ilNapolista

Ieri a Scampia c’era Napoli. Sguaiata e generosa: Napoli

Naturalmente, c’è sempre qualcuno, tra di noi (dico: noi partenopei), che sottolinea i dettagli. Ad esempio, c’era Genny ‘a Carogna. Si, proprio lui, quello della trattativa (o presunta trattativa). Poi ci sono stati gli applausi, certo inopportuni, forse anche sacrileghi, evitabili. E la presenza di qualche ultrà – dicono – bramoso di vendetta. In generale io, che pur non essendo uno snob, ai funerali preferirei dominasse il silenzio, evidenzierei altro. Ieri, a Scampia, c’era Napoli. Non tutta, ma una sua bella rappresentanza. No, non era gente da salotti, c’erano parrucchiere, ragazzi a bordo di motorini truccati, fans di Gigi D’Alessio, ma anche insegnanti, impiegati, casalinghe, studenti. Tanti, tanti ragazzi della stessa età di Ciro. Non era la Napoli delle terrazze, dell’accademia e dei sushi bar, dunque abbiate comprensione per qualche intemperanza, qualche bandiera di troppo. Era però la vera Napoli. Napoli: prendere o lasciare. Napoli, sguaiata e generosa. Napoli, che sopravviverà a questa come ad altre cose, ai cori sul Vesuvio come al vittimismo neoborbonico. Il suo grido era un MAI PIU’. Il suo lamento era l’ultimo saluto ad un ragazzo della periferia di questa città. Che ha lasciato la sua fidanzata, la sua passione per il calcio, le sue amicizie, i suoi sogni. Non un eroe. Ma certamente una vittima della scelleratezza e dell’odio. Qualcuno ha scritto che ci voleva un Pasolini per descrivere quei volti, la sua pietas. Noi ci accontentiamo della macchina fotografica di un amico che non ama per niente la retorica ma era lì anche lui, a piangere, a riflettere, a ritrarre per noi la città che si stringe attorno ai familiari di un suo figlio che non doveva finire così…Mario Colella. Foto di Francesco Bassini

ilnapolista © riproduzione riservata