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È la miglior Champions possibile, che peccato le fasce formato-Platini

La nobiltà europea si dà appuntamento conoscerà oggi l’ultimo tabellone Champions violentato dai criteri di sorteggio non pienamente meritocratici.

È la miglior Champions possibile, che peccato le fasce formato-Platini

Mancano solo Arsneal, Inter e Milan

I nomi dei 32 club che oggi saranno in lizza nel sorteggio di Champions ci spiegano che non potrebbe esserci di meglio. Dei top club più importanti, volendo fare i pignoli, mancano Inter, Milan e Arsenal (rimaste imbottigliate nei loro campionati, hanno lasciato spazio a Roma, Napoli e Tottenham). Il riferimento temporale sono le finali degli ultimi dieci anni. Poi c’è tutta la nobiltà possibile. Le spagnole col contingente migliori (Real, Barça, Atletico e Sivigliaa); le due regine di Germania (Bayern e Borussia Dortmund) con la sorpresa RB Lipsia; le tre grandi storiche del Portogallo (Benfica, Porto e Sporting); i due grandi progetti francesi (Psg e Monaco). Insomma, il meglio del meglio. Anche dalla Premier, con le tre inglesi campioni negli ultimi quindici anni (Chelsea, Man United e Liverpool) più il City di Guardiola e il Tottenham. Che, a ripensarci meglio, in questo momento stacca nettamente l’Arsenal in disarmo.

Insomma, davvero un carnet completo. Il Napoli, partito in seconda fascia lo scorso anno, si ritrova a questo tavolo con un ruolo diverso da quello dell’outsider. Non fosse altro che per i risultati degli ultimi anni, dalla semifinale di Europa League del 2015 fino all’ultima positiva esperienza di Champions, il primo posto nel girone e gli ottavi giocati alla grande contro il Real Madrid. La grandezza di questa squadra sta nella riconoscibilità internazionale del suo gioco e nella forza di un organico importante (il 13esimo più costoso del tabellone secondo Transfermartk). È passato molto tempo dall’esordio come outsider nel 2011. È passato tanto calcio qui, tanto calcio in Europa. Ma il Napoli continua a far parte del gruppo delle migliori. Anzi, ne fa parte a pienissimo titolo.

Un tabellone violentato

Proprio per questo, e andando molto al di là del Napoli, fa rabbia vedere la composizione delle fasce. Il fatto che il Barcellona o il Psg non possano stare in prima fascia “per colpa” di Shakthar Donetsk o Spartak Mosca grida davvero vendetta.Il fatto che lo stesso Napoli oppure il Tottenham e il Liverpool debbano guardare il Benfica due fasce più in giù è una situazione senza giustizia. Il rischio è quello di costruire un tabellone non equilibrato,di dar vita a ottavi di finale scontati e senza una reale competitività. Il Napoli, nel sorteggio del 2016 da club di seconda fascia, fu abbastanza fortunato. Ma comunque ebbe da giocare contro tre club campioni nazionali.

La possibilità che lo squilibrio si dilati arriva fino al sorteggio degli ottavi. Il Napoli fu molto sfortunato ad incrociare il Real Madrid, anche perché nel frattempo ci furono sfide abbastanza ridicole (Siviglia-Leicester City, ma anche la stessa Juventus-Porto). Un peccato, perché in questo modo non si stimola la competitività in nome di un criterio di sportività che non esiste, anche perché alla fine si limita a una certa parte della competizione. Si pensi che, dal 2011/2012, in semifinale ci sono sempre state Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco. Ogni anno con una cenerentola diversa ad accompagnare (il Chelsea, unico e ultimo club “fuori” a vincere, il Dortmund, due volte la Juventus e due volte l’Atletico Madrid).

L’ultimo anno

Si tratta di un vecchio retaggio della reggenza di Platini. Un’eredità resa obsoleta dal tempo che passa e dalla nuova riforma in modalità Superlega. Questa sarà l’ultima Champions “aperta”, dal prossimo anno 16 su 32 posti del tabellone principale saranno occupati fin dalla fine dei campionati. Potrà non piacere, ma lo spettacolo vero si fa così, non con i carneadi in prima fascia. Perché il Leicester campione d’Inghilterra può anche meritare questo onore, ma è difficile pensare che allo Shakthar Donetsk basti vincere il duello con la Dynamo Kiev per evitare lo scontro con i migliori del continente. E che una squadra come l’Atletico Madrid, una semifinale e due finali negli ultimi tre anni, debba partire dietro lo Spartak Mosca.

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