Spalletti: «Non ho fatto smettere di giocare Totti, ho fatto il bene della Roma. Non meritavo quei fischi»

La conferenza stampa con cui Spalletti ha salutato la Roma: «Ho cercato di compattare il gruppo, la città, ma non abbiamo remato tutti dalla stessa parte».

Spalletti: «Non ho fatto smettere di giocare Totti, ho fatto il bene della Roma. Non meritavo quei fischi»

La conferenza stampa

Luciano Spalletti saluta la Roma in conferenza stampa. E non le manda a dire, soprattutto in riferimento al caso Totti: «Io continuerò a dire sempre così, con Totti rimarrò amico. Non ho fatto smettere di giocare Totti. Con me lui ha giocato un anno in più. Poi lui ha smesso da solo, c’è anche l’età da considerare. Io ho percepito certe cose, una guerra fra me e Totti che non esiste, quei fischi io non me li merito, per come ho lavorato».

«Quando sono arrivato, la Roma era in difficoltà di gioco, non c’erano leader, non c’era una situazione che lasciasse intravedere un’uscita veloce e repentina. Ho dovuto prendere delle decisioni e hanno portato a un percorso dove probabilmente Francesco è stato tra quelli che ho ringraziato di più avendolo penalizzato facendolo giocare di meno. Vorrei non me ne volesse, se ha giocato poco come dite e questa Roma ha fatto il record di punti, ci sarà possibilità di avere un altro modo di fare per arrivare alla vittoria».

Dopo l’iniziale intervento di Monchi, che ha ringraziato pubblicamente Spalletti per l’impegno profuso e il secondo posto, Spalletti ha risposto così: «Anche per me sarà un rimpianto non poter lavorare con lui. Ora con l’addio di Francesco qui c’è bisogno di un punto di riferimento, personalità spiccata, carisma. E Monchi ha queste virtù. Lui riuscirà a compattare la Roma, riuscirà là dove non sono riuscito io e sarà una grande Roma».

La stagione della Roma

«Il voto dovete darlo voi. Dire se potevamo fare meglio, di più. Vi voglio solo dire che ho lavorato in modo profondo e serio, cercando di fare il bene della Roma. Col mio modo di fare, e mi fido di questo. Ognuno dia la risultanza che vuole. Io ho gioito e sofferto molto. I 133 punti fatti in un anno e mezzo sono la foto alla serietà di questo gruppo. Alla qualità del nostro lavoro quotidiano. Se non lavori in modo serio, non vai avanti».

Cosa resta in questi 18 mesi

«Lasciamo una Roma forte, lascio una Roma forte, una squadra che ha individualità importanti, che è un collettivo. Forse si poteva far meglio, come obiettivo di tutti. Non ci sono riuscito, non abbiamo remato tutti dalla stessa parte. Questa marea romanista è molto alta, magari ripartendo dalla partita di domenica quando sembrava una festa, e sembrava un addio, c’è stato l’addio del grandissimo fenomeno calcistico che è Totti»..

«Se non facciamo gruppo, se non ci compattiamo. Qui c’è bisogno di fare gruppo, di stare uniti e vicini. Perché l’esaltazione di un solo elemento portata ai massimi livelli disturba anche l’elemento stesso. Cosa che non ha subìto perché lui è l’Assoluto, perché è stato forte anche dentro questa esaltazione assoluta. Si è preso le responsabilità di quello che gli era stato dato. Ma appiattisce gli altri e quando difendo gli altri per voi è un andare contro di lui, ma non è così. Non ci sono riuscito in un anno e mezzo a fare questo, è segno che ho fallito nella cosa più importante perché la Roma ha potenzialità di struttura, ambientali, di forza, di città».

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