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Sportiello ha chiuso gli occhi e si è trovato il pallone di Mertens in petto

In altre partite, una giocata individuale ha risolto le partite. Ieri con Mertens è andata diversamente. Ora il Napoli potrà allenarsi con continuità

Sportiello ha chiuso gli occhi e si è trovato il pallone di Mertens in petto

Napoli – Fiorentina  0 – 0

Non dev’essere sembrato vero a Sportiello quando, una volta chiusi gli occhi e invocato tutti gli spiriti salvifici possibili, si è ritrovato il pallone, scagliato da Mertens, dritto in petto e tra le sue braccia.

Il momento della partita è chiaramente questo. Poteva essere anche la parata simile di Reina su Simeone, ma questa rappresenta molto il momento che sta vivendo il Napoli.

Sprazzi di solito gioco, veloce, preciso e ipnotico, alternati a momenti di poca lucidità che si intrecciano e portano ad errori grossolani.Quest’anno ho parlato molto spesso del fatto che nelle partite bloccate (quelle che l’avversario ha preparato cucendo il proprio gioco negli spazi vuoti del tuo) la giocata del singolo è quella che fa la differenza. L’abbiamo visto con la Spal, con l’Atalanta e così via. Non è facile analizzare una partita così e non è facile analizzare il momento del Napoli. Come dissi dopo la partita contro la Juventus, il momento può rappresentare unità di tempo molto variabili. Potremmo quindi dire che il momento della partita in questione, può essere estratto e utilizzato a rappresentare il momento generale delle ultime partite.

La peggior Champions di sempre

Sinceramente credo molto poco alla cosa che il Napoli soffra l’avvio anticipato della propria stagione. Il preliminare di Champions è stato tre giorni prima dell’inizio del campionato. Credo di più al fatto che questo girone di Champions abbia deluso i giocatori e li abbia lasciati scarichi mentalmente. La partita col Feyenoord è stata un esempio. Un esempio di rara bruttezza. Così come i tifosi sono rimasti amareggiati, così lo saranno stati i giocatori. Abbiamo fatto una pessima Champions, la peggiore di sempre. E questo non può uscire dal cervello dell’uomo-giocatore nel giro di poche ore. Può uscire dal mio cervello, che sono un tifoso, ma non da quello della persona che è scesa in campo in quelle partite e dovrà continuare a scendere in campo con quel peso sul groppone.

Allenarsi con continuità

Non è un momento semplice ma, fortunatamente, non è nemmeno una tragedia. Questi punti persi ci sembrano pesare tantissimo perché ci fanno tornare alla mente quelli persi in maniera stupida in passato, un senso di deja-vu che ci fa pensare a tutti gli obiettivi sfumati.

La cosa positiva è che adesso, finalmente, la squadra avrà tempo di allenarsi per una settimana intera con continuità. Credo sia la prima volta dopo il ritiro. Non è una cosa da poco.

Ora testa al Torino. Poi, lavoro permettendo, ci rivedremo allo stadio per Napoli – Sampdoria. Perché alla fine noi stiamo qua per il Napoli, niente c’è dovuto ma tutto quello che ci viene dato ce lo pigliamo. E si va avanti.

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