Perché tenerci giocatori che il tecnico non vede?

Comincia a essere un po’ troppo forte il tono di alcune critiche sia a Mazzarri che a De Laurentiis. Se da una parte è vivo il timore che il prossimo acquisto dopo Modesto sarà Bonazzoli (rifacendo così la Reggina dei bei tempi), va notato anche che sia un bene che un allenatore abbia la fiducia della società e carta bianca per plasmare la squadra come meglio ritiene. Certo non si può non storcere la bocca per come abbiamo liquidato Cigarini prima e Quagliarella poi, ma allo stesso tempo se Mazzarri, come dobbiamo augurarci, resterà a lungo sulla panchina del Napoli, perché mai avremmo dovuto tenere giocatori che il tecnico non vede?
Tra l’altro rispetto al disastro mariniano del dover piazzare ogni anno i Bucchi, i De Zerbi e i Dalla Bona pagando pure noi faraonici stipendi né Quagliarella, né Cigarini, né Denis, né Datolo, né Bogliacino sono stati svenduti. Non è bene, giova ricordare, avere un allenatore con una squadra non scelta da lui e pertanto sempre in discussione. Nel cuore del tifoso spesso convivono atteggiamenti ambivalenti. Da una parte si vogliono sempre facce nuove, dall’altra si continuano a sognare bandiere dei bei tempi andati. Anche in panchina; ricordiamo la santificazione di Reja un minuto dopo averlo esonerato ricoprendolo di improperi. Di De Laurentiis conosciamo oramai meriti e limiti. Non è particolarmente raffinato (a dir poco) e concepisce il Napoli come un investimento guardando al soldo con ben più attenzione di come guarda le partite. Ma vogliamo dimenticare i vent’anni di traversata nel deserto e perfino la storia pregressa della nostra squadra e della nostra città? Vogliamo dimenticare il Napoli laurino che era soprattutto uno strumento di consenso politico? Vogliamo dimenticare che se il Napoli ha avuto Maradona è stato di nuovo perché Ferlaino si accreditasse in particolare verso ‘o cumpare Scotti, di nuovo in una operazione di consenso? Vogliamo dimenticare che la crisi del Napoli post-maradoniano è anche una crisi post-tangentopoli e che Ferlaino stesso ha tenuto in ostaggio la proprietà del Napoli per almeno un lustro più del lecito solo per difendersi dalle banche creditrici? Del bandito bresciano e di Naldi non vale neanche la pena di dire. Agli amici che stracciano gli abbonamenti e i contratti Sky consiglierei di riflettere un attimo. IERI abbiamo saputo che il Napoli giocherà contro il LIVERPOOL! Certo, sono turni preliminari della vecchia Coppa Uefa ma quante volte abbiamo giocato contro squadre di prima grandezza negli ultimi 50 anni? Chi scrive ricorda una semifinale di Coppa delle Coppe quando era bambino e la Coppa Uefa di Maradona quando oramai faceva l’Università. Questo è il nostro blasone europeo. Anche in campionato in 80 anni quante volte siamo arrivati nei primi 6? Dieci-quindici volte in 80 anni. Non merita riproporre l’irritante Pierpaolo Marino su Gela e Pesaro. Ma oggi il Napoli di De Laurentiis è una realtà importante del calcio italiano che può andare in Champions o mancare quell’obbiettivo di pochi punti. Poche volte lo è stato nella storia e abbiamo visto a posteriori che anche il Napoli di Maradona aveva societariamente piedi d’argilla. Tutto ciò non vuol dire non criticare De Laurentiis e pure indignarsi per la cessione di Quagliarella. La tempistica è un disastro anche mediatico e un grave errore ma io credo che rimpiangeremo di più la cessione di Cigarini passata sotto silenzio. Voler infine credere che Quagliarella sia vittima di un complotto del perfido Mazzarri e sia stato deportato a Torino dagli sgherri di De Laurentiis è a dir poco ingenuo. Domani comincia il campionato
FORZA NAPOLI
<strong>Gennaro Carotenuto</strong>

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