DeLa-Mazzarri, divorzio all’italiana e sei mesi di reclusione per Aurelio

L’ha adombrato anche Max Gallo che sotto c’è qualcosa che noi comuni mortali non conosciamo. Cosa sarà mai successo all’interno della coppia De Laurentis-Mazzarri? Ormai è chiaro che il rapporto si è logorato. Bene avrebbero fatto ad interrompere il loro matrimonio lo scorso campionato, quando Mazzarri, come una bella donna, si sentì lusingato dalle attenzioni provenienti da Torino e quasi tradì il suo consorte-presidente per le alcove sabaude. Ma poi il buon senso prevalse, si fece buon viso a cattivo gioco, e, come spesso avviene tra coniugi che non si amano più, decisero di restare insieme per il bene dei figli e per l’occhio della gente (squadra e tifosi). E questo è stato un errore imperdonabile, perchè, come spesso accade, i malesseri si sono sommati alle incomprensioni ed il disagio è aumentato fino ai limiti della umana sopportazione. Non solo la loro, ma anche la nostra. Oggi che all’orizzonte appaiono altre belle probabili sirene come Lippi o Capello, il consorte De Laurentis si vorrebbe liberare della moglie Mazzarri, ormai divenuta ingombrante e non più appetibile. Ci sarebbe bisogno di un divorzio. Ma costerebbe troppo, e tutti sappiamo come l’Aurelio sia restìo a mettere mano al portafogli. Oggi non conviene più divorziare, a meno che non lo si faccia come si faceva una volta: all’italiana. Come ci insegnano le cronache recenti, la soluzione ideale è quella di ammazzare la moglie divenuta indesiderata. Ecco, De La potrebbe far fuori Mazzarri, nel senso pieno del termine: potrebbe assassinarlo. Ma se arriva a questa determinazione, deve stare molto attento a pianificare le cose. Prima di tutto dovrebbe sembrare un delitto d’impeto e non premeditato. Preterintenzionale,insomma, che, come dice il termine, è come le intenzioni del prete: mai cattivo. Anche se con l’aggravante del vincolo di parentela, considerate le attenuanti generiche, la pena prevista non supera i dieci anni. Poi dovrebbe far ritrovare subito il corpo, in modo da risparmiarsi l’accusa di occultamento di cadavere (altri 2 anni risparmiati). La confessione dovrebbe essere spontanea ed immediata, perchè mettendosi sulla negativa, attirerebbe l’attenzione dei media che accorrerebbero come mosche sul miele. L’incazzato Salvo Sottile manderebbe Filomena Rorro, che solo a nominarla ti mette i brividi. La Venier e la D’Urso richiamerebbero i loro inviati dall’isola del Giglio per catapultarli alla Filmauro. E se la Ilaria Cavo, da bella gnocca, potrebbe essere addolcita da qualche attore di passaggio, Gerardo Pinto,che, in onore al suo nome, sta sempre appezzato come un pinto, comincerebbe a scavare nel passato di Aurelio. Bruno Vespa interverrebbe a notte fonda col plastico del S.Paolo per ricostruire gli ultimi movimenti dei due per verificare se le celle di Fuorigrotta hanno contemporaneamente agganciato i telefonini dei due protagonisti. I precedenti di De Laurentis non giocano a suo favore: lo schiaffo a Lotito, la quasi rissa con Reja e il licenziamento in diretta prima di Marino e poi di Donadoni,la sceneggiata in Lega con relativa fuga in motorino, dimostrerebbero la labilità del personaggio. Anche uno sfigato PM di tangentopoli, che si fosse visti andati assolti tutti i suoi indagati, lo farebbe condannare sicuramente al massimo della pena. Ma confessando e facendo ritrovare subito il corpo, questi pericoli non sussisterebbero. Inoltre, non essendo delinquente abituale, potrebbe affrontare il processo a piede libero. Senza manco bisogno della carcerazione preventiva: non potrebbe reiterare il reato (anche se qualcuno a Mazzarri lo vorrebbe uccidere più di una volta), non potrebbe inquinare le prove, avendo reso piena ed ampia confessione, e non sussisterebbe neanche il pericolo di fuga. Dove può mai fuggire un uomo della sua età. Già, l’età, l’ultima cosa che giocherebbe a suo favore, perchè al termine dei tre gradi di giudizio, l’imputato avrebbe raggiunto l’età in cui si è incompatibili con il regime carcerario. Poi: patteggiamento, amnistia, indulto e, per ultimo, svuota-carceri, alla fine se la caverebbe con sei mesi di reclusione. Giusto in tempo per l’inizio del campionato per poter vedere finalmente in campo i giovani prospettici senza aspettare la faticosa assimilazione degli schemi mazzarriani, ormai postumi. Ultima raccomandazione: l’arma del delitto. Quella si può anche omettere di farla ritrovare, anche per lasciare ad ognuno di noi il piacere di far fuori Mazzarri come meglio crede.

Un caro saluto a tutti da

PASQUALE DI FENZO

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