Samp-Napoli 3-0, pagelle / Partita penosa, sfortunata e nervosa. Ma è solo la terza per Re Carlo

Promossi solo Allan e Ounas, che scopriamo non essere un brocco. Per il resto una serata da dimenticare, soprattutto per lo sfortunato Ospina

Samp-Napoli 3-0, pagelle / Partita penosa, sfortunata e nervosa. Ma è solo la terza per Re Carlo

OSPINA. Tapino Ospina. Che ciorta. Una partita da disoccupato, senza neanche una parata. Solo che la Sampdoria centra tre volte la porta e tre volte fa gol. Per farsi notare s’impegna in un paio di rilanci maldestri o sbagliati. L’unica consolazione sono le scuse dello Stabiese dopo il favoloso tacco del tre a zero – 5

C’è da dire che: bello il primo gol di Defrel, sul quale l’errore è più della difesa che del portiere; il secondo gol di Defrel è stato deviato da Albiol, sennò Ospina lo avrebbe preso; il terzo gol di Fabio è stato straordinario. Insomma, la considererei solo una serata decisamente sfortunata per il nostro portierino. C’è un’inquadratura di Sky che è l’emblema della sua serata: lo ritrae con le mani sulle ginocchia, leggermente piegate. Vorrebbe scomparire, si vede dall’espressione, anche perché ha appena sbagliato un rilancio con i piedi mandandolo direttamente in fallo laterale. Non può essere così una puzza: è stata solo una serata no. Meglio il 1° settembre che il 1° maggio – 5

L’imbarazzo in difesa

HYSAJ. Settembre inizia malissimo per tutta la squadra e nel momento del bisogno, in fase offensiva, i suoi piedi fucilati irritano il povero tifoso sofferente. Senza dimenticare che la fascia destra con lui e Verdi è più evanescente di un fantasma. E abbiamo detto tutto – 5

Mediocre in fase difensiva (Defrel ne fa carne da porco); in fase offensiva si spreca in cross deboli e palloni buttati in area alla rinfusa –5

ALBIOL. Sembrava in serata, almeno fino al 10’, quando ha fatto una chiusura salvifica. Vana illusione. Benché tornato nazionale, l’Ispanico condivide con i compagni di reparto altri tre gol sul groppone. In tutto sei in tre partite. Mentre la Sampdoria sarrita di Giampaolo si è divertita a bailare a velocità naturale (e qualcosa di più anche), la difesa azzurra ha opposto un ritmo da tartaruga o ippopotamo, fai tu cara Ilaria. E lui, Albiol, si è persino preso una puntura di vespa (quella vera, non Stabiese) – 5

Qualche chiusura e poco altro. Incerto, spaesato, devia in porta il tiro di Defrel che, ieri sera, anche con i nostri errori in difesa, ha vinto un terno al lotto – 5  

KOULIBALY. Meravigliano i passaggi buttati via senza senso. Meravigliano tante cose brutte del nostro Colosso Nero. Tenta di rimediare come può al disastro generale ma annaspa senza pietà. Il Napoli ha perso sul campo, per carità, ma il Destino ci ha messo il suo se siamo stati capaci di far resuscitare uno zombie come Defrel – 5

Anche lui poco attento sui primi due gol, quando chiude lo fa in maniera precipitosa buttando via palle che potevano essere utilizzate per ricostruire il gioco, come ci ha sempre abituati. Apre una piccola autostrada a Quagliarella – 5  

Partita nervosa per Rui

MARIO RUI. Una partita penosa e nervosa, che ricalca i suoi esordi dello scorso anno. Dal suo lato i blucerchiati tracimano vittoriosi verso l’area di rigore – 4,5

Non incide mai e, sul finale, è il più nervoso di tutti – 4,5

Portento Allan

ALLAN. Nemmeno trenta secondi e dona una palla d’oro a Insigne. Come nella cupa Firenze di fine stagione è l’unico a salvarsi. Anzi no, stavolta a fargli compagnia tra le sufficienze c’è pure Ounas. Allan è un portento finanche nella sconfitta ed è ormai spaventoso il modo in cui sradica i palloni dai piedi avversari – 6,5

Ci mette tutta la grinta che può, la caparbietà, la forza fisica. Lo dimostra, per fare un esempio, al 52’, quando non si fa saltare da Ramirez, che ha fatto male i conti con l’oste – 7

Presenze evanescenti

DIAWARA. Saponara, finché resta in campo, gliene combina di tutti i colori. Gioca come imbambolato Diawara. Si sceta solo nei primi venti del secondo tempo ma è troppo poco – 5

Una presenza evanescente, al limite dell’inutilità. Un po’ meglio nella ripresa, ma di poco. E dire che Ancelotti gli ha regalato una grande possibilità – 4,5  

ROG dal 71’. Orsù, Ilaria cara, poteva essere Rog la mossa del cavallo? Piuttosto una mossa disperata – 5

E si rivede il suo colore preferito: il giallo del cartellino arbitrale – sv  

ZIELINSKI. A tratti, meglio, per alcuni secondi, si scorge appena il San Pietro ammirato e osannato contro il Milan. Ma sono fuochi fatui i suoi pochissimi strappi – 5

All’inizio cerca Verdi con palle precise e larghe. Sul primo gol di Defrel ha anche lui delle responsabilità. Mai incisivo. Tutto sommato una prestazione mediocre – 5

Il compitino di Verdi

VERDI. È diverso da Callejon e in teoria dovrebbe puntare l’uomo. In teoria. Nella pratica non succede mai. Si limita solo a sporadici cambi di gioco, da una parte all’altra del campo. E così non esce dagli spogliatoi dopo il primo tempo – 5

Una grande corsa: si fa il campo avanti e indietro per tutto il tempo che resta nel rettangolo di gioco. Controllo spesso impreciso, anche se ci prova sempre, a trattenere la palla in campo. Sembra quasi svolgere solo il compitino assegnatogli: tocchi semplici e banali. O forse è che sostituire il genio di Callejon è troppo complicato: si sfigura sempre – 5  

Attenzione: Ounas non è un brocco. Ripetiamo: non è un brocco

OUNAS dal 46’. Il suo ingresso ha un impatto positivo. Tocca il suo primo pallone e provoca quasi un autogol della Sampdoria. Non è un brocco, come pensava il Predecessore, e non è un fenomeno. È un giocatore che tornerà utile ancora – 6,5

Entra lui e cambia il passo. Veloce, grintoso, reattivo. Recupera palloni complicati, se li porta a spasso dribblando avversari, rimane incastrato e si divincola da solo. Litiga finanche con Quagliarella mandandolo su tutte le furie, come se ad avere più esperienza fosse lui e non Fabio. Un’emozione scoprire che non è un brocco. Promosso – 7

MILIK. Dov’era? – 5

Aspettava palle che non sono mai arrivate. Quando è entrato Milik è persino un po’ arretrato per cercare di andarsele a prendere, ma è stato inutile – 5  

Panca per Lorenzo

INSIGNE. Si accende subito. Poi nulla più. Indolente come non accadeva da secoli. La sua partita è in quello scazzo con Verdi che lo serve male, quando Lorenzo gli dice: “Guardami” – 5

Lo ha guardato Ancelotti, in compenso, che gli ha detto: Esci – 5  

MERTENS dal 46’. Per tornare alla mano nera del Destino: le uniche due occasioni sono le sue e la palla non va dentro – 5,5

Peccato perché il piglio era quello giusto, ma forse i tiri erano poco convinti. Alla fine si demoralizza anche lui – 5,5  

Una serata sfigata

ANCELOTTI. C’è la pausa e il dibattito sui cambi, sia quelli della formazione iniziale, sia quelli nell’intervallo, durerà due settimane. Dio ce ne scampi, Ilaria. E non mancherà chi dirà che Sarri aveva ragione con il suo stalinismo dei titolarissimi perché la rosa è quella che è. Invochiamo pietà: Re Carlo è appena alla sua terza partita con questa squadra. Semmai preoccupa di più l’approccio molle, già visto con Lazio e Milan. E stavolta la rimonta non c’è stata – 5

Non la farei così nera, Fabrizio. La partita è stata bruttissima, ma la gioia di vedere i cambi in campo ha fatto da contraltare allo scempio a cui abbiamo assistito. La ventata di freschezza e possibilità portata da Ounas è impagabile, il mostrare a tutti che nessuno è al sicuro e che se non si gioca bene si finisce in panca, pure. Credo che quando si cambia non può certo andare sempre bene, perciò una partita come quella di ieri ci sta. La rivoluzione calma di Re Carlo necessita ancora qualche correzione, ma c’è tutto il tempo. E poi non dimentichiamo l’alone nero che aleggiava sulla serata: quante probabilità ci sono che un difensore venga punto da una vespa mentre è in campo, ad esempio? Abbiamo assistito persino allo scivolone di Ancelotti in panchina. Derubricherei il tutto a una serata viziata dalla sfiga – 5  

ARBITRO MASSA. La partita s’incattivisce e lui è totalmente inadeguato – 5

Il suo arbitraggio, anzi, innervosisce ancora di più gli animi – 4,5

 

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