra Callejon e Insigne è solo una formalità – 7

Quando entra Piotr, in genere, è una certezza – 7

CALLEJON. Il quattro quattro due gli dona sempre di più, anche se la fatica è tanta e bisogna cucire in continuazione i vari reparti. Perdipiù prende gomitate e mazzate (Izzo e Aina). Spreca qualche sponda succulenta e solo il palo gli nega il gol – 7

Corre come un pazzo, ci mette tutto il fiato che ha. Insostituibile per tutti. Non c’è niente da fare – 7

INSIGNE. Magnifico è aggettivo che rievoca troppo il passato. Qui siamo oltre: Lorenzo è Superbo. Re Carlo l’ha tolto dalla gabbia di sinistra e gli ha indicato un orizzonte ampio. Lui ricambia la fiducia e fa due gol da centravanti puro. La reinvenzione di Insigne è uno dei fenomeni più importanti del Napule di Dela. Sempre viva Ancelotti – 8

La liberazione della fantasia dagli schemi e posizioni fisse. Lorenzo attaccante è la creazione finora più maestosa di Re Carlo, una scoperta che da sola vale il prezzo del biglietto. Due gol capitati forse un po’ così, ma che se non sei un fuoriclasse non segni: il primo nato da un rimpallo contro il difensore, ma piazzato sotto la traversa in modo perfetto. Il secondo nato da un palo di Callejon da cui viene fuori un palo interno che si trasforma in rete – 8

MERTENS. Verdi gli restituisce la voglia di correre e giocare: da sinistra gli serve due assist, uno perfetto per lo zero a due, l’altro più corto. Peccato. Non sta mai fermo e fionda palloni importanti in area – 7

Duetta sia con Verdi che con Insigne e nella prima mezzora corre talmente che i granata non ci capiscono granché. Era parecchio che non vedevo Ciro in campo così. Una gioia per gli occhi – 7  

ANCELOTTI. Viene voglia di scrivere un saggio sulle sue qualità, ma lo spazio è tiranno e allora mi limito, Ilaria, a una considerazione che a me appare banale ma a molti no: il Napoli ha uno dei migliori allenatori al mondo. Speriamo che si cominci a capire. Ha cambiato modulo, allargato la rosa, fatto esperimenti arditi. E siamo lassù – 8

Ho tremilamille annotazioni sul mio taccuino alla voce Re Carlo ma basta descrivere la sensazione che provo guardandolo e ascoltandolo parlare: Carletto è uno con cui potresti sederti a mangiare un panino con la porchetta ad una sagra di paese, di fronte a un bicchiere di vino e stare da dio, ma anche quello che se lo portassi a vedere un film in russo sottotitolato in arabo ti spiegherebbe tutta la sua genesi, il significato recondito e te ne farebbe trovare il lato interessante. Ma, soprattutto, è uno a cui diresti, guardandolo negli occhi: “Carlè, accarezzami la testa e fammi addormentare” – 8  

ARBITRO IRRATI. Dà un rigore a colpo sicuro, senza Var, e bersaglia il Napule di cartellini gialli. Però continua a portare fortuna al Napoli – 6

E noi lo salut

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