Se i bagni delle donne
sono un segnale di civiltà

Ci sono giorni in cui la rassegna stampa giornaliera ti regala delle perle di fronte alle quali è impossibile restare indifferenti. Dopo la bella vittoria di ieri, la precedenza è andata tutta agli amici del Napolista. Una sbirciatina alle pagelle del professore Trombetti, la lettura dell’editoriale del maestro Carratelli, un’occhiata alle parole sempre sagge di Trapani e la giornata può cominciare. Le idee cominciano a frullare e pensi di dare un piccolo contributo, magari stuzzicando il direttore dopo le parole di quel ragazzo di Castellammare che oggi gioca in una squadra del Nord con la maglia nerobianca. Quando tutto d’un tratto l’occhio cade su un articoletto di spalla, piazzato lì come fosse una provocazione. Il titolo mi incuriosisce (“In tribuna debuttano i bagni delle donne”), nonché l’indicazione dell’autrice, la temuta capo-redattrice del Corriere del Mezzogiorno Monica Scozzafava. Il passaggio alla lettura è immediato. Quattro misere righe che rappresentano la migliore rappresentazione del decadimento di questa città. Nel giorno del cinquantesimo compleanno del San Paolo, udite udite, sono stati completati i bagni per le donne in Tribuna Posillipo. E l’assessore competente e il Comune hanno manifestato la loro soddisfazione per aver mantenuto una promessa. Già immagino la faccia compiaciuta dell’assessore Ponticelli che mostra, con orgoglio, al Presidente le nuove toilette. Avremo anche quintali di immondizia per le strade, ma almeno nei bagni per le donne della Tribuna Posillipo del San Paolo abbiamo “toilette pulite ogni mezzora con la collaborazione degli addetti della Napoli servizi”. Mica bruscolini. Della serie: “caro Presidente, se la signora Jacqueline avrà bisogno di andare alla toilette durante la partita, non ci sono più problemi. Ogni trenta minuti c’è chi provvede per lei”. E magari adesso potremo anche onorarci di vedere ogni tanto allo stadio anche il nostro sindaco, come fanno tanti altri suoi colleghi che oggi vorrebbero rottamarla.
A parte la facile ironia e la provocatoria riflessione, credo che l’articolo in questione ci spinga a diversi spunti di riflessione, dalla questione stadio, ormai vetusto e privo dei servizi indispensabili (se ci sono voluti cinquant’anni per i bagni delle donne nella Posillipo, quanti ce ne vorranno per vederli in Curva?), all’atteggiamento “classista” operato dall’amministrazione (perché non si è partiti dalla realizzazione dei bagni nelle proletarie curve?), fino a cosa in questa città consideriamo come “un piccolo segnale di civiltà” (riporto testualmente dall’articolo) e che invece dovrebbe rappresentare la normalità. C’è scritto proprio “segnale di civiltà”. E di fronte a queste frasi, potete ben comprendere le parole di scherno del collega di Milano o Roma.
Tutto ciò mentre questo sito web ha lanciato una mobilitazione che ha raggiunto consensi notevoli, di fronte alla quale non abbiamo sentito una parola, di approvazione o dissenso, della società e delle istituzioni cittadine. Mentre Ponticelli inaugurava  i bagni, ieri tutte le televisioni che hanno trasmesso la partita si sono soffermate a lungo su questo striscione: “Pe Natale vuless’ sul’ nà certezz…e vrè stà città senza cchiù Munnezz…!!!”. Questione di segnali di civiltà.
Ho seguito la passione con cui Ilaria Puglia ha condotto questa battaglia e l’attenzione che ne hanno dato anche alcuni media nazionali. Dinanzi a tutto ciò, non me ne vogliate, ma tutto viene svilito. O forse, è possibile che abbiamo trovato lo strumento appropriato per cominciare a denunciare le tante piccole inciviltà che quotidianamente viviamo in questa città.
Manifestiamo il nostro lutto perché solo da noi per fare una metropolitana ci vogliono venti anni. O almeno così speriamo!
Manifestiamo il nostro lutto perché se cadi nelle buche delle strade di Napoli, rischi la vita.
Manifestiamo il nostro lutto perché, come ha denunciato un genitore al Mattino, solo a Napoli accade che una ragazza meritevole vince un regolare concorso, ma non avrà il suo posto di lavoro perché prima delle elezioni bisogna stabilizzare gli LSU (http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=129381&sez=NAPOLI).
Manifestiamo il nostro lutto perché siamo stanchi di dover pagare una tassa ai posteggiatori abusivi anche se parcheggiamo sulle strisce. E se andiamo allo stadio in macchina, dobbiamo accollarci una tassa fissa di dieci euro per parcheggiare in un raggio di almeno 3 km dal San Paolo.
Ma in fondo, si sa, questo è solo qualunquismo.
Cosa vuoi che siano tutte queste cose di fronte ai bagni delle donne puliti ogni trenta minuti? In effetti, avete ragione. Peccato che non potrò mai beneficiarne perché non sono una donna.
Chissà, magari un giorno che vorrò togliermi lo sfizio della Posillipo, almeno potrà vederli la mia ragazza. Quest’anno, gioia mia, si rinuncia al viaggio. Tra Picasso e Munch, optiamo per una serata in Tribuna Posillipo ed una visita alle toilette. E se ci avanza qualche centesimo, ti porto ad una bella serata-evento al Madre. Ci sono tanti benpensanti che firmano degli appelli interessanti. E dicono che i bagni lì sono ancora più belli…
Michele Affinito

ilnapolista © riproduzione riservata