Sconcerti dietrofront: «L’Inter è come un’allergia, mai grave ma incurabile»

Il commento di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera: «Dopo un primo tempo perfetto, la squadra di Spalletti è scomparsa dal campo».

Sconcerti dietrofront: «L’Inter è come un’allergia, mai grave ma incurabile»

È già finita la storia dell’anti-Juve

Pochi giorni, due partite e tutto cambia, si ribalta, viene annullato dalla realtà. Mario Sconcerti sul Corriere della Sera critica duramente l’Inter di Spalletti, bloccata sul pareggio a San Siro dal Torino. Vedremo le parole (severe) scelte dall’editorialista, ma intanto vi riportiamo quelle scritte appena dieci giorni fa, alla vigilia del campionato: «È come se Spalletti stesse costruendo una squadra che cerca di vincere da sola, con un gioco avventuroso, fatto di momenti, con tutti giocatori capaci di segnare da un momento all’ altro. C’è poco equilibrio, c’è molta classe. Ma oggi l’equilibrio è saper segnare anche quando si gioca male». È sempre Sconcerti, eh.

Oggi, un punto in due partite dopo, ecco il dietrofront: «Contro il Torino, l’Inter ha giocato un primo tempo perfetto. Poi è scomparsa, come avesse avuto un infortunio grave. Non un calo fisico perché non avviene così di colpo e così sparso su tutta la squadra. L’Inter all’inizio della ripresa non ha avuto più niente da dire alla partita. Ora il campionato è lungo ma oggettivamente compromesso nella sua fase iniziale. Il Napoli ha perso nel maggio scorso contro la Juve per 3 punti, la Roma di 4 due stagioni fa. Ora l’Inter è a 5 punti da Napoli e Juve. Il distacco pesa alla seconda come alla penultima giornata. Ma soprattutto non si capisce la logica del risultato di oggi, dove sia il bene e dove il limite. Basta con l’Inter pazza, pensavamo fosse l’ora di una squadra normale. Invece non è nemmeno il momento della stabilità. Manca per intero la metà campo, manca il carattere e l’estro dei centrocampisti veri, manca il carattere di una squadra. L’Inter è come un’allergia, mai grave ma quasi sempre incurabile». È sempre Sconcerti, eh. Che ha semplicemente scoperto la realtà.

 

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