Napoli ha sconfitto il Sun. Una città che sembra vivere con l’idea di essere sotto un attacco perenne

Una città che si divide su tutto, ma è compatta quando finisce sotto accusa. Non è più pericolosa, ma che cos’è? Quale aggettivo la fotografa?

Napoli ha sconfitto il Sun. Una città che sembra vivere con l’idea di essere sotto un attacco perenne

La città compatta nel difendersi

Caro direttore, ora che il Sun ha battuto in ritirata su Napoli e la sua (presunta?) pericolosità, provo a fare un ragionamento con te e i lettori del Napolista.

La reazione dei cittadini all’articolo del Sun è stata corale, uniforme, energicamente tesa all’obiettivo finale. Sui social, sui blog (meno sui giornali e in tv per la verità) una gioiosa macchina da guerra ha invocato, preteso e ottenuto che il tabloid britannico cospargesse la sua testata e i suoi redattori di cenere e facesse ammenda. Risultato raggiunto. Il Sun non ha provato neanche a difendere le sue ragioni, semmai ci siano state nella stesura di quel pezzo tanto divisivo.

Questa reazione così capillare, omogenea, della città mi ha sorpreso. Napoli si divide su tutto. Persino sulle previsioni del tempo. Ma si ritrova combattiva, compatta, schierata a testuggine quando la città viene criticata, attaccata, fotografata nei suoi lati negativi. Spesso si contesta ai detrattori di Napoli la mancanza di analisi, la ricerca facile del titolo a effetto. Però anche su Saviano, a cui si possono contestare tante cose ma non l’assenza di un ragionamento, negli ultimi tempi le schiere dei critici a oltranza sono diventate più affollate.

In linea con la gestione in difesa del territorio da parte di de Magistris

Insomma, riprendendo il filo principale, sulla difesa di Napoli i suoi cittadini ritrovano un’unità che fa difetto da secoli. E questa omogeneità di intenti e di vedute fa il paio con la gestione autoreferenziale, fiera e tutta tesa alla difesa della territorialità di de Magistris. Quasi che l’una colmi l’altra in una sorta di mutuo soccorso quando è in gioco il marchio Napoli.

Oltre il Sun e oltre Saviano

Ma se Napoli non è pericolosa come titola il Sun, se Napoli sempre più spesso respinge le analisi impietose (per me condivisibili, lo sai) di Saviano, se i napoletani si sentono maltrattati dalla stampa e dai media nazionali e internazionali, cosa è davvero Napoli oggi? Anzi, facciamo un giochino: leviamo la pericolosità territoriale invocata dal Sun, sottraiamo per un attimo (per un attimo) il richiamo alla camorrosità e alla camorra di Saviano, qual è – oggi – l’aggettivo che meglio rende Napoli, che secondo gli stessi napoletani fotografa la  città? Ci sarà pure, con tutti i limiti di una sintesi, un aggettivo che, secondo i cittadini, scolpisce Napoli.

E qual è?

Perché – ed è qui la seconda parte del ragionamento – a negare ci si ritrova sempre, soprattutto se si vive con l’idea di subire un attacco perenne. A costruire si rimane in pochi.

Giampaolo Longo ilnapolista © riproduzione riservata
  • Luigi Ricciardi

    Un aggettivo? Complessa.

  • Il Boemo

    Lol ma che domanda è?

  • Ermanno Giamberini

    A me non sembra che quella dell’attacco perenne sia solo “un’idea”. E di certo ,(parlo ovviamente a titolo personale ma non sono il solo a pensarla così), difendersi dalle frequenti analisi prive di fondamento quando non addirittura pretestuose, non mi sembra un fatto negativo . E non solo perchè ritrovare un po’ di orgoglio è spesso il punto di partenza per (ri)costruire . Ciò che sembra sfuggire all’autore della lettera (la cui analisi, mi perdonerà, è una generalizzazione che mostra probabilmente un’incompleta conoscenza di quanto accade in città e nelle sue periferie) è l’esigenza di avere un’idea di Napoli “normale” ; quando dico normale non invito certo a fare come gli struzzi , ma piuttosto a raccontare tutto ciò che questa complessa città (ma esistono metropoli che non lo sono ?) , nel bene e nel male sa esprimere. Ritengo di non dire nulla di strano se affermo che Napoli fa facile notizia nel male e penso di non essere l’unico che nota che titoli del tipo “Arrestati tre rapinatori napoletani” diventano “Arrestati tre rapinatori ” se i tre malviventi non sono nostri concittadini. Come pure è innegabile che viviamo sempre accompagnati dai luoghi comuni , che un tempo erano “allegri, confusionari, simpatici” ed ora “disonesti, furbi, delinquenti”. Quanto a Saviano , il cui merito nell’aver portato l’attenzione nazionale su certi fenomeni è indubbia, personalmente gli contesto il totale disinteresse nel descrivere le tante forze positive, spontanee e pulite che costruiscono , non da una tastiera di pc. Se è un giornalista bravo e serio , cosa della quale non discuto , perchè continua ad ignorare le associazioni e le persone che si battono ogni giorno con successo e che trarrebbero vantaggi enormi nel vedersi raccontare sui media nazionali ? Io trovo molto più positivo e costruttivo reagire, anche con veemenza, ad attacchi come quello del Sun ( di fronte al quale mi ha impressionato il silenzio di Saviano & co.) che subire in quel perenne stato di senso di colpa nel quale siamo stati educati a vivere (“perchè in fondo siamo come ci descrivono e quindi ci meritiamo tutto ciò che ne consegue”) e dal quale molti napoletani stessi siu vergognano di uscire.

  • michele o pazzo

    …seguendo il ragionamento, l’aggettivo è settaria.
    Ovviamente la questione è più complessa.

  • Federico Villani

    Sono molto in sintonia con il pensiero di Saviano, voglio premettere ciò, sul cancro che è la camorra che infetta e devasta il nostro territorio e per estensione le brave persone che lo abitano. Però come dice l’amico Ermanno Giamberini non l’ho mai(o quasi) sentito elogiare le organizzazioni che si espongono contro le associazioni criminali di stampo mafioso o “classiche”, di quei cittadini che invece mostrano quello che è l’altro volto di Napoli… (che unica ed indivisibile nel bene e nel male. non esistono una napoli bene e una per male!!)Che essendo una metropoli ha isterismi, criticità e controsensi tipici di una grande città. Per lavoro sono a Milano e Roma due volte l’anno per qualche settimana e posso dirti che anche in queste due Bellissime città si vivono le stesse “situazioni” poi è sufficiente infomarsi e constatare che a Milano c’è la mafia di fatto, come organizzazini criminali territoriali e quella finanziaria. Roma invece è quella che somiglia di pù a Napoli sotto l’aspetto della criminalità organizzata.
    Io non riesco a definirla(Napoli) con un aggettivo per me è:Straordinariamente conflittuale!
    è una città bellissima e Brutta, Paifica e violenta, pulita e sporca, fiera e servile, carnefice e vittima
    ma è sicuramente città aperta, ospitale ed accogliente dello straniero e delle diversità.
    Napoli è tutto e niente!!!
    Napoli è….!

    • Federico Villani

      Del sun(tabloid della bufola e dalla boutade facili) e del suo articolo non ne parlo, bastano i dati sulle visite tristiche, come risposta, di quest’estate(io lavoro nel campo ricettizio) è la città che ha avuto la crescita maggione in materia di numeri(in calo Milano e Roma, stabili Firenze e Venezia) ed ha fatto passi avanti, enormi, in materia di accoglienza.

      • Jacopo Carrucci

        Ma quando mai, ancora con questa bufala del turismo percepito. In rapporto agli abitanti (900mila o 2 milioni cittá metropolitana) il numero di turisti é un bel po’ inferiore all’idea classica di cittá turistica. Una metropoli può essere definita tale solo se scoppia di presenze – Barcellona per esempio, ma da tempo non ne può più, sono sorti comitati anti-turisti – a Venezia e Firenze non ne parliamo, ne hanno fin sopra i capelli. A Napoli il turismo grosso é Natale e Pasqua, il resto dell’anno è un flusso assolutamente normale per una cittá d’arte italiana, altro che boom.

        • alfonso

          C’è un trend positivo mi sembra. La città si sta risollevando dal cataclisma mediatico dell’emergenza rifiuti. L’immagine della cittá è ancora fragile, va protetta. Se devo identificare delle criticitá per il turista a Napoli, le troverei nella sporcizia, nell’incuria, nella scarsitá dei servizi, nei palazzi dalle facciate fatiscenti. Quello della sicurezza è un finto problema, come lo è a Londra e Parigi in relazione ai recenti attentati terroristici. Napoli, però, del turismo ha molto più bisogno.

          • Jacopo Carrucci

            Infatti Alfonso. Il mio appunto riguardava solo chi pappagallescamente ripete il mantra del turismo dando solo un’occhiata in strada nelle ore di punta o ai dehors dei bar. Lo storytelling politico sul turismo è drogato, eccessivo. Ció che infastidisce è la propaganda che porta solo disillusione. Poi è chiaro che gli sforzi verso la crescita turistica sono tangibili anche perchè Napoli è città difficile non a misura di turista (trasporti in primis)

          • Federico Villani

            Come leggerai dalla mia risposta non ripeto pappagallescamente, ma nel settore ci lavoro!!!!

        • Federico Villani

          so di essere ridondante, ma io ci lavoro nel settore…
          In ogni caso ti sei risposso da solo, è ovvio che prenda i dati dal 2011.(devo spiegarti perchè?) e tra le città Italiane(le grandi città, Firenze e Venezia non sono configurabili come tali) è quella che ha letteralmente suito un boom, il 20% sono percentuali bulgare che si parta da zero o da x. inoltre a me risulta che quest’anno si è toccato il 25/30%(dipende dalle zone di soggiorno), comunque in ogni caso una crescita esponenziale e continua. Poi commetti un errore facile in cui incappare, ossia “limitare” Napoli a città d’arte, molti dei miei clienti(la maggioranza) non vengono solo per i siti storici e di raapresentazione artistica ma anche per i paesaggi, la cucina, il mare e la movida nootturna.
          Forse sei di formazione portato a vedere le criticità(cosa legittima) ma è innegabile, anche questo, che l’accoglienza ha fatto passi da gigante in avanti. B&B a nero? certo che ci sono!!! Sei mai stato a Milano o Roma e fatto una piccola indagine?(anche se basta consultare i dati di federalberghi) Anche li come i funghi… Sono ovunque!!
          Per non palare della Spagna, della ,Croazia e dell’Inghilterra…(in Francia ne ho visti molto meno).

          Ps per quanto possano dire basta con le orde che invadono, il turismo fa “mangiare” tutti!!!Alberghi, casa vacanze, ristoranti di ogni genere, ambulanti, shops turistici e non, polittci, etc. etc. Se dovessero suubire drastiche riduzioni di afflusso, “inizierebbero a mangiarsi le mani…” come sta succedendo a Milano e Roma(circolare federalbergi e ristoranti). Firenze e Venezia sono stabili e colloquiando con colleghi delle due città, hanno già manifestato le loro preoccupazioni. Scherzando con me che queeto è il momento di Napoli e provincia e se ne abbiamo qualcuno in più di mandarlo da loro(ovviamente scherzando, quest’ultima parte)

          Ps2 Inoltre molti che ci hanno visitato l’estate scorsa, sono tornati… e quelli che strutturano la loro vacanza nella visita di più città dedicano più giorni e quelli conclusivi(che noi del settore riteniamo i più importantii) a Napoli e provincia… Infine(questo è un ato riguardante la mia struttura) c’è stat un incremento sostanziale di visitatori Israeliani che precedentemente avevano come met turistiche Firenze, venezia e Milano!!!!

  • achille cirillo

    Tralasciando l’articolo senza ne capo ne coda del Sun (frutto di un idea preconcetta e non di un analisi vera e onesta), Napoli è sicuramente perennemente sotto attacco, vittima più di altre realtà di un giornalismo sempre più interessato al sensazionalismo che alla reale e semplice informazione e dei sempre pronti sermoni dell’intellettualoide di turno (spesso anche autoctono). Detto questo lungi da me negare le indubbie criticità che affannano la città. Aggiungo che finalmente almeno per una cosa la città riesce a compattarsi, il problema semmai è che ci riesce di rado e non al punto tale da fare sistema. Credo anche che sia un bene che la città tutta si ribelli a una certa narrazione prendendo una coscienza nuova che le precedenti generazioni ignoravano. Bisogna peró evitare di cadere di contro, come spesso accade nella ricerca del riscatto tramite un’olografia tanto inutile quanto sovrastimata. Il sentimento di orgoglio e di riscatto devono essere meno inutilmente narcisistici e più “operai”. Napoli oggi credo possa essere paragonata ad un pugile nettamente meno preparato dell’avversario ma con talento e orgoglio su cui fare leva per poter crescere, competere e vincere. Un solo aggettivo come chiesto dall’articolista è impossibile, i mille volti, le mille sfaccettature, le mille contraddizioni, necessitano di altrettanti aggettivi. Quello che peró sintetizza la mia visione di Napoli, oggi è sicuramente “inconsapevole” (o quanto meno ancora non pienamente consapevole di sè)

    • Jacopo Carrucci

      Più o meno come le altre metropoli?? Avevo dimenticato che a Budapest o Madrid fanno le stese in motorino uccidendo ragazzi di 16 anni.

      • achille cirillo

        ma io non nego proprio nulla, sono ben consapevole delle problematiche della mia città, e dire che anche altre metropoli hanno problemi di criminalità o altro, non credo sia negare o sminuire quelli presenti a Napoli. Vivo da anni a Milano (città piena di servizi per il cittadino) ma credi sia una città sicura? No non lo è, e non lo dico io ma le statistiche (che sono fatti). Guardo la mia città per l’insieme, non faccio finta di non vedere le grandi falle che ci sono, tant’è ge ho detto che il sentimento di orgoglio dovrebbe essere più attivo, più operaio,ma guardo anche il resto fatto di normalità e di gente che vive una vita normale come a Budapest o Madrid. Poi se si vuole continuare a vedere e credere che ci sia solo Gomorra, fai pure.

        • Jacopo Carrucci

          Non c’é solo Gomorra, è chiaro, ma il grado d’insicurezza é di gran lunga peggiore delle altre cittá europee. Non volendo il Sun secondo me c’aveva azzeccato. Il numero di morti ammazzati (che ‘varranno’ in termini di pericolositá più di uno scippo o una rapina a Milano, scusa eh) in crescita nel 2016 (77) e le stese coi proiettli a chi cojo cojo sono un unicum. Anche Palermo è ben lontana da simili ‘standard’. Quindi per me l’inciso di cui sopra dovrebbe essere ‘a Napoli, fermo restando le tante bellezze e prelibatezze, stiamo un po’ inguaiati’. Questo sarebbe parlar chiaro, senza propaganda

          • alfonso

            L’ambasciatore Italiano a Londra ha sottoloneato come in nessun indice Napoli risultasse tra le città più pericolose. Ad esempio, 77 morti sono il numero sulla provincia, bene o male 3-4 morti ammazzati su 100.000 abitanti per anno. Giusto? Tanto per intenderci, è una cifra ben al di sotto di Chicago, Baltimora, Detroit, ed in linea con tante altre americane ed europee.

          • achille cirillo

            Esattamente

          • Jacopo Carrucci

            Si ma il Sun, nella sua superficialità, ha scelto Napoli per area continentale (è chiaro che Rio è più pericolosa ma non sta sulla ‘mappa’), e nel nostro piccolo continente siamo la città con più fatti di sangue- non omicidi qualunque, es femminicidi, ma di stampo camorristico -, se poi vogliamo negarlo va bene tutto

          • alfonso

            Trovo in internet i dati degli omicidi nelle città Italiane, mentre ne trovo molti meno su altre città europee. Forniscimeli tu, se no parliamo di aria fritta. Sarò provocatorio: è forse più grave l’omicidio di camorra rispetto a quello di altra matrice? Forse a Parigi e Bruxelles non hanno quartieri / ghetto, dove si fondono criminalità comune, organizzata e terrorismo.
            E non esistono organizzazioni criminali a Londra, Berlino o Parigi, perché lì la droga arriva e se ne va in giro da sola. Come del resto fanno le prostitute a Milano, che sono tutte libere di vendersi, per le strade del centro, al primo che passa.

          • Livan Clif

            In termini di pericolosita è ovviamente e logicamente piu pericoloso un omicidio di camorra di uno chenavviene in ambito familiare. Parliamo di pericolosità, non di gravità.

            Guarda te lo fornisco io un dato su cui poter ragionare: mediamente i feriti da arma da fuoco sono piu dei morti ammazzati. A napoli le rapine finiscono spesso con un proiettile nella coscia anche in pieno giorno. Sei sicuro che i borseggi in centro a parigi o a barcellona finiscano così?

          • alfonso

            Mica a parigi e barcellona non ci sono le rapine. Mi sembra anzi che parigi abbia un grosso problema di ordine pubblico nelle sue periferie. In qualche quartiere di bruxelles non è più occidente dicono.
            In Italia i dati e le classifiche li ha forniti la Polizia di Stato, vecchi di un paio di anni per la verità, e questi dicono che Napoli è dietro Milano e Roma per numero di reati commessi. Dicono pure che a Torino i furti in appartamento sono circa sette volte e a Milano sei volte quelli di Napoli. Non so, tu preferisci un rapinatore per strada o trovarti un ladro dentro casa?

          • Livan Clif

            Detroit è una delle citta piu pericolose al mondo. La situazione a detroit è completamente fuori controllo. Molti quartieri sono abbandonati e ti ricordo che in america chiunque haun arma e la usa

          • achille cirillo

            Si a Parigi accade che ti rubano il Rolex in centro, accade anche a Barcellona che è la città con più borseggi ai danni dei turisti (non credo che a Napoli ci siano turisti che non denunciano) ma la percezione del pericolo l’avverti a Barcellona? No perché la narrazione sulla città è priva di questo dettaglio. Napoli ha sicuramente i suoi pericoli, sicuramente è meno sicura di Barcellona, ma altrettanto sicuramente subisce una narrazione morbosa verso tutto ció che è negativo e approssimativa per tutto il resto che spinge al preconcetto o quantomeno ad una visione parziale della realtà partenopea

          • Livan Clif

            Percezione un piffero. A barcellona non sparano sulle vetrine dei negozi, non fanno saltare le saracinesche e non sparacchiano con kalashnikov in pieno centro un giorno si e l’altro pure.
            La narrazione mediatica non c’entra un fico secco perché la paura è instillata da atti eclatanti che dimostrano come la criminalità fa praticamente quello che vuole in qualsiasi luogo e in qualsiasi orario. Questo rende napoli pericolosa così come il fatto che a barcellona difficilmente un borseggiatore viene difeso da mezzo quartiere mentre fugge.

          • alfonso

            La pericolosità di una città non può essere valutata a spanne.
            Ci sono indici, classifiche, numeri, che parlano chiaro.
            Se non ne teniamo conto finiamo ognuno con riportare la propria esperienza diretta. E così il cattivo giornalista, quello prezzolato, quello ignorante, che godono di maggiore seguito di tutti noi messi insieme, avranno vita facile nel ricoprire di fango l’immagine di una città più debole delle altre, fondamentalmente perché più povera.
            Leggi bene i dati, vedrai che Chicago ha fatto peggio di Detroit (a ottobre 2016 i morti erano oltre 600, in una città/area metropolitana più o meno tripla di Napoli) e nessuno si sogna di considerarla pericolosa.
            Quanto alle mancate denunce: come fai a quantificare quante ne manchino a Napoli e altrove? E a dire che a Napoli sono di più? Sempre ad occhio.
            E a occhio ti dico che la mia personale esperienza, in accordo con le classifiche della polizia, dice che a Napoli non mi è mai successo niente. I guai li ho passati a Milano e a Roma e, i peggiori, proprio nella tua Bologna. Che fortuna.

          • Livan Clif

            Ma che razza di paragone è napoli con detroit o con qualsiasi altra città americana dove su 2 liti condominiali una finisce a revolverate? Il sun ha preso le più pericolose per continente e non ha mai detto che napoli è piu pericolosa di chicago o detroit.
            Per quanto sia superficiale il sun non mi risulta che nel cetro di parigi si prendano i negozi a revolverate o si facciano saltare la saracinesca con una bomba carta.

          • alfonso

            Al centro di Parigi non ci sono revolverate? Hai rimosso per caso? Mi risulta che illustri cittadini delle periferie cittadine francesi e belghe abbiano creato problemi ben più grossi della paranza dei bimbi. Ecco, si dice che quelli siano invasati, malati di terrorismo. Eppure non sono nati dal nulla, spuntando come i funghi. Molto di quanto accaduto lì si spiega con la ghettizzazione, con l’ esclusione sociale di una grossa fetta di popolazione, oltre che con la mancanza di controllo del territorio. Non ti ricordano, queste, le critiche che piovono su Napoli e sui Napoletani?
            Quanto al resto, praticamente mi hai detto: … a Napoli non si denuncia e a Milano sì, solo che la cosa non te la posso dimostrare e perciò ti prego di fidarti: denunciano solo una decina di negozi di mia conoscenza…la mia ex ragazza…mia sorella, un mio amico, etc. etc. etc.
            Credimi, ti stavo per fare ieri sera la lista di una decina di fatti successi a me e a miei conoscenti, di segno diametralmente opposto ai tuoi, in una serie di città Italiane in cui ho vissuto. Poi ho desistito: dove finiamo così? a parlare di aria fritta. Ai numeri, almeno a quelli disponibili, bisogna credere.

          • achille cirillo

            i dati dicono che dal 1991 ad oggi in Italia il numero di omicidi è calato vertiginosamente e regioni che avevano un incidenza maggiore come Campania e Calabria hanno registrato un calo superiore al 25%. Di contro oggi le nazioni con il maggior numero di omicidi vedono la Germania in testa con la Gran Bretagna a ruota (manco lì ci sono le stese). Lo ripeto non nego alcun problema anzi ci sono enormi criticità a partire dalla disoccupazione che è la vera piaga dell’intero meridione ma c’è anche tanta gente normale che vive una vita normale, il parlare chiaro vuole dire dare una narrazione reale e veritirta che ovviamente non deve tacere o sminuire il male presente, ma neppure non riconoscere quanto di buono ci sia

          • Livan Clif

            La pericolosità è una cosa ben diversa dall’invivibilita. Ci sarà certamente gente che vive una vita normale anche a caracas ma da qui a sostenere che caracas sia sicura ce ne passa. Dobbiamo comprendere che sostenere che napoli sia una delle citta più pericolose d’Europa non la rende necessariamente invivibile. Nessuno lo sostiene

            Dato che hai citato la germania, paese in cui vivo, ti vorrei far notare 2 cosette:
            1) Napoli nonostante il calo di omicidi ha una media ben superiore di quella italiana
            2) la tipologia di omicidi è differente. In germania molti degli omicidi sono dovuti a squilibrati o liti familiari, non a minorenni che girano sparacchiando con i kalashnikov ad alexander platz.
            3) la pericolosita si vede anche dai reati predatori e dagli atti di violenza gratuita. Napoli ha una media di rapine che non ha confronti in italia e non mi risulta che in città europee delle stesse dimensioni abbiano soppresso linee di bus per i continui assalti delle baby gang, ne che a trafalgar square facciano gare clandestine con le smart o si freghino l’albero di natale ogni anno
            4) a londra, parigi,berlino la gente non ha paura di indossare un rolex in pieno giorno perche qualcuno potrebbe ficcargli una pistola in bocca.
            5)negli ultimi mesi hanno arrestato 2 minorenni pluriomicidi. L’ultimo proprio ieri perche ha ucciso e fatto a pezzi 2 contrabbandieri. Roba che non si era vista nemmeno su gomorra. Puro stile bogotà. È successo in periferia mi dirai, ma la subcultura mafiosa che trovi ad afragola o a caivano è la stessa che trovi a ponticelli o a scampia o alla sanità dove, non a caso, altri minorenni sono stati arrestati per stese e omicidi vari.
            Veramente credi che queste cose siano normali nelle altre città europee? Davvero lo credi? Beh forse ti concedo un paragone con marsiglia che non se la passa certo bene ma stiamo parlando di un’altra citta inguaiata, non certo della media europea.

            Io vivo a colonia, una citta che con il suo agglomerato fa 1,8 milioni di abitanti. Non ho mai sentito di uno scippo al centro, ne tantomeno di una qualche sparatoria. Le ragazze camminano nei parchi sole anche alle 3 di notte. La spiacevole aggressione a capodanno di 2 anni fa nei pressi della stazione è stata una cosa inaudita e inaspettata quanto irripetibile. Il paragone con Napoli non è nemmeno lontanamente fattibile e stiamo parlando di una delle citta piu “pericolose” della germania.
            Sei davvero sicuro che Napoli siauna citta come le altre?
            Sicoro sicuro?

          • achille cirillo

            Devo ripetermi, non nego nulla di quello che accade, lo vedo e lo sento anche io, ma asserire che Napoli è la città più pericolosa e dannata d’Europa come palesemente sostieni e credi, secondo me trascende dalla realtà dei fatti. Gli esempi che hai portato sono verissimi, eppure le statistiche sulla criminalità in Europa vede Napoli fuori dalla Top 50, ora questo certamente non vuole dire che siamo la Svizzera ma neppure la Siria. Ho citato la Germania solo perché le statistiche dicono che è al primo posto per omicidi in Europa, perché sai un omicidio fatto da un cammirristello o da un esaurito in una lite familiare, resta tale (anzi direi che dimostra che se togli la massa tumorale chiamata Camorra allora magari scopri che Napoli è pure più normale della tua Colonia), a meno che nelle statistiche non vogliamo conteggiare l’omicidio di camorra 1,5 e tutti gli altri 1. Napoli è sicuramente una città non facile, problematica, caotica, pericolosa ma personalmente se cammino di notte a Napoli ho lo stesso timore che provo a Milano.

          • Franco Sisto

            E no , caro Achille, parliamo di città, non di nazioni, allora vai. Controllare i dati, in percentuale sulla popolazione, di Londra e Berlino, (che sono veramente metropoli, non come Napoli, che manco supera il milione di abitanti), e fammi sapere.

          • achille cirillo

            Si è comunque nella media Europea. Posso dirti con una certa sicurezza che nel 2016 Napoli ha regisrato 4426 omicidi ogni 100000 abitanti contro i 9110 di Milano…

          • marittie73

            E che è? La Siria?

  • Roberto Saporiti

    Giampaolo, un solo aggettivo non lo trovo, mille colori invece si. ciao

  • alfonso

    Un solo aggettivo? Povera.

  • Fabrizio De Falco

    Questa volta presa abbastanza larga per finire nell’ennesimo articolo vs De Magistris.

  • Effe Bongi

    un aggettivo: bellissima.

  • Livan Clif

    Scusate eh, ma a me è parso che negli ultimi mesi la cronaca ci abbia regalato 2 sedicenni pluriomicidi finiti in galera. Ieri appena il secondo arrestato dopo aver fatto a pezzi con un coltello 2 corpi e averli sotterrati. Non mi dite che sono fatti successi in provincia perché sapete bene che napoli è un tuttuno con lasua area metropolitana e tra provincia e parecchi quartieri del centro e della zona est non c’è quasi differenza.
    Lo sappiamo benissimo che per trovare situazioni di disagio sociale simile bisogna andare in altri continenti. Se pensate che cose del genere succedano ovunque vi state sbagliando. Non esiste citta europea (e vi sfido a sciorinare statistiche) che abbia prodotto più morti innocenti di napoli tra criminalità spicciola e mafiosa. I morti innocenti a napoli si fanno persino in pieno centro cosa che non accade nemmeno in metropoli che di certo sicure non sono come parigi o londra.
    A napoli sono state soppresse linee di bus a causa degli assalti delle baby gang e non si contano gli episodi sulla circum. Ma veramente credete che in europa la situazione dellaè sicurezza è mediamente come quella a Napoli? Davvero lo credete? Pensate che ogni anno le baby gang londinesi si fottono l’albero di natale a Trafalgar square (per dire)
    Davvero credete che a londra o a parigi ci si deve preoccupare di portare un rolex al polso, chese chi ne ha uno abbia anche solo una volta pensato che qualcuno potrebbe puntargli una pistola in bocca alle 3 del pomeriggio per rubarglielo?
    Davvero credete questo?
    Davvero?

  • Venio Vanni

    Quando si parla di Napoli i napoletani hanno lo stesso atteggiamento che hanno i giocatori ed allenatori di calcio quando parlano degli ultras:”si è successo però…” “non facciamo di un erba un fascio” (la più gettonata)… “in tutte le città ci sono problemi” “fossimo ancora il Regno delle Due Sicilie” “siamo una città bellissima” “abbiamo un grande cuore”… Ma la città è difficile da vivere. A Napoli un tot di popolazione non vive secondo le regole dello Stato, ma vive secondo regole proprie che cozzano contro le leggi, il vivere civile, rendendo automaticamente la città un rebus. A volte valgono le regole dello stato a volte valgono altre regole. Spesso bisogna abbassare la testa e non vedere. Qualche volta sei prevaricato. A volte prevarichi. Qualche volta tocca te. A volte i tuoi figli a volte mamme, mogli o padri. Però per non voler prendere coscienza ed andare via da questa città ci rifugiamo nell’eduardiano “é cos e’ nient'”. La parte sana che rispetta le regole o che fida nella presenza dello statoé soccombente quasi sempre. Per mancanza di preparazione a prevaricare o per assenza delle istituzioni. Impegnate vanamente a richiamare l’accerchiamento che tanto ci piace ma che é proprio la nostra gabbia.

  • Ermanno Giamberini

    se posso permettermi. ho provato a leggere l’interessante e lunga discussione, condotta con opinioni molto differenti ma in maniera appassionata e civile da tutti. e questo , se pensiamo alle modalità di dibattito presenti in genere su web e media mi sembra una cosa molto bella. CIò che mi ha colpito però è che , nell’ambito dei due schieramenti che si sono determinati, si intravede una parte che, cifre e fatti alla mano , pur non negando i problemi complessi della nostra città, cerca semplicemente di non aumentarne l’entità (che non vuol dire negarli); mentre la controparte , secondo me, generalizza un po’ troppo quanto succede cadendo nel “savianesimo” ( mi perdoneranno gli estimatori di Saviano); anche perchè forse a tutti noi sfugge un dettaglio non da poco : ciò che puntualmente sappiamo su quanto accade di brutto a Napoli e ciò che non sappiamo invece su quanto accade in altre città è conseguenza del filtro esercitato dai media. Inutile ricordare che Napoli nel male fa sempre notizia. Ma permettetemi ora d’invitarvi tutti ad una riflessione : se siamo tutti consci delle criticità ed altrettanto consapevoli del buono che già c’è adesso (ci sono ad es ,aziende di eccellenza, giovani, delle quali non parla nessuno) , secondo voi costruiamo di più e facciamo un lavoro utile all anostra città dando importanza al buono , cge è anche un esempio del “si può” , oppure flagellandosi e facendosi involontariamente strumento nelle mani di chi , col sensazionalismo dello “sputtanapoii” specula ?

  • Il Petardo

    Una cittá purtroppo in preda alla camorra. La gente è troppo chic per volerla ancora vedere e ammetterne l’esistenza. Un passo indietro per sconfiggerla.