Juventus-Napoli: Allegri comunicatore, il pompiere e la pressione

Mentre l’ambiente juventino incendia l’atmosfera, Allegri ha fatto quello che doveva fare: riportare tranquillità, serenità, consapevolezza. Generare energia positiva.

Juventus-Napoli: Allegri comunicatore, il pompiere e la pressione

La comunicazione del tecnico bianconero

La conferenza stampa di Allegri è stato un virtuosismo di comunicazione. Anzi, di contro-comunicazione. In realtà ce l’aspettavano, l’avevamo scritto tra le righe poche ore fa, parlando del clima non proprio sereno (eufemismo) che i media juventini hanno alimentato in vista della partita contro il Napoli. Sapevamo che Allegri avrebbe indossato i panni del pompiere, dello stratega che abbatte la tensione e sposta la pressione.

Sì, perché le dichiarazioni del tecnico toscano vanno tutte in una direzione: noi siamo in testa, abbiamo quattro punti di vantaggio e non dobbiamo farci prendere dall’ansia. Malissimo che vada, saremo ancora primi con un punto da gestire in quattro partite. La tranquillità e la sicurezza della classifica, unita alla consapevolezza rispetto alle qualità della propria squadra. E poi, il discorso sul Napoli: loro devono vincere, noi non ne abbiamo strettamente bisogno. Quindi, la pressione è tutta dalla loro parte, considerando anche il fatto che «parliamo di una squadra che ha puntato tutto sul campionato». Anche questa frase, in questo contesto, è geniale. Allegri ha recuperato uno dei topos juventini sul “vincere in tutte le competizioni” e ha stuzzicato con intelligenza il Napoli. Senza fare casino.

La differenza con Tuttosport (e i giocatori)

Già dopo Madrid scrivemmo della differenza tra Allegri e buona parte del mondo juventino. Lui, uomo di campo e comunicazione, interpretò al meglio il postgara bollente del Bernabeu. È stato lucido, anche severo con l’arbitro, ma non è mai sceso nell’arena dell’insulto o dell’attacco senza quartiere. 

Stessa cosa oggi: mentre Tuttosport aizza gli animi e parla di patti-scudetto e tifosi in fiamme allo Stadium, e i giocatori sembrano assecondare questo clima, Allegri richiama alla solita “halma” e alla serenità di «un bellissimo finale di stagione». Alla «maturità di tutti i tifosi che saranno all’Allianz» e alla «bellezza del calcio, che ti permette di giocare partite così». Insomma, Allegri ha scelto uno stile antitetico al suo ambiente. Ha rimesso le cose a posto, secondo una logica aziendalista ma non incendiaria. Ha parlato di tranquillità, serenità, entusiasmo, ha caricato l’ambiente di energia positiva. Semplicemente: ha fatto comunicazione, non ha fatto casino. Quello che serviva alla Juventus, in questo strano postpartita agitato dai fantasmi. Il Napoli, invece, viaggia sereno verso Torino. Appuntamento a domani.

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  1. Allegri è bravo a 360 gradi,a differenza di Sarri che è bravissimo su alcune cose è carente su altre.

  2. A leggervi sembra che la comunicazione determini tutto.. Allegri haa squadra più forte, è fuori dalla Champions e ha solo quattro punti di vantaggio su una squadra che costa un quinto della sua. A Cagliari non mi pare lo esaltaste per le sue qualità comunicative

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